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Columbia Threadneedle Investments – AI e tecnologia: dove si concentrano le opportunità nel nuovo ciclo di mercato

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Columbia Threadneedle Investments: La tecnologia continua a sostenere la crescita economica globale, la produttività e l’innovazione.

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A cura di Matt LeBlanc, Client Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments


  • La domanda di chip avanzati e infrastrutture digitali è sostenuta da trend strutturali come AI, cloud e potenza di calcolo, con i produttori di apparecchiature per semiconduttori in una posizione privilegiata grazie ad elevate barriere all’ingresso e forte visibilità sulla domanda.
  • L’espansione dei data center e la crescita esponenziale dei dati a disposizione stanno trainando la domanda di componenti hardware, networking e soluzioni di memoria avanzata, essenziali per supportare i carichi di lavoro dell’AI.
  • L’energia emerge come fattore abilitante critico per lo sviluppo dell’AI, con le opportunità di investimento che si stanno progressivamente spostando dalle mega cap tecnologiche verso i segmenti infrastrutturali della filiera, caratterizzati da solidi fondamentali e potenziale di lungo periodo.

All’interno dell’universo tecnologico è possibile individuare diversi settori chiave in grado di offrire interessanti opportunità di investimento nei prossimi anni: produttori di apparecchiature per semiconduttori, produttori di memoria, storage e hardware, nonché società attive nel settore energetico. Ciascuno di questi comparti svolge un ruolo fondamentale nell’ampliare l’accesso all’intelligenza artificiale.

Per comprendere la portata strutturale di questa trasformazione, è utile confrontare la velocità di adozione dell’AI con le precedenti rivoluzioni tecnologiche. Al PC ci vollero 12 anni per raggiungere il 40% delle abitazioni statunitensi; a internet ne bastarono 5. L’AI generativa ha impiegato appena 2 anni per raggiungere la stessa quota. Questo tasso di penetrazione accelerato è in parte spiegato dal fatto che l’AI si innesta su cicli tecnologici già consolidati – ad esempio PC, internet, smartphone – e coinvolge settori ben oltre il perimetro tradizionale dell’IT.

Un esempio emblematico è il settore sanitario: studi condotti dal National Institute of Health hanno evidenziato come i sistemi di AI abbiano dimostrato un’efficacia comparabile a quella dei medici nella diagnosi del melanoma. Analoghe dinamiche di impatto si osservano in ambito finanziario e in altri settori tradizionali, il che spiega perché la tecnologia sia oggi uno dei temi più rilevanti per i mercati globali.

Semiconduttori: il cuore dell’ecosistema AI

Tra tutti i segmenti, i semiconduttori rappresentano il pilastro centrale del progresso tecnologico attuale. Con la rapida espansione dei carichi di lavoro legati all’AI, la domanda di chip avanzati – tra cui processori logici, memorie ad alta larghezza di banda, acceleratori e altri componenti specializzati – continua a crescere in modo significativo. In questo contesto, le aziende che sviluppano le sofisticate apparecchiature necessarie alla produzione di tali chip rivestono un ruolo particolarmente rilevante e distintivo.

La solidità di questo settore è sostenuta da due tendenze strutturali persistenti: da un lato, la produzione di chip sta diventando sempre più complessa; dall’altro, la spesa in conto capitale è in forte crescita. I due principali produttori di chip – NVIDIA e Broadcom – presidiano oggi l’ecosistema con ruoli complementari: NVIDIA con GPU ad ampio utilizzo, mentre Broadcom con ASIC (Application-Specific Integrated Circuits) sviluppati ad hoc per ciascun cliente, tra cui figurano Alphabet, Meta, OpenAI, Anthropic e ByteDance.

La domanda appare strutturalmente sostenuta: NVIDIA, ad esempio, ha dichiarato di essere sold out per i prossimi sei trimestri, con ricavi ed EPS in crescita costante. I produttori di apparecchiature – come Lam Research, Applied Materials e Teradyne (leader nel testing dei semiconduttori) – si trovano in una posizione privilegiata lungo tutta la catena del valore, beneficiando di elevate barriere all’ingresso e forte visibilità sulla domanda, indipendentemente da quale hyperscaler o chip designer domini la fase corrente del ciclo.

Le aziende che producono componenti per data center – hardware di rete, soluzioni ottiche e componenti per server – risultano ben posizionate per trarre vantaggio dalla rapida espansione delle infrastrutture abilitanti l’AI. Il volume di dati generati, archiviati e trasferiti a livello globale continua ad aumentare a ritmi senza precedenti.

La memoria ad alta larghezza di banda (HBM) si è affermata come tecnologia chiave per l’AI, mentre la domanda di NAND e DRAM continua a crescere. In questo contesto si sta delineando una dinamica di semplice microeconomia: domanda elevata e offerta insufficiente si traducono in forte pricing power per i produttori. Micron e SK Hynix, per esempio, hanno aumentato i prezzi della NAND trimestre dopo trimestre. Questa dinamica porta alcuni grandi acquirenti a cercare fonti alternative. Western Digital, invece, ha adottato un approccio più graduale agli aumenti di prezzo rispetto ai competitor, favorendo una transizione di parte degli utenti tradizionali di NAND verso gli hard disk drive (HDD) per lo storage di dati AI archiviati. Questa scelta si traduce in un vantaggio competitivo nel medio periodo.

Energia e filiera: i nuovi driver del ciclo tecnologico

L’energia rappresenta un ulteriore pilastro fondamentale nel panorama degli investimenti tecnologici. I data center sono oggi tra i principali consumatori di elettricità a livello globale, ponendo produttori di energia e utilities in una posizione strategicamente centrale. Con l’aumento delle esigenze di calcolo – in particolare legate ai cluster di training e inferenza dell’AI – la disponibilità di energia sta emergendo come un vincolo sempre più rilevante per la crescita.

Sul fronte geopolitico, le tensioni internazionali e le dinamiche del mercato petrolifero potrebbero avere impatti, tipicamente con un effetto ritardato, sulla catena di fornitura energetica. Tuttavia, la maggior parte delle società energetiche presenti all’interno della nostra strategia CT (Lux) Global Technology operano principalmente negli Stati Uniti e non dipendono in modo significativo dalle importazioni di petrolio. Al contrario, molte di queste società si concentrano su fonti alternative – tra cui il nucleare, ancora in una fase pre-scalabilità –offrendo un profilo di rischio/rendimento interessante nell’attuale contesto.

Negli ultimi anni, gran parte dell’attenzione degli investitori si è concentrata sulle mega cap tecnologiche, le cosiddette “Magnifiche 7”, comprensibilmente alla luce delle loro solide performance registrate nel 2023 e nel 2024. Questo ha creato un mercato molto ristretto, rendendo difficile per i gestori attivi sovraperformare. Negli ultimi 18 mesi si è però osservato uno spostamento verso le società di AI infrastructure, ovvero società che sviluppano soluzioni per data center, che forniscono energia e che producono le apparecchiature di cui si avvalgono i chip manufacturer.

Guardando al futuro, ci aspettiamo che nuovi segmenti emergano come protagonisti del ciclo. Il software e le applicazioni per i Large Language Model potrebbero essere il prossimo catalizzatore, dopo un periodo di pressione. Anche la cybersecurity appare strutturalmente attraente: con l’integrazione sempre più profonda dell’AI nelle attività quotidiane delle imprese, i budget dedicati alla sicurezza informatica crediamo saranno destinati ad aumentare significativamente.

Fonte: InvestmentWorld.it


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