Credit Suisse: Strategia d’investimento globale: Focalizzarsi su azioni dell’Eurozona e titoli di credito corporate

Abbiamo un giudizio neutrale sulle azioni. Nel reddito fisso, focalizzarsi sui titoli di credito….


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Articolo tratto da Credit Suisse – Investment Monthly Europa (Novembre 2015)

Articolo a cura di : Nannette Hechler-Fayd’herbe – Head of Investment Strategy


Flessione della volatilità sui mercati

L’ultimo trimestre dell’anno registra spesso una flessione della volatilità sui mercati finanziari. A fronte di una ripresa del sentiment, questo modello stagionale è stato apparentemente rialimentato a ottobre: la volatilità nell’ambito della gran parte delle classi di asset è in diminuzione. Ciò tende, in generale, a favorire le azioni e i titoli di credito, in particolare quando valutazioni attraenti spalancano interessanti opportunità d’investimento adeguate al rischio. Ciononostante, la soddisfazione di sé non è giustificata. Le principali decisioni in materia di politica monetaria di Fed, Banca centrale europea (BCE), Bank of Japan (BoJ) e Banca nazionale svizzera (BNS) devono essere prese tra adesso e dicembre. Molto verosimilmente dipenderà dagli sviluppi economici nel corso del periodo in questione; la visibilità sulla politica delle banche centrali è relativamente scarsa. Inoltre i segnali tecnici non sono ancora decisivi.

Pertanto non assumiamo ulteriormente del rischio nell’ambito della nostra strategia d’investimento oltre alle esposizioni verso i titoli di credito e al nostro recente ritorno a una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti (ME). Ribadiamo il nostro giudizio neutrale sulle azioni e le commodity, oltre che il nostro giudizio negativo sul reddito fisso.

Predilezione per le azioni dell’Eurozona ed elvetiche Manteniamo la nostra predilezione per le azioni dell’Eurozona ed elvetiche. Non solo le azioni dell’Eurozona sono quelle con le massime aspettative in termini di utili a livello globale, ma la possibilità che la BCE possa espandere il suo programma di quantitative easing sia in termini di duration che di dimensioni aggiunge del potenziale al rialzo alle valutazioni. Le azioni svizzere offrono ancora interessanti rendimenti, in particolare per gli investitori interni svizzeri, che continuano a dover fare i conti con rendimenti obbligazionari negativi. Di contro, rivediamo il nostro giudizio sulle azioni del Regno Unito da neutrale a underperform; se i metalli industriali dovranno fare i conti con le difficoltà da noi previste, ciò dovrebbe essere negativo per il mercato del Regno Unito, anch’esso esposto alla GBP. Nell’ambito dei ME, le azioni cinesi hanno evidenziato una ripresa e manteniamo il nostro giudizio, secondo cui possono continuare a registrare un’outperformance.

Negativi sul reddito

I rendimenti obbligazionari sono rimasti a livelli poco elevati, ma il quadro tecnico continua a suggerire più un potenziale al ribasso che non al rialzo per i ricavi obbligazionari. A fronte del fatto che il mercato sconta già al massimo una scarsa probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed a dicembre, i rendimenti hanno uno scarso margine per calare ulteriormente, pur essendo vulnerabili a un incremento, laddove il miglioramento dei dati economici e il rialzo dell’inflazione headline dovessero riportare al centro dell’attenzione un eventuale rialzo della Fed. Pertanto manteniamo un giudizio negativo. Nell’ambito del reddito fisso, preferiamo i titoli di credito investment grade e high yield, oltre che le obbligazioni indicizzate all’inflazione. I titoli di stato australiani, per cui prevedevamo un’outperformance, hanno registrato un risultato in linea con gli altri mercati. Venendo meno la dinamica tecnica, rivediamo il nostro giudizio da outperform a neutrale.

USD/JPY neutrale

Il JPY è cresciuto, non rendendo più la sua valutazione estremamente economica in rapporto all’USD. A fronte del fatto che BoJ deve potenzialmente considerare ulteriori misure di allentamento avendo costantemente mancato i propri target di inflazione e considerata la deludente crescita, il potenziale al rialzo del JPY sembra più limitato. Per questa ragione assumiamo un giudizio neutrale sul cambio USD/JPY. Restiamo positivi sull’USD rispetto a EUR e CHF. Laddove la Fed dovesse procedere a un rialzo a dicembre, fornirebbe un nuovo sostegno sul piano dei tassi d’interesse all’USD rispetto a entrambe queste valute. Se la Fed non effettuasse dei rialzi, con ogni probabilità la BCE e la BNS procederebbero  a un maggiore allentamento per indebolire le loro valute. In entrambi i casi, il  tasso di cambio costituisce un importante canale di trasmissione della politica monetaria, e sia il CHF che l’EUR sono più solidi di quanto richiesto dalle rispettive economie.

Nell’ambito degli investimenti alternativi, non apportiamo alcun cambiamento alla nostra strategia per le commodity e prevediamo ancora un rialzo dei prezzi del petrolio. Nel settore immobiliare, assumiamo ora un giudizio neutrale sui REIT statunitensi.

Fonte: BONDWorld.it


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