AWPE: Libia sanzionata da Ue e Onu

Libia sanzionata da Ue e Onu. I governi dell’Unione Europea hanno approvato un pacchetto di sanzioni contro il leader libico Muammar Gheddafi, mentre nel paese nordafricano proseguono gli scontri tra ribelli e forze filo-governative. Tra le sanzioni approvate dall’Ue ci sono l’embargo sulle armi e il divieto di viaggio nei paesi del blocco….

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L’Unione ha anche fatto sapere che congelerà i beni di Gheddafi, della sua famiglia e del governo, mentre sarà vietata la vendita di prodotti come gas lacrimogeni ed equipaggiamento anti-sommossa, che potrebbero essere utilizzati contro i manifestanti. I diplomatici hanno chiarito che l’embargo dovrebbe entrare in vigore nei prossimi giorni, una volta che la normativa sarà pubblicata sul giornale ufficiale della Ue. Tali sanzioni vanno ad aggiungersi a quelle approvate con voto unanime dal Consiglio di sicurezza dell’Onu che prevedono l’embargo sulle armi, divieto di viaggi e congelamento dei beni per Gheddafi e i suoi fedelissimi e soprattutto il deferimento della Libia alla Corte penale internazionale de L’Aja per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Il contagio arriva anche all’Oman.
L’ondata di proteste che sta attraversando il mondo arabo si estende anche all’Oman con circa un migliaio di manifestanti scesi in piazza per chiedere riforme politiche, posti di lavoro e una migliore retribuzione. Le proteste hanno bloccato la strada che porta alla cittadina costiera di Sohar, dove si trova il principale porto di esportazione. Bloccato anche l’incrocio stradale di Terra Roundabout, importante punto di snodo del Paese. È stata inoltre bruciata una stazione di polizia e due uffici pubblici. I manifestanti antigovernativi parlano di ‘almeno ci cinque persone uccise.

Irlanda, Fianna Fail sconfitto alle politiche.
Nelle elezioni di venerdì scorso per il rinnovo del Parlamento irlandese il partito del premier Brian Cowen, il Fianna Fail, ha registrato una forte sconfitta, scivolando al terzo posto con il 17,5% dei voti preceduto anche dai laburisti che hanno ottenuto il 19,4% e dal Fine Gael che ha conquistato il 36,1% dei voti, ottenendo consensi dell’elettorato grazie anche alla promessa di rinegoziare l’accordo di salvataggio da 85 miliardi di euro con Unione Europea e Fondo Monetario. Il partito di Fine Gael, però, non è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta e quindi sarà necessario un accordo di coalizione, molto probabilmente con i laburisti.

Russia, la banca centrale alza i tassi.
La Banca Centrale di Russia ha aumentato i tassi dello 0,25% all’8%. Si tratta del il primo aumento dalla crisi economica del 2008. La decisione, spiega la banca centrale, è stata presa a causa delle continue prospettive di inflazione elevata e delle attuali condizioni di afflusso di capitali in Russia a fronte dei prezzi elevati del petrolio. Il precedente aumento dei tassi risale al 1° dicembre 2008 dopo il quale la BCR aveva poi proceduto a 14 ribassi consecutivi, fino a giugno.

Cina, crescita al 7% fino al 2015. La Cina ha fissato, attraverso il piano quinquennale, una crescita del 7% fino al 2015. La previsione arriva dal primo ministro cinese Wen Jiabao, che ha rivisto al ribasso le precedenti stime di una crescita all’8% annuo, con l’obiettivo di raffreddare un’economia. Una crescita eccessiva infatti, combinata ai recenti rialzi dei prezzi delle materie prime, potrebbe infatti innescare, secondo il governo, una spirale inflazionistica che metterebbe a rischio la stabilità politico-sociale del Paese. La priorità assoluta è dunque quella di mantenere i prezzi sotto controllo, per evitare qualsiasi possibile scintilla di protesta.

Australia, si contano i danni. I disastri naturali che hanno colpito l’Australia hanno causato perdite alla produzione agricola e all’esportazione pari a circa 2,3 miliardi di dollari australiani (1,7 miliardi di euro) nell’anno finanziario 2010/11, con impatto significativo sulla produzione di cereali, zucchero, frutta e verdura e cotone. In particolare, i costi del ciclone Yasi, che ha colpito la fascia costiera con intensità di categoria 5, la più devastante, sono stimati da soli a 300 milioni di dollari, pari a circa 220 milioni di euro. Le stime dell’impatto sono state fornite del Bureau australiano di economia agricola e delle risorse (Abare), che ha calcolato simili danni per l’industria del carbone, l’altro settore chiave dell’economia del Queensland, che ha subito una perdita di produttività, fra dicembre e marzo, fra 2 e 2,5 miliardi di dollari australiani (fra 1,47 e 1,85 miliardi di euro). Nell’insieme, gli eventi meteo avversi toglieranno mezzo punto percentuale al Pil, secondo l’Abare.


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