Da seguire: Area euro Italia. La fiducia sia delle famiglie che delle imprese dovrebbe tornare a migliorare ad agosto dopo il calo del mese precedente…..
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- In effetti, sull’indagine di luglio (condotta dall’1 al 16 del mese) avevano pesato le preoccupazioni relative alla crisi greca, per la quale si è poi trovato un accordo il 13 luglio. Il morale delle famiglie è visto in aumento a 107,5 da 106,5, quello delle imprese manifatturiere a 103,9 da 103,6.
- Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE potrebbe risultare invariato a 104 ad agosto. Dopo il deciso miglioramento del mese scorso, l’incertezza circa la domanda dai Paesi emergenti potrebbe aver frenato il morale nell’industria (a -3,5 da -2,9). Non escludiamo anche un ritracciamento nei servizi (a 8 da 8,9). L’indagine sarebbe coerente con una riaccelerazione sia pur modesta del PIL area euro a 0,4% t/t nei mesi estivi.
- Germania. I dati dai Laender dovrebbero essere coerenti con un calo di un decimo dei prezzi al consumo ad agosto su entrambe le misure per effetto del calo del prezzo delle benzine e commodities alimentari che è accelerato nella seconda metà di luglio. L’inflazione dovrebbe quindi frenare di un decimo a 0,1% a/a sulla misura nazionale e a zero sulla misura armonizzata. Per il momento manteniamo l’idea che l’inflazione possa risalire negli ultimi mesi dell’anno, ma i recenti movimenti dei prezzi delle materie prime segnalano rischi verso il basso su questo scenario.
Stati Uniti
- La spesa personale a luglio è prevista in aumento di 0,5% m/m. Il reddito personale dovrebbe crescere di 0,4% m/m. Il deflatore dei consumi è atteso in rialzo di 0,1% m/m (0,3% a/a). Il deflatore core è atteso in crescita di 0,1% m/m (1,2% a/a). La dinamica del deflatore core rimane frenata dalla debolezza dei prezzi dei servizi sanitari, che dovrebbe gradualmente ridursi nei prossimi trimestri.
- La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan ad agosto (finale) dovrebbe assestarsi a 95,5, restando su livelli elevati (massimi da inizio 2007), coerenti con espansione dei consumi intorno al 3% t/t ann.
Ieri sui mercati
I mercati respirano, in un clima di minori tensioni riguardo ai rischi legati a Cina e Fed. Nei prossimi due giorni il focus si concentrerà sulle dichiarazioni dei banchieri centrali a Jackson Hole (soprattutto Fischer) per raccogliere informazioni riguardo ai tempi della svolta dei tassi Fed. Oggi probabile l’annuncio di elezioni in Grecia, probabilmente per il 20 settembre.
Chiusura brillante per tutti i mercati azionari sulla scia delle indicazioni di possibile rinvio del rialzo Fed (mitigato però ieri sera da commenti di Mester, v. sotto) e di dati sopra le attese dal PIL USA del 2° trimestre. In Europa tutti i mercati hanno chiuso con rialzi fra il 3 e il 4%. Il rimbalzo di Wall Street (S&P +2,5%) è stato alimentato anche dalla ripresa dell’energia, con il WTI schizzato a 42,5 da 38,6 USD del giorno precedente (+10,2%) Il Nikkei segna +3% questa mattina. Lo Shanghai Composite è in ulteriore rialzo dopo la ripresa del giorno precedente, su livelli vicini a quelli di lunedì con indicazioni che il mercato potrebbe avere trovato un pavimento.
In una giornata caratterizzata da una generalizzata ripresa della propensione al rischio, il mercato dei titoli di Stato europei registra una dinamica divergente tra il segmento core e quello dei periferici. I titoli di Stato tedeschi registrano infatti un rialzo dei rendimenti su tutte le scadenze, con movimenti modesti sui titoli brevi e medi (1-2pb massimo) e più accentuati sulla parte lunga ed extra-lunga delle curve (3-5pb circa). Al contrario i periferici beneficiano di flussi in acquisto concentrati soprattutto sui titoli a scadenza più lunga. Il BTP decennale a 1,9% corregge di -6pb rispetto al giorno precedente. Lo spread BTP-Bund si porta in area 118pb.
Sul mercato primario, il Tesoro ha chiuso positivamente l’asta BOT. Oggi sono in offerta i bond a medio e lungo termine (fino a 7,5 miliardi di euro complessivi), compreso il lancio di un nuovo decennale, con scadenza dicembre 2025.
Sui mercati valutari, si registra ripresa del dollaro, in rafforzamento dopo il dato del PIL del 2° trimestre sopra le attese.
Area euro
Francia. L’indice INSEE di fiducia presso le imprese è salito più del previsto ad agosto a 100 da un precedente 99. La fiducia nel manifatturiero è aumentata a 103 da 102 un massimo dal 2011. Il miglioramento di morale è spiegato dal recupero della domanda interna (-13 da -17 media di lungo termine (mlt): -20) e da una stabilizzazione della domanda estera che giustifica attese più ottimiste per i prossimi mesi (7 da 5; mlt:3) a fronte di un nuovo calo di produzione nel periodo più recente (6 da 10). Il livello delle scorte è salito (12 da 7) ma è in linea con la norma storica (13) e non dovrebbe dunque limitare l’attività futura. L’indagine INSEE sembrerebbe indicare che il manifatturiero francese si sta finalmente riprendendo: il rischio è che il rallentamento della domanda mondiale associato alla debolezza degli emergenti possa tornare a frenare il comparto.
Area euro. Incoraggiante l’accelerazione del credito alle imprese segnalata dai dati di M3 di luglio. La dinamica di M3 è accelerata a 5,3% da un precedente 4,9% in linea con le nostre previsioni ma più forte delle attese di Consenso. La media mobile a tre mesi è stata confermata a 5,1% come nel mese precedente. I dati sul credito offrono conferma che le misure di politica monetaria e i cambiamenti istituzionali insieme alla fase di graduale ripresa ciclica stanno avendo un impatto sull’economia reale.
BCE. Coeuré ha sottolineato che “in questo contesto di ampia volatilità e di forte incertezza, la BCE deve rimanere clama e guardare al di là delle fluttuazione dei dati ad alta frequenza”. Per il momento i dati e gli andamenti recenti indicano la necessità di rimanere vigili ma che “Il Consiglio si vedrebbe costretto ad agire solo nel caso di un cambiamento nel grado di stimolo della politica monetaria che potrebbe essere associato ad un aumento dei rendimenti a lungo termine”. Riguardo l’apprezzamento del cambio euro nell’ultimo mese e mezzo Coeuré ha sottolineato che ritiene che il nuovo regime per il renminbi implica che le autorità cinesi non dovrebbero usare il cambio come uno strumento di politica monetaria. Tali dichiarazioni fanno ritenere che Coeuré si aspetta una stabilizzazione del cambio euro verso lo Yuan ricordiamo che la valuta cinese pesa per il 22,3% nel cambio effettivo euro.
Stati Uniti
La seconda stima del PIL del 2° trimestre mostra un’ampia revisione verso l’alto, molto superiore alle attese, con una crescita del 3,7% t/t ann. (consenso: 3,2% t/t ann.), dalla stima advance di 2,3% t/t ann.. Tutte le voci della domanda finale sono in rialzo rispetto alla prima stima. I dati confermano che la ripresa americana è consolidata, anche se soggetta ai rischi derivanti dal rallentamento cinese e dalla turbolenza dei mercati.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 22 agosto restano su livelli molto bassi, a 271mila, da 277mila della settimana precedente.
L. Mester (Cleveland Fed) ha dato un segnale discordante rispetto a quello di Dudley, affermando che nonostante la recente turbolenza internazionale, a suo avviso l’economia americana sarebbe pronta per un modesto aumento dei tassi. Mester ha sottolineato che raccoglierà ancora informazioni da qui a metà settembre per definire la sua opinione, che per ora non è stata modificata dai recenti sviluppi sui mercati.
Giappone
Il tasso di disoccupazione cala al 3,3% a luglio, da 3,4% di giugno. Il jobs to applicant ratio sale a 1,21 da 1,19, toccando il massimo da febbraio 1992.
La spesa delle famiglie a luglio cala di -0,2% a/a in termini reali (consenso: +0,5% a/a. Le vendite al dettaglio sono in aumento di 1% m/m in termini reali, dopo un calo di -0,6% m/m a giugno. I dati di luglio puntano a una moderata crescita dei consumi su base trimestrale in estate.
L’inflazione cala a 0,2% a/a a luglio da 0,4% di giugno. La variazione tendenziale dell’indice al netto di alimentari freschi scende di nuovo a 0. L’inflazione al netto di alimentari ed energia è invece invariata a +0,6% a/a a luglio come a giugno. L’indice al netto di alimentari freschi ed energia, seguita ora dalla BoJ, è in aumento di 0,8% a/a. I dati mostrano che la correzione di luglio è ascrivibile all’energia.
Fonte: BondWorld.it
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