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Columbia Threadneedle Investments – Real estate europeo: una nuova fase del ciclo

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Columbia Threadneedle Investments: Dopo una lunga fase di correzione, nel Real estate europeo i capitali si stanno riposizionando su asset di qualità, mentre la crescita dei canoni di locazione riporta il reddito al centro della performance. Per gli investitori istituzionali, si apre una fase nuova in questo segmento: più selettiva, ma ricca di opportunità.

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A cura di Mirko Bujenovic, Sales Director di Columbia Threadneedle Investments


Pur in presenza di elementi di incertezza, il contesto macroeconomico europeo si presenta oggi più equilibrato rispetto al recente passato. Il processo di disinflazione insieme ad una politica monetaria più stabile contribuiscono a ridurne la volatilità, creando un ambiente più favorevole per gli investimenti immobiliari. Tuttavia, le divergenze tra economie nazionali, l’evoluzione dei consumi e i rischi geopolitici continuano a richiedere un approccio prudente.

Dopo una fase di repricing significativa, i valori immobiliari hanno raggiunto livelli più sostenibili, mentre i rendimenti si sono stabilizzati su livelli più coerenti con il nuovo contesto dei tassi. Questo riassestamento rappresenta un punto di ingresso molto interessante per il capitale istituzionale, soprattutto in una fase in cui la visibilità sui flussi di reddito torna ad essere un elemento centrale nella costruzione del rendimento complessivo. La ripresa del mercato immobiliare è già visibile, ma procede in modo disomogeneo tra settori e geografie: i mercati più liquidi e trasparenti mostrano già chiari segnali di stabilizzazione, mentre per gli altri l’aggiustamento appare più lento. In questo contesto, la capacità di selezione e una solida expertise sui mercati locali diventano determinanti per intercettare le opportunità più interessanti.

Il reddito torna a essere il driver delle performance

Uno degli elementi chiave dell’attuale fase di mercato è il ritorno del reddito come principale driver di performance. A differenza del ciclo precedente, caratterizzato dalla compressione dei rendimenti, quello attuale premia strategie in grado di generare crescita organica dei canoni di locazione e stabilità dei flussi di cassa. La domanda di immobili si mantiene complessivamente solida, sostenuta da dinamiche strutturali come l’urbanizzazione, la digitalizzazione e la trasformazione dei modelli di consumo. Al tempo stesso, l’offerta resta molto rigida, essendo frenata da costi di costruzione elevati, carenza di manodopera e condizioni di finanziamento meno favorevoli. Tutti fattori che contribuiscono a rallentare lo sviluppo di nuovi progetti.

La combinazione di una domanda robusta e di un’offerta limitata crea uno scenario favorevole alla crescita dei canoni di locazione, elemento che rafforza l’attrattività del Real estate per gli investitori istituzionali alla ricerca di rendimento stabile e protezione dall’inflazione nel lungo periodo. Inoltre, il progressivo ritorno dei capitali – sia domestici sia internazionali – segnala un miglioramento del sentiment e contribuisce a sostenere la liquidità del mercato, in un contesto che resta comunque caratterizzato da incertezze macro e che richiede un’attenta selettività nelle valutazioni.

Nel complesso, grazie alla sua capacità di offrire diversificazione, oltre a rendimenti corretti per il rischio e competitivi rispetto ad altre asset class, il Real estate europeo sta tornando al centro delle strategie di asset allocation degli investitori istituzionali. Le prospettive di rendimento di lungo periodo, sostenute principalmente dal reddito, risultano particolarmente interessanti a confronto con obbligazioni governative ed equity, soprattutto in uno scenario di valutazioni ancora elevate nei mercati finanziari tradizionali. Non a caso, le origini dei flussi di capitale in questo mercato sono sempre più globali e diversificate. Oltre al graduale ritorno degli investitori domestici, anche quelli istituzionali provenienti da Australia, Canada e Giappone stanno incrementando la propria esposizione verso l’Europa, attratti da valutazioni interessanti e da fondamentali solidi.

Un elemento distintivo della fase attuale è la crescente importanza dell’accesso al mercato e delle partnership strategiche; gli investitori tendono infatti a privilegiare gestori con competenze locali consolidate e capacità di esecuzione, in grado di identificare opportunità off-market e creare valore attraverso una gestione attiva.

I settori maggiormente interessanti

Siamo oggi in presenza di trend che stanno ridefinendo il panorama del settore immobiliare commerciale, tra cui deglobalizzazione ed evoluzione delle relazioni commerciali, urbanizzazione, cambiamenti demografici, sostenibilità, e-commerce ed intelligenza artificiale – con l’IA che aumenta i rischi di obsolescenza per gli asset non digitalizzati, influenzando al contempo i modelli occupazionali e la domanda nei diversi segmenti immobiliari. Inoltre, i fattori ciclici quali inflazione, tassi di interesse, volatilità del mercato obbligazionario e spesa dei consumatori variano oggi notevolmente a seconda del settore, dell’area geografica e dei sotto-segmenti di mercato. Tutto ciò evidenzia una rotazione in atto nel comparto immobiliare, spostando il focus dagli investimenti tematici verso strategie ad alta convinzione in settori funzionalmente rilevanti.

Nel complesso, riteniamo che il settore immobiliare commerciale in Europa offra nuovamente opportunità interessanti in tutte le principali asset class, garantendo agli investitori diversificazione e rendimenti positivi. Tra questi, i complessi commerciali continuano a rappresentare uno dei segmenti più solidi del mercato, sostenuti da contratti di locazione a lungo termine e da modelli di business difensivi. Il settore del commercio al dettaglio nei centri cittadini ha raggiunto il suo minimo ciclico: gli affitti sembrano aver toccato il fondo, creando opportunità per gli investitori disposti a essere selettivi. La domanda da parte degli inquilini rimane infatti forte: nei nostri fondi dedicati al settore retail manteniamo livelli medi di occupazione superiori al 97%. Il mercato degli uffici presenta una situazione maggiormente complessa, sebbene la domanda di affitti di immobili di pregio nelle principali città europee continua a crescere; in questo ambito è bene puntare su beni immobiliari di alta qualità o su quelli che possono essere ristrutturati o riposizionati per soddisfare i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) attualmente molto richiesti. Infine, Il settore immobiliare residenziale continua a dimostrare la propria resilienza, con la domanda di alloggi che resta strutturalmente forte, trainata da tendenze demografiche, urbanizzazione e una persistente carenza di offerta di immobili.

Per gli investitori istituzionali con una visione a lungo termine, questo contesto configura un momento di ingresso favorevole nel mercato del Real estate europeo, pur con un approccio selettivo e concentrandosi su attività di qualità, flussi di reddito stabili e località caratterizzate da una domanda sostenibile.

L’importanza della selezione e della gestione attiva

In un contesto caratterizzato da elevata dispersione delle performance e volatilità dei mercati finanziari, l’approccio al mercato del Real estate europeo deve evolvere verso una maggiore selettività e analisi approfondita dei singoli casi di investimento. Non è più infatti sufficiente assumere un’esposizione passiva al mercato: la generazione di rendimento richiede interventi mirati e una gestione dinamica degli asset.

Columbia Threadneedle adotta un modello basato su una forte integrazione tra visione macro e competenze locali, con l’obiettivo di individuare inefficienze e opportunità lungo l’intero ciclo di investimento. In particolare, la nostra attenzione si concentra su strategie value-add, che consentono di creare valore attraverso riqualificazioni, riposizionamenti e miglioramenti operativi. Inoltre, all’interno della nostra strategia di investimento nel Real estate, la gestione attiva rappresenta un elemento distintivo: dall’ottimizzazione dei flussi di reddito all’adeguamento degli immobili agli standard ESG, fino alla riconfigurazione degli spazi in funzione delle nuove esigenze degli utilizzatori. Si tratta di un approccio che consente non solo di proteggere il capitale, ma anche di cogliere il potenziale di crescita in un contesto di mercato ancora inefficiente. Allo stesso tempo, la disciplina nell’allocazione del capitale e l’attenzione alla qualità degli asset restano fondamentali, in particolare in una fase in cui il premio per il rischio non è uniformemente distribuito tra i diversi segmenti.

Nello scenario attuale, l’obiettivo è offrire agli investitori istituzionali un framework di investimento flessibile per navigare la complessità del mercato e cogliere le opportunità offerta dal ciclo economico attuale nel comparto del Real estate in Europa.

Fonte: InvestmentWorld.it


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