Flash: Euro: La stima flash dovrebbe evidenziare un miglioramento del PMI manifatturiero a 53,6 da un precedente 53.4

Da seguire: Il PMI manifatturiero cinese (stima flash) è salito da 48,1 a 49,7. Pur risultando ancora inferiore a 50, il dato è migliore delle attese e riflette un netto miglioramento degli ordini esteri. (52,7). Anche in Giappone il PMI è salito da 49,4 a 49,9: in questo caso, gli ordini esteri appaiono più deboli (48,2), mentre risale l’indice di produzione (49,2 da 46,2)…..


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Area Euro

La stima flash dovrebbe evidenziare un miglioramento del PMI manifatturiero a 53,6 da un precedente 53.4. In Germania l’indice manifatturiero potrebbe rimanere circa stabile a 54,3 (da 54,1) mentre in Francia ci aspettiamo un miglioramento a 51,6 dopo il calo a 51,2 del mese scorso. Il PMI servizi è atteso ridurre il divario col manifatturiero migliorando a 53,4 da 53,1. Di riflesso, il PMI composito dovrebbe toccare 54,3 da 54,0, coerente con una crescita del PIL area euro modesta (0,2% t/t) nei mesi primaverili.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti ad aprile sono previste in aumento a 4,75 mln di unità ann., da 4,59 mln di marzo. I contratti di compravendita per il mese di marzo hanno segnato un ampio aumento, coerente con un incremento molto sostenuto delle vendite effettive: tipicamente, circa l’80% dei contratti diventa vendita effettiva entro due mesi. Le vendite sono su un trend in calo dall’estate del 2013, per una serie di motivi: rialzo dei tassi nella parte centrale del 2013, persistente forte aumento dei prezzi delle case, riduzione dello stock di case pignorate messe sul mercato. I tassi sui mutui sono calati significativamente dall’autunno in poi, ma la dinamica dei prezzi è rimasta elevata e tra fine 2013 e inizio 2014 si è aggiunto il freno del clima avverso sull’attività del settore immobiliare residenziale. I contratti di compravendita avevano seguito un sentiero analogo a quello delle vendite, ma a febbraio il ritmo di correzione si è ridotto e marzo ha segnato una netta svolta al rialzo. E’ probabile che il miglioramento del mercato del lavoro si aggiunga a sostenere una moderata ripresa dell’attività dell’immobiliare residenziale.

Le vendite di case nuove ad aprile sono attese in rialzo a 418 mila, da 384 mila di marzo. A marzo le vendite erano crollate di -14,5% m/m: la contrazione era stata esacerbata dal maltempo e seguiva un calo più moderato a febbraio. L’indagine di fiducia dei costruttori aveva segnato un’ampia correzione a febbraio (scendendo a 46 da 56 di gennaio), ed è risalita solo modestamente nei due mesi successivi; l’indice delle vendite correnti è rimasto stabile a 51 fra febbraio e aprile (da 62 di gennaio). Il calo delle vendite di case nuove riflette gli effetti del blocco delle costruzioni causato dal maltempo fra fine 2013 e inizio 2014: ci vorrà qualche mese perché il flusso di vendite torni sui livelli precedenti l’inverno 2014. In ogni caso la debolezza delle vendite di case nuove non è un segnale di inversione strutturale del trend espansivo delle costruzioni residenziali.

Ieri sui mercati

Anche la giornata di ieri è stata caratterizzata da notevole volatilità. Chiusura in rialzo per i principali indici azionari mondiali, inclusi quelli asiatici che nelle ultime ore hanno beneficiato dei segnali di ripresa arrivati dai PMI manifatturieri. Sui titoli di stato, dopo un avvio negativo si è assistito a una netta inversione di tendenza e alla fine rendimenti e premi al rischio sono calati. Il concambio del Tesoro italiano ha ritirato 2,33 miliardi di obbligazioni con scadenza 2015-17, vicino al massimo previsto (2,5 miliardi). In rialzo i rendimenti del debito tedesco, così come quelli degli UST. Scarsa la domanda per il Bund decennale, di cui sono stati collocati appena 3,77 mld su 5.

Sui mercati valutari l’euro è rientrato sotto 1,37 e ha toccato un minimo di 1,3655, ma i movimenti sono stati complessivamente poco significativi. Comunque, il dollaro sta continuando il suo recupero come cambio effettivo, che ora si sta avvicinando al massimo di inizio aprile; sempre in termini di cambio effettivo, l’euro è al livello più basso degli ultimi tre mesi, nonostante Weidmann abbia fatto del suo meglio ieri per raffreddare le aspettative intorno alla riunione BCE di giugno (v. sotto).

Area Euro

La stima flash dell’indicatore di fiducia dei consumatori dell’Eurozona di maggio migliora oltre le attese a -7,1 da -8,6 del mese precedente, salendo ai massimi da ottobre 2007. Il miglioramento di morale tra i consumatori dovrebbe essere stato sostenuto dal basso livello dell’inflazione, sebbene  permangano diffusi timori sulla disoccupazione che rimane prossima ai massimi storici.

Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del consiglio direttivo BCE, ha dichiarato a Sueddeutsche Zeitung che “la politica dei tassi è il nucleo centrale dei nostri strumenti” e “l’attenzione del banchiere centrale si concentrerebbe certamente su di essa, se alla fine fosse necessario intervenire”. Il centro della discussione, ha sostenuto Weidmann è se intervenire sui depositi, con l’intento di rilanciare il mercato interbancario. Tuttavia, secondo Weidmann, “ad oggi, non è ancora chiaro se dovremmo agire” e “nulla è stato ancora deciso”. Riguardo a ipotetici programmi di acquisto di titoli, “ci sono ora più che mai motivazioni economiche per non comprare titoli di stato”, perché “l’attuale contesto di mercato ha già avuto l’effetto di un programma di acquisti”. Il presidente della Bundesbank è anche contrario all’uso della politica monetaria finalizzato a conseguire obiettivi di deprezzamento del cambio.

Stati Uniti

Il Senato ha confermato la nomina di S. Fischer come vice-presidente della Fed, con un voto a  larga maggioranza (68-27). Il Senato deve ancora confermare la nomina di L. Brainard ed il rinnovo del mandato di Powell. Se anche gli altri voti daranno favorevoli, il Board of Governors avrà 5 membri, con due posizioni ancora vacanti.

I verbali della riunione del FOMC di fine aprile riportano un esteso dibattito sulla gestione della svolta di politica monetaria futura. Dai verbali non emerge per ora una strategia definita, e l’evoluzione del dibattito seguirà anche i risultati dei test che la Fed sta conducendo sui diversi strumenti disponibili.

 


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