– Alla luce della recente volatilità e della persistente correzione dell’alto rendimento USA, riteniamo che questa asset class rappresenti un’opportunità d’investimento relativamente interessante, poiché le valutazioni offrono ormai una remunerazione adeguata per gli attuali rischi del mercato….
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Jennifer Ponce de Leon, Gestore di portafoglio e Responsabile High Yield USA di Columbia Threadneedle Investments
– Pur rimanendo cauti per il 2016, siamo ancora ottimisti nei confronti di gran parte delle opportunità offerte dal mercato high yield e non collegate alle materie prime.
– I fondamentali creditizi restano adeguati e depongono a favore dell’asset class alla luce di una crescita degli utili ragionevole, di bassi tassi d’insolvenza, dell’accesso al capitale con tassi non eccessivi e di multipli enterprise value solidi, ma in calo, a sostegno dei livelli d’indebitamento.
– Prevediamo rendimenti del 3-4% per questa classe di attività nel 2016.
Prospettive di mercato
– Finora il 2016 continua a presentare agli investitori perlopiù le stesse difficoltà del 2015. Tuttavia, quest’anno le valutazioni partono da un livello diverso, il che offre una remunerazione aggiuntiva per questi rischi. I rendimenti assoluti dipenderanno dalla buona tenuta dell’economia statunitense, dal circolo vizioso del ristagno della crescita globale, dalla reazione del mercato al cambio di rotta delle politiche delle banche centrali e dalla minore aggressività dei mercati dei capitali. Ciò può tradursi in una maggiore cautela dei team dirigenti delle imprese, influendo sull’espansione delle società.
– Attualmente regna l’incertezza e i catalyst chiaramente positivi scarseggiano, in quanto il mercato cerca ulteriori conferme sull’andamento e sull’entità della crescita globale. Restiamo fedeli a un approccio del costo medio in caso di eccessivo aumento delle valutazioni, poiché negli ultimi mesi la liquidità ha rappresentato un problema.
Alla luce di queste prospettive, continuiamo privilegiare le obbligazioni ad alto rendimento rispetto alle azioni, in particolare dal momento che le società del segmento high yield generano una quota maggiore dei loro ricavi negli USA e scontano una maggiore debolezza.
– Per gli investitori a lungo termine, uno spread pari a +700 punti base (pb) (esclusi i settori energetico e minero-metallurgico) o a +200 pb rispetto alle mediane di lungo periodo sarebbe un punto d’ingresso interessante nel mercato high yield. Il mercato si sta avvicinando a questo livello poiché la correzione del segmento è proseguita a gennaio, diffondendosi oltre il comparto dell’energia e incrementando l’attrattiva dell’alto rendimento core (materie prime escluse).
– La combinazione tra rischi geopolitici elevati, incremento della volatilità, diminuzione della liquidità e inasprimento dei criteri di erogazione del credito finirà per essere trasmessa al mercato. Di conseguenza, il rischio dovrebbe sottoperformare e l’accesso al capitale dovrebbe essere in discussione per gli emittenti più rischiosi, con la possibilità di causare una spaccatura del mercato.
– Pur rimanendo cauti per il 2016 alla luce di questi rischi, siamo ancora ottimisti nei confronti di gran parte delle opportunità offerte dal mercato high yield e non collegate alle materie prime. I fondamentali creditizi restano adeguati e depongono a favore dell’asset class, alla luce di una crescita degli utili ragionevole, di bassi tassi d’insolvenza, dell’accesso al capitale con tassi non eccessivi e di multipli enterprise value solidi, ma in calo, a sostegno dei livelli d’indebitamento.
Fonte: BondWorld.it
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