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DWS – Gli insegnamenti dal nuovo summit internazionale sulla finanza climatica

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DWS : La scorsa settimana si è svolto a Parigi il nuovo summit internazionale sulla finanza climatica.

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Michael Lewis, Head of ESG Research di DWS


L’obiettivo era quello di dare impulso alla reinvenzione del sistema finanziario globale per aiutare i Paesi a basso reddito a far fronte ai cambiamenti climatici. Il vertice ha riunito sotto lo stesso tetto le agende relative al clima, alla biodiversità, allo sviluppo e alla giusta transizione, riconoscendo finalmente le interdipendenze tra tutti questi temi. Dal nostro punto di vista, l’aspetto più importante che è emerso dal è stata la discussione sui modi per aumentare i finanziamenti verso i mercati emergenti legati al clima e alla sostenibilità delle frontiere.

La risposta a questo quesito è ora più urgente che mai. L’obiettivo fissato nel 2009 dalla COP 15 di far raggiungere ai Paesi in via di sviluppo 100 miliardi di dollari di finanziamenti per il clima entro il 2020 è stato appena raggiunto, con tre anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia.  Tuttavia, non è solo la velocità di raggiungimento di questi obiettivi a rappresentare un problema significativo, ma anche il livello di capitale, dato che gli investimenti nelle infrastrutture energetiche dei mercati emergenti dovranno raggiungere almeno 1.000 miliardi di dollari entro il 2030.  Ciò mette a fuoco l’arduo compito che ci attende.

Non stupisce quindi che l’annuncio ufficiale della scorsa settimana da parte del Senegal e dell’International Partners Group di mobilitare 2,5 miliardi di euro per lo sviluppo delle energie rinnovabili susciti qualche speranza. Potrebbe essere l’inizio di un numero crescente di partnership pubblico-private di questo tipo, dopo le analoghe Just Energy Transition Partnership annunciate negli ultimi anni da Indonesia, India, Vietnam e Sudafrica.

Tutti gli occhi saranno ora puntati sul prossimo ciclo di discussioni relative alle riforme del sistema finanziario internazionale, che si terrà a settembre a Washington D.C. in occasione delle riunioni del FMI e della Banca Mondiale. Lo sblocco dei bilanci delle banche multilaterali di sviluppo è ora in cima all’agenda politica. Questo perché l’uso di accantonamenti per le perdite iniziali e la riduzione del rischio di tali investimenti potrebbero rivelarsi il modo più efficace per attirare il capitale del settore privato per raggiungere gli obiettivi climatici e di sviluppo.

Fonte: InvestmentWorld.it


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