AWPE: Giappone, il terremoto potrà costare il 4% del Pil

Peggiorano di giorno in giorno i dati del terremoto giapponese. È salito a 21.911 il numero dei morti accertati e dei dispersi in Giappone e, secondo un rapporto sull’economia dell’Asia orientale e del Pacifico della Banca mondiale, il terremoto potrebbe costare al Paese 235 miliardi di dollari, pari al 4% del Pil. La stima più bassa della Banca suggerisce un costo di 122 miliardi di dollari, pari al….

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2,5% del Pil. Intanto il governo giapponese ha vietato la distribuzione di latte e alcuni tipi di verdura nelle prefetture di Fukushima, Ibaraki, Tochigi e Gunma per i timori relativi alla contaminazione dei prodotti alimentari. È stata invece accantonata l’ipotesi di chiudere i mercati giapponesi, possibilità trapelata dopo le forti perdite subite dal Nikkei all’indomani del terremoto.

G7, intervento comune per svalutare lo yen. Il summit del G7 è sfociato in un accordo che ha previsto l’azione congiunta delle principali banche centrali sul mercato dei cambi per calmierare le quotazioni dello yen che il 17 marzo ha toccato il suo massimo dalla seconda guerra mondiale contro il dollaro Usa a 78,89 USD/JPY. La decisione ha subito avuto i suoi effetti sulla moneta nipponica che il giorno successivo è tornata a 80,58 USD/JPY.

La crisi giapponese impatta sul Sudafrica. Il Giappone è il quarto partner commerciale del Sud Africa, al terzo posto come destinazione per le esportazioni e al quarto posto per le importazioni. La crescita delle esportazioni del Sud Africa è quindi vulnerabile alla prevista diminuzione a breve termine della produzione industriale in Giappone. Nel dettaglio, il Giappone consuma il 16% dei metalli e pietre preziose del Sud Africa e il 5% del carbone. Il Sud Africa rimane tuttavia in corsa per la ricostruzione giapponese e i probabili cambiamenti nel mix di fonti di energia, che dovrebbero beneficiare gli esportatori di carbone. Per quanto riguarda gli investimenti di capitale, il Giappone rappresenta il solo 1,5% del totale degli investimenti stranieri in Sudafrica.

Crollo dell’uranio e impennata del VIX. A seguito del terremoto giapponese ed i relativo problemi riscontati con la centrale nucleare di Fukushima, l’uranio ha registrato dal ha fatto registrare dal 14 al 17 marzo una perdita totale del 26,34%, successivamente in parte recuperata. La crisi giapponese si è fatta sentire anche sul mercato azionario Usa, con il VIX che è passato dal 20,08 di venerdì 11 marzo a 29,4 di mercoledì 16, con incremento di oltre il 46% in tre sedute. La situazione è tuttavia tornata al livello iniziale, con il VIX che ha chiuso lunedì 21 a 20,61.

Ue, pubblicati i criteri per i nuovo stress test. L’European Banking Authority ha annunciato ufficialmente i criteri della prossima tornata di stress test sulle banche europee, i cui risultati saranno pubblicati a giugno. Secondo l’authority, lo scenario avverso tracciato è più severo rispetto ai test del 2010, sia per la deviazione prevista, sia per il calcolo probabilistico. Nel dettaglio, gli stress test ipotizzano una contrazione del Pil dello 0,5% per l´anno in corso nell´Eurozona e dello 0,2% per il 2012 (le ipotesi dell´anno passato erano rispettivamente a – 0,6% e -0,2%). Si tratta di ipotesi che cumulativamente ipotizzano una frenata del 4% del Pil dell´eurozona nel biennio 2011-2012 rispetto allo scenario base rappresentato dalle stime della Commissione Europea dell´autunno 2010. L’anno scorso era stato ipotizzato un complessivo – 3% del Pil rispetto allo scenario base. Il tasso di disoccupazione dell’area euro è prospettato al 10,3% nel 2011 e del 10,8% per l’anno successivo. I test riguarderanno circa il 60% del totale degli istituti bancari dell’Unione europea.

La Merkel resiste in Sassonia.
Nonostante la perdita di consensi, l’Unione Cdu-Csu guidato da Angela Merkel rimane il partito più forte in Sassonia e potrà continuare il governo di “Grosse Koalition” con la Spd. Secondo i risultati finali, il candidato di punta dell’Unione cristianodemocratica, Reiner Haseloff, ha ottenuto il 32,5% dei consensi, un arretramento sostanzioso in confronto al 36,2% del 2006. Haseloff sostituirà l’ex governatore Wolfgang Boehmer, che ha lasciato l’incarico a 75 anni. Secondo partito più forte nel Land orientale tedesco è la Linke, che ha ottenuto un 23,6% di consensi, seguita dai socialdemocratici (21,5%). Il test chiave per la Cdu di Merkel sarà il 27 marzo con le elezioni in due Laender di massima importanza: il Baden Wuerttemberg, storica roccaforte della Cdu (al potere dal 1953), e la Renania Palatinato.

Fed, permesso ad alcune banche Usa di pagare i dividendi. Dopo i risultati degli stress test, alcune tra le principali banche Usa potranno tornare a distribuire dividendi, fare buy back o rimborsare il capitale ricevuto in prestito dallo Stato. L´importante indicazione è venuta dalla Fed in occasione della diramazione della metodologia utilizzata per gli nuovi stress test che hanno coinvolto le maggiori 19 maggiori Usa. Pur non avendo diramato specifiche indicazioni sui risultati, la Banca centrale americana ha fatto sapere d´aver utilizzato 3 differenti scenari, con quello peggiore che vedeva il livello di disoccupazione all´11%. Gli altri indicatori utilizzati per saggiare la solidità patrimoniale degli istituti di credito prevedono un calo del Pil reale dell´1,5%, una contrazione dei mercati azionari del 27,8% e un ribasso dei prezzi del mercato immobiliare del 6,2%. La Fed ha inoltre sottolineato che le banche dovranno limitare i dividendi corrisposti al 30% degli utili attesi per il 2011 e che la sua decisione vale solo per un anno. La distribuzione del capitale nel 2012 sarà infatti suscettibile di una futura revisione.

Egitto, al referendum vincono i sì. I sì hanno vinto con il 77,2% dei voti mentre i no hanno incassato il 22,18% dei consensi nel referendum sulle modifiche alla Costituzione, che si è svolto in Egitto. Il referendum sulle modifiche alla Costituzione è stato il primo voto del dopo Mubarak. A sostegno del sì si sono schierati i Fratelli Musulmani e il partito dell’ex rais, il partito democratico nazionale. Per il no i giovani della rivoluzione e i partiti che li sostengono e i copti, oltre ai più gettonati candidati alla presidenza Mohamed El Baradei, oggetto ieri di un’aggressione al seggio, e Amr Mussa, attuale segretario generale della Lega araba. Le modifiche sottoposte a referendum confermativo riguardavano, tra l’altro, l’imposizione di un limite al mandato presidenziale, l’individuazione di requisiti ben precisi per la candidatura alla presidenza e la limitazione dell’applicazione delle leggi di emergenza.


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