Comgest : Il terzo trimestre del 2026 è stato ricco di avvenimenti.
A cura di Francesco Manfredini, Analista e Gestore Azionario USA di Comgest
Luglio si è aperto con una brusca ondata di vendite sui titoli legati all’intelligenza artificiale, e l’indice dei semiconduttori PHLX (SOX) ha perso in un solo mese oltre il 20%, in un classico “momentum crash” dopo lunghi mesi di entusiasmo degli investitori. Non una sola causa lo ha provocato, ma un concorso di circostanze. Da un lato l’arrivo di modelli cinesi validi e assai meno costosi di quelli americani, dall’altro i primi segnali di un rialzo dei tassi. Il tutto è stato amplificato da posizioni a leva in alcuni segmenti del mercato.
I titoli dell’IA hanno poi recuperato in parte, assestandosi tra i massimi di giugno e i minimi di luglio. A risultati eccellenti si sono contrapposte diverse preoccupazioni. Anzitutto la redditività dei grandi laboratori IA. Poi un rischio di natura legale, perché le società potrebbero essere chiamate a risarcire, senza un limite chiaro, i danni economici causati da agenti IA lasciati senza controllo umano. L’attacco informatico subito da Hugging Face, in questo senso, è stato un primo campanello di allarme. Infine, i modelli aperti stanno rapidamente raggiungendo quelli di frontiera, a un costo molto inferiore, mettendo pressione sui prezzi dei grandi laboratori.
Ad accrescere l’incertezza, la guerra in Iran ha alternato per tutto il trimestre fasi di tensione e spiragli di tregua, spingendo al rialzo il prezzo del petrolio. In questo contesto, la Federal Reserve ha alzato i tassi di un quarto di punto.
Nel trimestre il fondo Comgest Growth America ha sovraperformato il mercato, grazie soprattutto a un mese di luglio particolarmente positivo: durante la correzione dei titoli legati all’IA, il suo posizionamento relativamente difensivo ha dato i suoi frutti, collocando il fondo tra i migliori della categoria.
Pur riconoscendo la portata trasformativa di questa tecnologia, siamo consapevoli della natura intrinsecamente ciclica dell’attuale fase di costruzione delle infrastrutture IA. Per questo motivo, riteniamo importante mantenere un portafoglio equilibrato, capace di attraversare contesti di mercato diversi nel lungo periodo. Conserviamo dunque i titoli di qualità più difensivi e manteniamo un’esposizione selettiva all’IA, rivolta a società che, a nostro giudizio, sapranno crescere e prosperare anche oltre la fase ciclica attuale. Microsoft e Meta ne sono due esempi.
In Microsoft, i frutti dei grandi investimenti nell’IA cominciano a vedersi. La crescita di Azure, la piattaforma cloud del gruppo, ha accelerato a 43% nell’ultimo trimestre, e il portafoglio ordini continua ad ampliarsi. Il mercato ha poi accolto con favore la prospettiva di un picco degli investimenti già l’anno prossimo, possibile preludio a un netto miglioramento della liquidità generata dal gruppo. Il vero vantaggio di Microsoft risiede tuttavia, a nostro avviso, nella forza della sua rete distributiva, che dovrebbe consentirle di trarre pieno beneficio dall’IA quando la corsa alla costruzione delle infrastrutture si sarà esaurita.
In Meta, l’IA permette già di abbinare con maggiore precisione contenuti e pubblicità agli utenti, sostenendo una crescita del fatturato del 28% nell’ultimo trimestre. Il margine operativo si è però ridotto, in parte a causa della spesa legata all’IA, e la generazione di cassa è diventata negativa. Questo assorbimento di liquidità ha inizialmente preoccupato gli investitori ma, a settembre, il titolo ha messo a segno un rialzo notevole grazie al successo di Muse, un agente IA che svolge compiti per conto dell’utente. In occasione dell’evento Meta Connect, la società ha poi presentato nuovi occhiali connessi e il Muse Charm, un dispositivo pensato per dialogare con l’IA, segno dell’ambizione di controllare, nel tempo, i dispositivi attraverso cui l’IA raggiungerà i consumatori.
Fonte: InvestmentWorld.it
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