BCE: nessuna apertura ad acquisti di titoli

Da seguire: Area euro: – Germania. La produzione industriale è vista in crescita del 2% m/m a marzo dopo la quasi stagnazione dei primi due mesi dell’anno. La produzione effettiva, infatti, sinora è stata assai più debole di quanto…

le indagini di clima suggerirebbero, frenata anche dal clima rigido di gennaio-febbraio. Il dato lascerebbe la produzione in aumento di 0,4% t/t nel 1° trimestre e del 6,8% su base annua.

Stati Uniti

– L’employment report dovrebbe confermare il quadro di miglioramento del mercato del lavoro registrando un incremento degli occupati non agricoli di 220 mila unità, dopo +162 mila di marzo. Nel mese di aprile si dovrebbe vedere un maggiore contributo delle assunzioni per il censimento 2010 e una dinamica dei nuovi occupati privati più contenuta rispetto a quanto visto a marzo. Il tasso di disoccupazione è atteso al 9,7%, stabile per il quarto mese consecutivo. I salari orari dovrebbero tornare a registrare una variazione positiva (+0,1% m/m dopo il calo di -0,1% m/m di marzo).

Ieri sui mercati

Il crollo delle borse di ieri è dovuto al contagio dal rischio di credito del debito sovrano al sistema bancario. Il calo ha superato il 3% per gli indici americani e giapponesi, mentre in Europa la correzione è stata fra il 2% e il 3%, con l’eccezione dell’indice italiano che a segnato -4,27%. I rendimenti dei titoli tedeschi hanno visto nuovi cali (2 anni tedesco a 0,47%, 10 anni a 2,76%); negli USA il 2 anni si è assestato intorno a 0,8%, il 10 anni a 3,4%. I titoli dei periferici sono aumentati ancora. La correzione dei mercati ha indotto il G-7 a programmare per oggi una conference call straordinaria per discutere gli eventi; secondo il Ministro delle finanze giapponese non dovrebbero esserci richieste di interventi sui mercati valutari. Il Parlamento greco ha approvato ieri ad ampia maggioranza il pacchetto di austerità negoziato con l’IMF e i paesi dell’Eurozona. Ieri Merkel e Sarkozy hanno emesso un comunicato congiunto che ribadisce il sostegno incondizionato per l’euro e l’intenzione di rendere più stringenti le regole e la supervisione sulle finanze pubbliche dei paesi dell’area. Oggi il Parlamento tedesco dovrebbe approvare il prestito a favore della Grecia e il Consiglio Europeo dovrebbe dare il via libera definitiva agli accordi negoziati fra i Ministri delle finanze, il Fondo e la Grecia domenica scorsa. Nessuno di questi eventi sembra però avere la capacità di modificare in misura sostanziale la situazione e difficilmente sarà in grado di imprimere una svolta verso la normalizzazione dei mercati.

Area euro

Germania. Gli ordini all’industria sono tornati a crescere ben oltre il previsto a marzo, del 5% m/m dopo la pausa di febbraio. Il balzo porta gli ordini ad accelerare a +26,1% a/a (record da quando esiste la serie nel ’92), ma il livello resta di circa il 19% più basso rispetto al picco di metà 2007. Nel mese, si è verificato in particolare un balzo degli ordini dall’eurozona (+9,6% m/m), in particolare di beni di investimento (+16,2% m/m). Il dato lascia gli ordini in aumento di 6,5% t/t nel 1° trimestre, dopo lo 0,9% t/t del 4° trimestre del 2009, e pone le basi per un discreto incremento anche nel trimestre in corso, tanto più che le indagini congiunturali segnalano concordemente un prosieguo del trend di recupero per gli ordinativi.

Stati Uniti

I sussidi di disoccupazione sono scesi a 444 mila nella settimana conclusa il 1° maggio, da 451 mila della settimana precedente. I nuovi sussidi hanno ripreso un modesto trend in calo da inizio aprile. I sussidi esistenti scendono a 4,594 milioni nella settimana conclusa il 24 aprile da 4,653 milioni della settimana precedente. I sussidi estesi con i programmi di emergenza sono aumentati di 153 mila a 5,555 milioni di unità.

La produttività nel 1° trimestre aumenta più di quanto atteso, registrando +3,6% t/t (dopo +6,3% t/t del 4° trimestre del 2009). L’output aumenta del 4,4% t/t, a fronte di un aumento delle ore lavorate di 0,8% t/t. Il costo del lavoro per unità di prodotto scende di -1,6% t/t.

Focus BCE: nessuna apertura ad acquisti di titoli

La BCE non ha fatto alcuna apertura circa possibili acquisti di titoli di Stato, né circa un’eventuale reintroduzione di aste a lungo termine. La crisi sui titoli dei paesi periferici sembra demandata alle Autorità nazionali, fermo restando il sostegno alla liquidità del sistema bancario mediante la piena allocazione all’asta ordinaria.


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