Federated Hermes : La decisione della BCE di aumentare oggi il tasso di interesse sui depositi al 2,5% era ampiamente prevista.
A cura di Filippo Alloatti, Head of Financials for Credit di Federated Hermes
La domanda più importante è cosa succederà ora. Sebbene i recenti picchi dei prezzi del Brent e del GNL abbiano attirato l’attenzione, i mercati energetici rimangono ancora lontani dallo scenario negativo relativo ai prezzi del petrolio delineato da Christine Lagarde a giugno. Nonostante il recente aumento, i prezzi del petrolio sono ancora ben al di sotto dei livelli di stress osservati all’inizio di quest’anno. I mercati stanno già scontando circa tre ulteriori aumenti dei tassi nei prossimi 12 mesi, il che significa che Francoforte potrebbe non aver bisogno di adottare un tono più restrittivo.
Inoltre, la formulazione “monitorare attentamente” della BCE, introdotta ad aprile, è stata successivamente abbandonata. Pur non essendo necessariamente un segnale accomodante, ciò suggerisce che non vi sia alcuna urgenza immediata di accelerare il ciclo di inasprimento. Il Consiglio direttivo sembra propendere per un approccio graduale, pur mantenendo la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi.
L’aumento dei tassi di interesse, insieme ad un’economia dell’Eurozona che continua a dare prova di resilienza, potrebbe favorire modeste revisioni al rialzo delle previsioni sul PIL per il 2026 e il 2027. Per il settore bancario, curve dei rendimenti più ripide dovrebbero fornire un gradito impulso alla redditività.
Fonte: InvestmentWorld.it
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