Analisi Weekly Fixed Income: Paesi e Emittenti

Tunisia: L’agenzia di rating Standard & Poors conferma il rating “BBB/A-3” ed un outlook stabile della Tunisia. Piace il buon track record delle politiche macroeconomiche prudenziali che hanno favorito una crescita equilibrata ….

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Abax Bank


Fixed Income Area – News of the week


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e continuativa seguita da deficit fiscali moderati. Tali atteggiamenti da parte delle autorità tunisine hanno permesso un calo prolungato del debito su Pil che attualmente si attesta al 45%. Non piace invece, la lentezza della liberalizzazione economica e aperture liberalistiche, la qualità degli asset del settore bancario e finanziario inferiore ai paesi con medesimo rating, e un elevato tasso di disoccupazione, al 14%, con un inflazione del 5,2%. Sebbene la crisi economica abbia toccato importanti settori della Tunisia, in primis le esportazioni ed industrie elettroniche, agricoltura e turismo hanno continuato a crescere permettendo delle previsioni di crescita tra il 4 e 5 % fino al 2012 con un deficit tra il 2 e 3% del Pil. Ulteriori miglioramenti del debito governativo e del settore bancario porterebbero l’agenzia di rating a considerare un upgrade del paese.


Jp Morgan
: La banca americana è la prima a pubblicare i dati relativi al primo trimestre 2010. Dati che vedono una forte redditività, seconda solo a Goldman Sachs, di un gruppo che è riuscito a non registrare perdite durante l’annus horribilis 2009. Utile netto pari a $3.3 mld, in aumento del 55% rispetto l’anno precedente, con ricavi che si attestano a $28.2 mld.
A trainare i profitti sono state le attività di investment banking, soprattutto il reparto obbligazionario, seguito dai reparti Asset Management, che registra un aumento del 75%, Corporate/Private Equity, che da una perdita di $262mln registrano un utile di $228mln. Continuano le pressioni sui reparti Retail Financial Services, con un calo del 12% dei ricavi e una perdita netta pari a $131mln con un accantonamento per crediti deteriorati pari a $3,7mld, il reparto Card Services, che dopo aver aiutato i numeri del gruppo durante il 2008 continua a stentare chiudendo con una perdita pari a $303mln, ed il reparto immobiliare che è costato un passivo da 1,3 miliardi, più degli 1,1 dell’anno scorso, con le riserve per future perdite nel real estate salite da 3,1 a 3,3 miliardi. Segnali positivi riguardo la qualità del credito arrivano dalle parole del CEO, Dimon, sull’offerta di circa 750mila modificazioni contrattuali per gli householders in difficoltà da inizio 2009 con 64mila approvazioni solo nel primo trimestre dell’anno. Positivi gli indicatori patrimoniali: Total Capital ratio al 11,5 e Tier I al 9,1.

Bank of America: BoA chiude il primo trimestre del 2010 con un utile netto par a $ 3,2mld rispetto ad una perdita pari a $194mln nell’ultimo trimestre 2009. Dai risultati pubblicati si sottolineano due aspetti principali: gli accantonamenti per perdite su crediti scendono per un ammontare pari a $ 3,6mld in un anno sottolineando un miglioramento nella qualità del credito; l’ottima performance del reparto Global Banking&Markets segnale di una decisa ripresa dei mercati finanziari. I ricavi al netto della spesa per interessi registra un calo su base annua del 11% (+27% rispetto al quarto trimestre 09) dovuto alle mancate entrate dei notes Merrill Lynch, vendita di investimenti su equity e minor volumi dei mutui. Cinque delle sei business units hanno mostrato performance di segno positivo. L’unica BU con una performance fortemente negativa è Home Loans and Insurance che registra una perdita netta pari a $ 2,1 mld e ricavi in calo del 31% a causa del negativo impatto del costo del credito con un accantonamento su crediti pari a $ 3,6mld. Performance opposta registrata dalla Bu Global Card Services che passa da una perdita di $1,75mld ad un utile di $952mln nonostante il calo del 9% dei ricavi dovuto al basso livello dei tassi d’interesse. Gli accantonamenti calano di $ 4,7mld attestandosi a $ 3,5mld. Indici di patrimoniali mostrano miglioramenti; il Tier I passa in un anno dal 4,49 al 7,60; Tier I Capital Ratio al 10,23; Total Capital Ratio al 14,47.

Citigroup: Citigroup registra un trimestre in forte utili. Utile netto si attesta a $ 4,43 mld dopo aver registrato una perdita pari a $ 7,58mld nel quarto trimestre del 2009 ed un utile di $ 1,59mld nel primo trimestre dello scorso anno. Le ottime performance sono state dettate da diminuzione dei costi legati ai crediti deteriorati, ricavi del reparto trading, e l’aumento del valore dei subprime mortage loans. La drastica riduzione del costo dei crediti deteriorati, pari al 16%, e gli $800 mln di write-ups sui subprime mortages sono forse il fattore più rivelante nelle performance trimestrali, le più elevate dal secondo trimestre 2007. Gli asset del gruppo, favoriti dalle regole di accounting che permettono di mantenere fuori bilancio alcuni specifici strumenti di debito, salgono dell’8% a $ 2 trn. Citigroup ha goduto del salvataggio da parte del governo americano nel 2008 con finanziamenti pari a $ 45mld di cui 20 ripagati a Dicembre 2009 e 25 convertiti in azioni, pari al 27% del gruppo. Lo scorso mese il Governo ha mostrato la volontà di liberare la propria quota ma il prezzo sceso sotto $3,20 ha ritardato l’operazione.

Thales S.A.: L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha messo, in CreditWatch negativo, il gruppo francese Thales S.A. La multinazionale globale di elettronica specializzata nei settori dell’aerospazio, difesa, e information technology paga le deboli performance nel corso del 2009 e una scarsa capacità prospettica di recuperare un certo livello di redditività. Il gruppo chiude infatti l’anno fiscale 2009 con una perdita netta pari a €200mln nonostante un aumento del 2% dei ricavi totali. Il risultato negativo è stato dettato, oltre che da una debolezza generale di settore, dagli elevati costi generali e costi legati a progetti che secondo l’agenzia di rating non sono di natura occasionale. Nel dicembre 2009 il gruppo lancia un programma di riduzione costi, Probasis, che dovrebbe generare risparmi pari a € 1,3mld entro il 2014, attraverso il miglioramento dell’efficienza ed ottimizzazione della supply chain. Dati gli scarsi risultati ottenuti dalla forte spesa, €1,0mld, effettuata dal 2000 per ristrutturazioni, Standard&Poor’s rimane scettica sull’effettiva riuscita di Probasis. Il gruppo ha però mostrato un free cash flow operativo pari a € 800mln(vs € 377mln ’08) che secondo l’agenzia di rating non sarà sostenibile negli esercizi futuri perchè risultata da una riduzione occasionale del net working capital. Il CDS reagisce con un allargamento del 2,75% portandosi a 67,5.

Fixed Income Area & OFP

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