Flash: Il Portogallo colloca 750-1250 milioni di BT

Da seguire: Area Euro: – Aste – Il Portogallo colloca 750-1250 milioni di BT con scadenza gennaio 2012, mentre la Germania riapre lo Schatz 1,0% dic-2012 per 6 miliardi. Moody’s ha annunciato un rating AAA per l’imminente emissione EFSF…..


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Stati Uniti

– I cantieri a dicembre sono previsti in calo a 550 mila, da 555 mila di novembre. Le licenze si sono stabilizzate su livelli inferiori a quelli dei cantieri e non danno segnali di trend positivo nel settore. Le indicazioni dell’indagine dei costruttori sono coerenti con il raggiungimento di un pavimento per l’attività, con qualche segnale di modesto miglioramento rispetto ai minimi estivi. Le licenze dovrebbero aumentare a 550 mila, da 544 mila di novembre, chiudendo il differenziale con i cantieri e senza segnalare ripresa dell’attività.

Ieri sui mercati

Mercati azionari positivi dappertutto ma soprattutto in Europa, con rialzi nell’ordine dell’1%, sulla scia del forte rialzo dello ZEW e delle indicazioni positive dai dati americani, oltre che dei risultati favorevoli delle aste europee. Negli Stati Uniti, le borse hanno subito gli effetti negativi legati alle notizie relative a Apple, che hanno contrastato il tenore positivo dell’indagine Empire. In Inghilterra i dati sorprendentemente forti sull’inflazione di dicembre (3,7% a/a, 1% m/m, contro attese di 3,4% a/a) hanno spinto verso l’alto la sterlina e le aspettative di un rialzo dei tassi BoE più vicino.

La Spagna ha collocato ieri 5,5 miliardi di carta a breve termine, di cui 4,5 miliardi a 12 mesi e 1 miliardo a 18 mesi. I rendimenti sono risultati in calo rispetto a dicembre, rispettivamente da 3,449% a 2,947% sulla scadenza annuale e da 3,721% a 3,367% su quella più lunga. Spread decennali in calo di 2pb per la Spagna e di 1pb per l’Italia, ma più larghi per Grecia, Irlanda e Portogallo. Tassi in aumento sulla curva tedesca, dove il decennale ha raggiunto il 3,10% e il biennale 1,17%. L’euro si è apprezzato sulla scia dei buoni dati europei e della maggiore calma sul fronte del debito, e quota a 1,3478 questa mattina.

Area Euro

Germania. A gennaio, l’indice ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca cresce ancora ed oltre le attese di consenso, portandosi a 15,4 da 4,3. Si tratta del terzo aumento consecutivo dell’indice, che sembra quindi aver imboccato un trend di risalita dopo l’andamento in calo che aveva caratterizzato gran parte del 2010. E’ anche il terzo mese in territorio positivo (il che significa che la maggioranza degli intervistati vede le condizioni economiche migliorare nei prossimi sei mesi). Anche l’indice sulla condizione corrente migliora, anche se solo leggermente, a 82,8 da 82,6; ci si aspettava un miglioramento più pronunciato, ma l’indice si colloca su livelli molto elevati, solo di qualche punto al di sotto del massimo storico toccato nel luglio del 2007. Anche per l’intera area euro migliora decisamente l’indice delle aspettative, a 25,4 da 15,5 precedente, mentre resta in negativo e anzi cala ulteriormente la valutazione sulla condizione corrente (a -6,1 da -4,6). Migliorano nettamente gli indicatori sia correnti, che prospettici per Stati Uniti e Giappone. In tutte le economie prese in esame (Eurozona, Germania, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Francia e Italia), gli intervistati vedono un aumento dei rischi di inflazione, una salita dei tassi (sia a breve che a lungo termine), della Borsa e del prezzo del petrolio.

Stati Uniti

L’indice Empire della New York Fed a gennaio è salito a 11,92 da 9,89 a dicembre (rivisto da 10,57), con un aumento più contenuto di quanto atteso dal consenso (12,5). Lo spaccato dell’indagine è molto più favorevole dell’indice generale, con un aumento dei nuovi ordini di 10 punti, a 12,4, e delle consegne di 18 punti a 25,4. Tornano in territorio positivo le scorte e le componenti relative al mercato del lavoro. Gli indici dei prezzi pagati e ricevuti aumentano, segnalando probabili incrementi dei prezzi degli input e dei prodotti. L’indagine dà indicazioni positive, soprattutto alla luce degli ampi rialzi delle singole componenti e degli indicatori delle aspettative.

Gli acquisti netti di attività a lungo termine a novembre sono saliti a 85 miliardi di dollari, da 28,9 miliardi di ottobre.

L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a gennaio è rimasto invariato a 16, per il terzo mese consecutivo, contro attese di un aumento a 17.

L’indice di fiducia settimanale ABC News è sceso a -43 nella settimana conclusa il 16 gennaio, da -40 della settimana precedente. L’indice segnala comunque un trend verso l’alto da fine dicembre su tutte le componenti, probabilmente in risposta anche all’approvazione del pacchetto fiscale.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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