Woori Finance Holdings: Korea Deposit Insurance Corp, veiocolo del governo coreano, ha venduto parte della propria partecipazione in Woori Finance Holdings. La vendita in blocco, senza alcun haircut, ha riguardato il 9% della partecipazione statale, pari a 72,54 mln di azioni, al prezzo di chiusura della seduta dell’8 Aprile, 16.000 won, e ha permesso al governo di incassare una somma ….
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pari a 1,16 trilioni di won ($ 1,03mld). Dopo la cessione, la partecipazione del governo nella maggiore istituzione finanziaria coreana per capitalizzazione scende al 56,97%. La vendita rientra in un più generale piano di privatizzazione che il governo vuole effettuare dopo la statalizzazione conseguente la crisi asiatica che lo ha costretto ad intervenire nel proprio sistema bancario. Alla privatizzazione del settore potrebbero seguire oprazioni di merger tra diverse istituzioni per dotare il sistema di maggiore competività e peso internazionale, ciò escluderebbe le ipotesi su un eventuale merger tra Woori FH e partner stranieri. KB Financial Group Inc. e Hana Financial Group Inc sono i più probabili partner. Per ulteriori azioni di vendita si dovranno attendere le elezioni previste per il 2 Giugno. Nella seduta successiova il gruppo, che torna al profitto solo nel primo trimestre dell’anno, vede il proprio titolo salire del 5,3%. L’operazione inizialmente doveva riguardare il 7% delle azioni, come nella prima tranche di vendita effettuata in Novembre, portata poi al 9% a causa della forte domanda.
Aviva: Il gruppo assicurativo britannico ritorna sul mercato asiatico. Il ritorno nel continente, dove ha mantenuto il ramo vita, avviene alla fine del periodo del blocco operativo causato dalla vendita, con conseguente clausola di non concorrenza, del proprio ramo assicurativo alla giapponese Mitsui Sumitomo nel 2005 per $450 mln. Il gruppo, che torna ad un Ebit positivo nel 2009 pari a £2,3mld(vs £-2,02mld’08), inizierà con la vendita di polize auto in Singapore per poi toccare i comparti casa e viaggi in tutta l’area. Secondo le parole del CEO, l’Europa rimarrà il principale focus del gruppo sia per la domanda di prodotti di natura previdenziale, sia per una normativa meno stringente nonchè alla sua stabilità. Sull’area asiatica pesa una generale stringente regolamentazione rivolta ai consumatori che potrebbero limitare i margini di guadagno, fermo restando che la forte crescita dei paesi asiatici farà gola a molti gruppi assicurativi. L’annuncio, infatti, segue l’offerta di acquisto presentata dall’altro grande gruppo assicurativo britannico, Prudential, per gli asset assicurativi asiatici della americana AIG per un valore pari a $35,5mld. Prudential ha anche firmato un accordo con United Overseas Bank per espandere la propria rete distributiva in Singapore, Tailandia ed Indonesia.
Cile: Il governo cileno ricorrerà al mercato, per la prima volta dopo 7 anni, per finanziare in parte i costi della ricostruzione dopo il terrremoto che ha sconvolto il paese il 27 Febbraio. Su un totale di circa $30mld, solo un terzo sarà raccolto attraverso l’emissione di bond a 10 anni in dollari che con ogni probabilità godrà di un costo estremamente basso visto l’ottimo standing creditizio del paese. Il maggior produttore mondiale di rame è infatti il paese sudamericano con il miglior rating e potrà pagare un differenziale col treasuries US al di sotto dei 100bp. I CDS paese sono ancora i più bassi della regione, e gli unici ad attestarsi sotto i 100bp, inoltre il proprio livello di indebitamento è tra i più bassi in assoluto. Secondo le parole del proprio presidente, Sebastián Piñera, il governo vuole trovare il giusto mix tra fonti di finanziamento esterne, che implicherebbero pressioni sul tasso di cambio del paese la cui economia si fonda sulle esportazioni, e fonti di finanziamento interne, che implicherebbero pressioni sui tassi di interesse. La ricostruzione sarà dunque ripagata attraverso austerità fiscale, con probabile aumento delle tasse, liquidità dal sovereign wealth funds, debito domestico e vendita di asset del settore pubblico.
Rusal: Uc Rusal, il maggiore produttore di alluminio, torna alla redditività nel 2009. Nonostante un calo nelle vendite, la ristrutturazione del forte debito e le deboli performance del prezzo dell’ alluminio, che pagano un corposo calo della domanda in tutti i settori, automobilistico, edilizio e aereonautico, chiude l’anno fiscale con un utile netto pari a $821mln, rispetto ad una perdita netta pari a $5,95mld nel 2008. Infatti, il prezzo della commodity, nonostante abbia risentito positivamente di un aumento della domanda in Cina ed India nella seconda parte dell’anno, ha registrato un 2009 in calo del 35% intorno ai 1.668 $/mc. Sul risultato del 2009 hanno influito $1,4mld di guadagni realizzati attraverso la propria partecipazione del 25% in Norilsk Nickel, la più grande compagia mineraria russa, $77mln da strumenti finanziari e $32mln in interessi su depositi e loan. Alla fine del 2009 il gruppo russo ha ristrutturato $16mld di debito , riuscendone a pagare $2,2mld in Febbraio attraverso l’IPO che ha visto la quotazione sul listino di Hong Kong. Data la fondamentale importanza attuale e prospettica del mercato cinese, anche la società che controlla Rusal, En+Group, sta meditando la propria quotazione sul listino asiatico.
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