MC: Le rischiose acrobazie dei banchieri centrali

Il paracadute si aprirà anche stavolta?….


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Andrea De Gaetano  –  Senior Portfolio Manager  –  MC Capital Ltd


La banca centrale USA, erogando per sette anni denaro a costo zero, ha trasformato gli investitori in un branco di predatori in frenesia alimentare. Nel mondo della natura, l’occasione di una straordinaria abbondanza di cibo, facilmente accessibile, induce l’animale a un tale stato di eccitazione da perdere il controllo e divorare velocemente tutto ciò che si trova davanti, senza distinzioni. Anche il pacioso delfino di fronte a un branco di sardine entra in frenesia alimentare, come un temibile predatore. Gli effetti spettacolari dell’enorme liquidità immessa sui mercati dalla Fed hanno sedotto le altre banche centrali del mondo che, a turno, hanno ripetuto l’esperimento.

 

 

Nel caso della Cina, la politica monetaria espansiva ha trovato terreno fertile nella propensione al gioco d’azzardo insita nel DNA del popolo e nota fin dai tempi di Marco Polo. I cinesi si sono indebitati fino al collo scommettendo prima sul mercato immobiliare e poi, messa a garanzia la casa, “giocando” in Borsa. Risultato? Due bolle finanziarie il cui scoppio è stato più vistoso nel caso della Borsa. L’indice Shanghai Composite ha più che raddoppiato di valore nell’arco di un anno e ha perso oltre il 50% fra luglio e agosto 2015. Se in Europa il debito pubblico preoccupa più del debito privato, in Cina è l’opposto. Il debito totale cinese, riportano Bloomberg e una ricerca MC Kinsey, è lievitato al 280% del prodotto interno lordo e pesa per meno di un terzo sul settore pubblico e per oltre i due terzi sulle spalle delle aziende e del settore privato. http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-05-08/china-s-very-high-mountain-of-debt

 

Si capisce perché il professionista finanziario cinese che fino a poco tempo fa ostentava in ogni modo la ricchezza velocemente accumulata, negli ultimi tempi, temendo di essere linciato dalla folla, “recupera dall’armadio i vecchi jeans, sandali e t-shirt, va in ufficio in metrò ed entra dal retro, succhiando tagliolini liofilizzati insieme alle giovani migranti interne assunte per le pulizie” come scrive da Pechino l’inviato di Repubblica Giampaolo Visetti.

 

Per frenare la discesa in picchiata della Borsa cinese, il più forte crollo dal 1996, i piloti della banca centrale cinese (PBOC), per la seconda volta in meno di due mesi, hanno tirato la cloche dei tassi d’interesse, abbassando il principale tasso di riferimento di 25 punti base, al 4,6%, e manovrando il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche con un’ulteriore riduzione di 50 punti base, al 18%. http://www.reuters.com/article/2015/08/25/us-china-economy-interest-rate-idUSKCN0QU16K20150825 La nuova liquidità “liberata” dalla PBOC ha avuto l’effetto di calmierare il mercato, generando nella giornata di oggi, il più copioso rimbalzo degli indici dell’ultimo mese con rialzi superiori al 5%.

 

 

Negli Stati Uniti, il calo della Borsa è stato molto più contenuto, un 12,5% dal massimo di 2132 del 20 luglio al minimo di 1867 di lunedì 24 agosto. Impressionante è stata però l’esplosione della volatilità, rabbiosa come un cane da combattimento sciolto per pochi minuti e poi ripreso al guinzaglio. Il VIX, indice di volatilità sulle opzioni dell’indice SP500, noto come indice della paura, è salito da 13 del 18 agosto a 53 del 24 agosto, con un saliscendi da 28 a 53 nella sola giornata di lunedì. Ora è tornato a quota 30. L’impennata della volatilità è coincisa con la rottura al ribasso di importanti livelli tecnici che da inizio anno supportavano il mercato, quota 2040-1975 sull’indice S&P500. La reazione degli investitori è stata simile a quella di un alpinista che, dopo aver valutato attentamente un appiglio a cui appoggiarsi, si sente crollare il terreno sotto i piedi. Un po’ di scompostezza era inevitabile.

 

L’Euro si è confermato moneta rifugio in caso di turbolenza. Per anni l’Euro, con tassi ai minimi storici, è stato usato come moneta da finanziamento nei “carry trade”, largamente venduto allo scoperto per comprare valute come Real Brasiliani, Lire Turche o Dollari americani che negli ultimi anni hanno offerto rendimenti molto più allettanti dei Titoli europei. In caso di aumento di volatilità sui mercati azionari, è pratica consolidata chiudere le operazioni di carry trade, in questo caso ricomprare Euro, vendendo le valute a più alto rendimento. Risultato? Un corale apprezzamento dell’Euro nei confronti delle principali valute, con un picco sopra 1,17 questa settimana contro Dollaro USA, per tornare ora in area 1,1250.

 

 

In Europa, il panorama è variegato. Complici l’incertezza sulle prossime elezioni greche e l’apprezzamento dell’Euro che penalizza le esportazioni, i cali sull’azionario sono stati più marcati che negli Stati Uniti, ma molto più ragionevoli che in Cina. Si va un – 25% del Dax dai massimi a un -16% dell’indice italiano.

 

Il settore obbligazionario, che già era sceso in precedenza, scontando una ripresa dell’inflazione, si è rivelato una valida soluzione d’investimento durante l’estate.

 

Operativamente e per concludere

 

La banca centrale cinese ha dato il meglio di sé nel mese d’agosto, ma ha faticato a placare i mercati. Il 3 settembre è attesa la conferenza stampa della BCE e il 17 settembre la decisione sui tassi d’interesse USA, da parte della Fed, con conferenza stampa e proiezioni economiche. Questi i driver principali.

 

Il crollo della Borsa cinese che ha contagiato le altre piazze mondiali potrebbe essere il pretesto per un ulteriore rinvio del rialzo del costo del denaro da parte della Fed, nonostante dati economici in miglioramento, come conferma il prodotto interno lordo USA uscito al 3,7%, meglio delle attese. D’altra parte, il rialzo del costo del denaro sarebbe un utile strumento per placare la “frenesia alimentare” degli investitori da un lato e al contempo trasmettere un messaggio rassicurante su un’economia che lentamente migliora.

 

La discesa dell’ultima settimana della Borsa USA non ha compromesso il quadro tecnico ancora rialzista nel lungo periodo, che verrebbe interrotto a cedimento di area 1800 dell’indice S&P500. Tuttavia, il quadro tecnico di breve è girato al ribasso.

 

Quando una pallina da tennis cade dall’alto, i rimbalzi sono vistosi. Nello stesso modo, è lecito attendersi una lateralità scomposta degli indici nelle prossime sedute, con rimbalzi e discese altrettanto repentine. In ogni caso, da qui in avanti è probabile che il mercato, placata la frenesia alimentare, diventi più selettivo.

 

 

In questo scenario, è suggeribile approfittare dei rimbalzi per vendere nel caso si sia ancora carichi, o attendere che “la pallina” si stabilizzi più vicino ai minimi per acquistare.

 

Il rally dei BTP durante l’estate è stata un’opportunità per dimezzare le posizioni sui BPT lunghi, in attesa di un ritracciamento, già in corso.

 

Sull’Euro, nel breve area 1,1710-1,1580 è area di vendita, 1,1250-1,1050 area di acquisto. Sul medio periodo, 1,07 è supporto, mentre una salita oltre i recenti massimi a 1,17 darebbe chiaro segnale rialzista, verso 1,20-1,22.

 

È molto probabile che per salvare i mercati BCE e Fed sfoggeranno ancora una volta i consueti paracadute, verbali e non, probabilmente con successo. Ma, si sa, a lungo andare il paracadutismo è uno sport pericoloso.

 

Cina docet!

Buone vacanze a tutti!

Fonte: BONDWorld.it

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