Candriam: La BCE lascia aperta la porta a altri rialzi

Candriam: La BCE ha aumentato i tassi per la seconda volta, portando il tasso sui depositi al 2,5%, mentre ad agosto l’inflazione ha registrato un’accelerazione raggiungendo il 3,3% su base annua.


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A cura di Nicolas Forest, CIO di Candriam


A seguito del rialzo di giugno, volto a rafforzare la credibilità, la mossa odierna è motivata da una minaccia inflazionistica più persistente. Il protrarsi del conflitto che coinvolge l’Iran ha spinto il prezzo del Brent oltre i 100 dollari al barile, riaccendendo i timori di inflazione e spingendo la BCE a rivedere al rialzo le proprie previsioni di inflazione per il prossimo anno

La domanda chiave ora è se lo shock energetico si stia diffondendo. Finora vi sono poche prove che i maggiori costi energetici si stiano riflettendo in modo significativo sui salari o su pressioni più ampie sui prezzi. Tuttavia, i rischi sono chiaramente orientati al rialzo. Un conflitto prolungato, ulteriori danni alle infrastrutture petrolifere, scorte di gas ridotte in vista dell’inverno e prezzi dei generi alimentari più elevati legati alla siccità potrebbero tutti contribuire a mantenere l’inflazione a livelli più elevati per un periodo più lungo.

Christine Lagarde non ha fornito indicazioni esplicite sulla forward guidance, ma piuttosto un quadro di riferimento, attenendosi all’approccio della BCE basato sui dati e valutato riunione per riunione. Il messaggio, tuttavia, è stato chiaramente restrittivo: la BCE mantiene aperta la porta a ulteriori aumenti, senza però impegnarsi in tal senso.

I mercati potrebbero già essersi spinti troppo oltre. Gli investitori obbligazionari stanno scontando circa 50 punti base di ulteriore inasprimento, il che porterebbe il tasso sui depositi al 3,0% entro marzo. Riteniamo che tale previsione appaia eccessiva. A meno che le prospettive di inflazione non peggiorino ulteriormente o l’Europa non debba affrontare un altro grave shock energetico, la soglia per un inasprimento oltre quanto già scontato dal mercato rimane elevata. Ciò rende le valutazioni dei mercati obbligazionari sempre più attraenti.

I tassi più elevati e le condizioni finanziarie più restrittive non riguardano più solo il mercato obbligazionario! Nel tempo, peseranno sempre più sul comportamento dei consumatori e, di conseguenza, sulla crescita economica. I mercati azionari devono rimanere vigili.

Fonte: InvestmentWorld.it


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