Analisi Weekly : Paesi e Emittenti

Canada: La banca Centrale Canadese è la prima banca dei G7 a rialzare i tassi di interesse, portando il tassi obbiettivo dal record low di 0.25% allo 0.5%. La banca centrale ha comunque specificato che. ….

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ulteriore misure verranno valutate con attenzione, viste le crescenti incertezze riguardo le prospettive di crescita globali e le prospettive di ulteriore riduzione degli stimoli fiscali a livello globale. La banca centrale ha inoltre osservato come il recente aumento dell’inflazione era ampiamente atteso, e che nonostante la crescita economica canadese sia stata robusta nel primo trimestre, le incertezze d’oltre oceano possono gravare su quella prospettica. Va comunque ricordato come il Canada abbia beneficiato della crescente domanda di Rame, Oro, Mais e Petrolio da parte delle più dinamiche economie emergenti. Il paese è infatti il secondo più grande esportatore di gas naturale ed ha le più grandi riserve di petrolio dopo quelle mediorientali.

Repubblica Ceca: Fitch Ratings ha rivisto l’outlook sul rating sovrano A+ della Repubblica Ceca da positivo a stabile. La variazione dell’Outlook parte dalle prospettive di un governo di coalizione più stabile del precedente che potrebbe portare ad una più rapida riduzione del deficit di bilancio. Questo unito al moderato livello del debito pubblico ed alla flessibilità dimostrata dalle politiche economiche potrebbe portare ad una revisione del rating nei prossimi 12/18 mesi. Nonostante il commento positivo la curva dei governativi ha fatto segnare un leggero widening, più accentuato sui 2 e 10 anni. I CDS a 6 anni della Repubblica Ceca hanno subito maggiormente le speculazioni che sono seguite alle sfortunate dichiarazioni inerenti il debito ungherese. I CDS si sono spostati in maniera violenta sopra i 100 bps ritornando in area 125 bps dalla quale i contratti erano assenti dal Luglio 2009.

BP: A seguito dei continui fallimenti per arrestare quella che è ormai una delle più devastanti catastrofi ambientali della storia degli Stati Uniti, Fitch e Moodys hanno pubblicato il downgrade dell’azienda Britannica (da AA+ ad AA). Pesano una serie di fattori non marginali. Una componente dell’azionariato (poco meno del 26% è residente negli Stati Uniti mentre il 46.5% è britannico) sarebbe in procinto di avviare un’azione di responsabilità nei confronti del management. Alcuni senatori americani hanno poi suggerito al governo Usa di intervenire affinché il dividendo per l’anno in corso non sia distribuito fino alla completa determinazione del danno ambientale. Infatti oltre alla responsabilità per i danni ambientali la BP potrebbe essere citata in sede civile e penale per atti dolosi in relazione ad altre leggi statunitensi. L’idea di fondo è che la leggerezza del management nell’avviare trivellazioni a quella profondità (1.500 mt) senza avere la tecnologia per intervenire in caso di incedente sia da considerarsi di per se un presupposto di colpa grave e dunque di responsabilità. Dal canto loro gli assicuratori della compagnia hanno già annunciato che si riterranno responsabili solo dei danni inerenti le superfici emerse (eventuali danni creati direttamente dalla piattaforma nelle acque emerse) e non per i danni creati dalla fuoriuscita di petrolio a seguito delle attività estrattive. Intanto sul mercato iniziano a circolare pressioni riguardo l’effettiva solvibilità della compagnia e soprattutto in merito a potenziali takeover che potrebbero essere lanciati a seguito del forte calo sui listini.

Banco Popolare: il gruppo Banco Popolare potrebbe cedere la sua quota del 10% in Credito Bergamasco per finanziare l’acquisizione della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno. La transazione (effettuata con la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca) prevedrebbe il pagamento di complessivi 323 mln di euro, 160 mln cash e la parte restante attraverso la cessione della partecipazione in Credito Bergamasco. Nonostante ciò, l’impatto negativo della volatilità sui mercati internazionali ha riportato i CDS di Banco Popolare a ridosso dei 240 bps, un livello non toccato dal maggio 2009, nell’immediato “post-Italease”.

Eads: il colosso dell’aviazione EADS ha commentato su un possibile partner statunitense che consentirebbe l’accesso ad una fornitura per complessivi 40 mld di USD al governo degli Stati Uniti. Il CEO del gruppo ha inoltre confermato i negoziati fra Francia e Gran Bretagna per una operazione da 10.5 mld di USD volta all’acquisto di velivoli cisterna per la RAF britannica. La disputa con Boeing per il contratto con gli Stati Uniti (svoltasi nel corso dell’ultimo mese senza esclusioni di colpi) ha amplificato l’effetto del trend di risk aversion spingendo i CDS di EADS fino ad oltre 220 bps, salvo poi ritracciare fino a 185 bps.

Xstrata: il gigante anglo svizzero ha annunciato la sospensione di progetti di investimento per complessivi 586 mld AUD in seguito alla revisione dei progetti seguita all’annuncio di una tassa del 40% sulle risorse minerarie. Si tratta di una sfida aperta al governo australiano che segue simili iniziative intraprese da altre aziende del settore. L’azienda, che non ha bond in scadenza quest’anno, dovrà rifinanziare 2 mld di euro di maturities nel 2011 ed ulteriori 1,2 mld nel 2012.

Finmeccanica: il gruppo italiano del settore Aerospace & Defence ha annunciato di essere tornata in corsa nella gara per la sostituzione dell’elicottero ufficiale del presidente degli Stati Uniti Obama. La gara segna un più ampio cambiamento di alleanze all’interno del settore Difesa, con l’alleanza tra Lockheed Martin e Sikorsky (produttore degli elicotteri attualmente in servizio alla casa bianca). I CDS del gruppo aerospaziale Italiano hanno subito in maniera particolare il negativo trend dei mercati del mese di Maggio. I CDS a 5 anni hanno fatto registrare un widening da 125 bps agli attuali 187 bps, dopo aver calcato i massimi a 205 bps.


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