Federated Hermes : I rendimenti dei Treasury sono aumentati moderatamente lungo tutta la curva nel primo mese del 2026, con il decennale statunitense in rialzo di otto punti base.
A cura di RJ Gallo, Deputy Chief Investment Officer for Global Fixed Income di Federated Hermes
Al di là dell’impennata dei rendimenti obbligazionari giapponesi e della debolezza del dollaro a inizio anno, la notizia principale è stata la nomina, il 30 gennaio, da parte del presidente Trump, di Kevin Warsh —un veterano del Fomc — come successore di Jerome Powell alla guida della Fed a partire da maggio. Warsh è una scelta molto credibile, con una reputazione da “falco” sull’inflazione e, soprattutto, un fermo difensore dell’indipendenza della Fed. Il suo storico orientamento restrittivo sui tassi, motivato dal timore dell’inflazione, si è nel tempo adattato alla sua lettura delle attuali condizioni economiche e, forse, anche alle esigenze politiche legate alla nomina. Al contrario, molti membri del Fomc restano prudenti su ulteriori tagli dei tassi.
Cambio di regime
Warsh ha invocato un “cambio di regime” alla Fed, puntando a riorganizzare personale, framework e comunicazione, oltre a ridurne il bilancio. Secondo Warsh, una Fed con un bilancio più contenuto e focalizzata sui propri obiettivi fondamentali è politicamente più indipendente rispetto a un’istituzione con un mandato eccessivamente ampio e un bilancio molto esteso, che la espone a maggiori interferenze con la politica fiscale e ai relativi rischi politici. Il suo apparente passaggio a una posizione più accomodante sui tassi a breve sembra legato all’obiettivo di ridurre il bilancio della Fed e le esposizioni sul tratto lungo della curva, probabilmente includendo anche i titoli ipotecari (MBS).
Warsh ritiene che l’espansione degli attivi della Fed debba essere utilizzata solo in situazioni di emergenza e rapidamente riassorbita. A suo avviso, l’attuale bilancio ancora elevato distorce i segnali di mercato e favorisce l’indisciplina fiscale. La sua recente apertura a tassi a breve più bassi sembra inoltre collegata alla convinzione che l’economia statunitense stia attraversando una rivoluzione della produttività, in grado di sostenere una crescita meno inflazionistica. Il suo background negli investimenti gli ha permesso di comprendere a fondo le dinamiche del settore tecnologico, rafforzando la visione secondo cui l’innovazione tecnologica può supportare una crescita a bassa inflazione e consentire tassi ufficiali più bassi nel breve termine.
Implicazioni per i tassi di interesse
Warsh potrebbe modificare il modo in cui la Fed comunica e implementa i propri framework di politica monetaria, rendendoli più proiettati al futuro. Si è espresso contro il pagamento degli interessi sulle riserve in eccesso e potrebbe ridurre le posizioni della Fed sul lungo termine. Se riuscisse a realizzare pienamente questi obiettivi, potremmo assistere a curve dei rendimenti più ripide e a tassi a breve più bassi nel medio termine (uno-due anni).
Nel breve periodo, Warsh dovrà però confrontarsi con opinioni divergenti all’interno del Fomc e con l’inerzia istituzionale, che potrebbe rallentare — pur senza bloccare — i cambiamenti nelle prassi e nei framework della Fed. Inoltre, qualsiasi tentativo di ridurre e accorciare il portafoglio della Fed potrebbe avvenire in parallelo a iniziative più aggressive del Tesoro volte a contenere i rendimenti a lungo termine, compensando gli effetti delle modifiche del portafoglio Fed. Ad esempio, se la Fed privilegerà scadenze più brevi, il Tesoro potrebbe aumentare l’emissione di titoli a breve. In un ulteriore passaggio, il Tesoro potrebbe riacquistare titoli sul lungo termine, finanziando l’operazione con un’emissione più abbondante sul breve. L’interazione tra Fed e Tesoro potrebbe quindi frenare nel breve termine le aspettative di un irripidimento della curva, ma probabilmente non nel lungo periodo.
Passando alla nostra visione tattica di breve periodo sui tassi statunitensi, la nostra posizione sulla duration è diventata leggermente corta rispetto al benchmark, poiché vediamo un rischio sbilanciato verso livelli di rendimento un po’ più elevati per le seguenti ragioni:
- l’economia statunitense cresce solidamente sopra il trend e le attese di consenso;
- il One Big Beautiful Bill Act fornirà diversi stimoli fiscali, sostenendo la crescita nel 2026;
- gli investimenti in conto capitale legati all’AI probabilmente si intensificheranno nel 2026;
- persistono condizioni finanziarie accomodanti, che generano effetti ricchezza a supporto dei consumi delle fasce di reddito più elevate e mantengono i flussi di capitale, favorendo la crescita;
- le sorprese positive nei dati Usa suggeriscono un possibile recupero della creazione di posti di lavoro;
- l’inflazione resta ostinatamente sopra il target.
Detto questo, manteniamo una posizione corta solo contenuta alla luce di alcuni fattori di supporto per i bond:
- Warsh potrebbe sostenere pubblicamente l’idea di tassi a breve più bassi grazie al potenziale di crescita legato alla produttività;
- i tassi reali restano elevati rispetto alla storia recente;
- il sentiment degli investitori e i flussi potrebbero favorire le obbligazioni, anche per effetto di ribilanciamenti dopo un forte rally azionario;
- gli Stati Uniti potrebbero intervenire militarmente contro l’Iran, sebbene siano in corso negoziati;
- la Cina continua a esportare deflazione e a tutelare attivamente i propri interessi.
Fonte: InvestmentWorld.it
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