Area euro. Francia. La spesa per consumi a febbraio cala a sorpresa di -0,2% m/m ( contro attese di aumento di 0,4% m/m) dopo il calo di -0,8% m/m di gennaio………….
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- Italia. I prezzi al consumo sono visti in salita di un decimo a marzo, così come a febbraio. Su base armonizzata UE i prezzi rimbalzerebbero di 2,1% m/m visto l’effetto del rientro dei saldi di gennaio-febbraio. L’energia dovrebbe aver contribuito al rientro delle pressioni sui prezzi. L’inflazione rallenterebbe di quattro decimi sia sul NIC (dall’1,9% all’1,5%) che sull’armonizzato (dal 2% all’1,6%).
Stati Uniti
- La spesa personale a febbraio è prevista in aumento di 0,7% m/m, spinta dall’aumento del prezzo della benzina e da un moderato aumento dei consumi reali. Con il deflatore previsto in aumento di 0,5% m/m, la spesa reale dovrebbe essere in aumento di un moderato 0,2% m/m. Il reddito personale dovrebbe rimbalzare, con una variazione di +1% m/m, dopo il calo di -3,6% m/m di gennaio causato dal rialzo della payroll tax. I dati dell’employment report mostrano una variazione sostenuta del reddito da lavoro. Il tasso di risparmio dovrebbe recuperare una parte del calo di gennaio risalendo a 2,7% da 2,4%.
- La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (finale) dovrebbe risalire a 72,5 da 71,8 del dato preliminare, recuperando una parte del terreno perduto rispetto a febbraio quando l’indice era salito a 77,6. L’indice settimanale Bloomberg Comfort Index si è mantenuto su un sentiero positivo nelle ultime settimane segnalando che il calo di fiducia di inizio marzo, legato all’entrata in vigore dei tagli automatici, potrebbe essere di breve durata. La variazione negativa era stata particolarmente marcata per l’indice aspettative.
1 aprile
Stati Uniti
- La spesa in costruzioni a febbraio è prevista in aumento di 1,0% m/m dopo -2,1% m/m di gennaio. La voce relativa al settore delle costruzioni residenziali dovrebbe essere la parte più positiva, come nei trimestri passati. I dati dei cantieri di febbraio, in aumento più contenuto dopo mesi di variazioni ampie, segnalano un rallentamento anche nel ritmo di crescita della spesa in costruzioni. Il settore pubblico dovrebbe restare in contrazione.
- L’ISM del settore manifatturiero a marzo dovrebbe essere poco variato, con un modesto calo a 53,6 da 54,2 di febbraio. Il rapido aumento dell’indice negli ultimi due mesi rende probabile una fase di pausa, con una correzione di produzione, ordini e occupazione, saliti sui massimi da aprile 2012. Il Philly Fed e l’Empire hanno dato indicazioni miste. L’indagine ISM dovrebbe comunque restare coerente con un’espansione sostenuta del settore.
Ieri sui mercati
Area Euro
Cipro. La riapertura delle banche alle 12, ora locale, si è svolta senza disordini. I controlli stringenti di capitale imposti al Paese dovrebbe durare per soli 7 giorni e solo nel momento in cui questi saranno del tutto eliminati il Paese riacquisterà lo status di Paese membro dell’unione monetaria a tutti gli effetti. La reazione dei mercati è stata moderatamente positiva con l’euro a 1,2840 da un minimo in mattinata di 1,2755. In recupero anche i principali corsi azionari. Un portavoce della Commissione Europea ha affermato che i controlli di capitale sono giustificati dalla necessità di proteggere la stabilità dei mercati finanziari e del sistema bancario: pertanto l’introduzione delle misure, basata su motivazioni di interesse pubblico e politica pubblica, non costituisce una violazione della legislazione europea.
BCE. Mersch, in un’intervista al giornale spagnolo l’Expansion, ha dichiarato che la politica monetaria è “già accomodante e sostiene la ripresa”. Le dichiarazioni offrono supporto alla nostra view di tassi fermi la prossima settimana nonostante il peggioramento generalizzato del clima di fiducia in Europa e l’aumento delle tensioni sui mercati associato alla gestione della crisi a Cipro. Mersch ha dichiarato che il caso Cipro è un fenomeno isolato e la decisione di coinvolgere i depositanti, sia pure non assicurati non deve costituire un “nuovo modello” nella gestione delle crisi finanziarie.
La dinamica di M3 ha frenato più del previsto a febbraio a 3,1% a/a da un precedente 3,5% a/a. La media mobile a tre mesi frena a 3,3% a/a da un precedente 3,6% a/a (rivisto al rialzo da 3,5% a/a). La crescita dei prestiti al settore privato rimane invariata a -0,9% m/m (al netto delle cartolarizzazioni i prestiti calano di 0,4% a/a da un precedente -0,55 a/a). I prestiti alle imprese sono calati di 2,6% a/a sull’anno da -2,5% a/a, mentre i mutui crescono dell’1,4% invariati rispetto a febbraio. I dati sulla dinamica degli aggregati creditizi suggeriscono che per il momento la trasmissione dell’impulso di politica monetaria continua ad essere inceppato.
Germania. Le vendite al dettaglio crescono a febbraio di 0,4% m/m dopo il +3,0% m/m del mese precedente, mentre il Consenso e le nostre stime erano per un calo di 0,6% m/m. I dati per i primi due mesi dell’anno lasciano la dinamica trimestrale in rotta per un aumento di 2,3% t/t a marzo dal -0,8% t/t di fine 2012. Rivediamo al rialzo la nostra stima per i consumi tedeschi a inizio 2013 a +0,6% t/t da un precedente +0,2% t/t. Un’accelerazione della spesa per consumi è più che giustificata dalla crescita sostenuta di salari e occupazione.
Germania. Il numero dei disoccupati aumenta di 13 mila unità a marzo. Secondo l’ufficio di statistica l’incremento potrebbe essere dovuto a fattori climatici. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 6,9%. I posti vacanti scendono ulteriormente a 446 mila da 450 mila di febbraio e da 460 mila di ottobre scorso. L’occupazione è aumentata a febbraio di 44 mila unità su base annua gli occupati crescono di 0,6% a/a dal +1,1% a/a del 2012. Le prospettive per il mercato del lavoro tedesco rimangono discrete. Le indagini di clima suggeriscono che il mercato del lavoro dovrebbe tenere nei prossimi mesi.
Italia. Sale a sorpresa la fiducia delle imprese a marzo a 88,9 da un precedente 88,5. L’indice sintetico rimane ancora al di sotto della media di lungo periodo (100). In media nei primi tre mesi dell’anno la fiducia si è aggirata a 88,6 circa invariata dall’88,5 di fine 2012 e suggerisce dunque solo un modesto recupero di attività industriale a marzo. In realtà i dati di produzione industriale di gennaio hanno segnato un inatteso aumento che ha lasciato la dinamica trimestrale in rotta per una stagnazione dopo il calo di 2,3% t/t di dicembre. Il maggiore ottimismo è spiegato da un modesto recupero del libro ordini e da un calo delle scorte. Migliorano di un punto le attese per i prossimi tre mesi.
Stati Uniti
La terza stima del PIL del 4° trimestre registra una crescita di 0,4% t/t ann., (da +0,1% t/t ann. della seconda stima). La revisione include consumi un po’ più deboli (1,8% t/t ann. da 2,1% t/t ann. della seconda stima), ma investimenti fissi delle imprese più robusti, con una variazione di 13,2% t/t ann. da 9,7% t/t ann., soprattutto grazie a un incremento delle strutture a 16,7% t/t ann. da 9,7% t/t ann. Le altre revisioni di qualche rilievo riguardano le esportazioni, in calo più contenuto (-2,8% t/t ann. da -3,9% t/t ann.), con un conseguente miglioramento del contributo delle esportazioni nette (+0,3pp da +0,2pp). I dati non modificano le previsioni per la ripresa del 2013.
I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 23 marzo aumentano a 357 mila da 341 mila della settimana precedente e interrompono un trend di sussidi in calo da metà febbraio. Secondo il Labor Department i dati non sono influenzati da fattori speciali e non riflettono effetti derivanti dall’inizio dei tagli automatici del Budget Control Act. Nelle prossime settimane i sussidi potrebbero tornare ad aumentare regolarmente proprio per effetto dei tagli automatici sull’occupazione collegata soprattutto ai fornitori della difesa. A questo riguardo c’è ampia incertezza sugli eventuali effetti sui dati di occupazione perché le riduzioni di organico sono in parte attuate con sospensioni dell’attività dei dipendenti su periodi brevi che potrebbero non rientrare nelle rilevazioni dei nonfarm payrolls. Manteniamo la previsione che la dinamica occupazionale resti complessivamente positiva e vicina ai 200 mila posti al mese.
Il Chicago PMI a marzo cala a 52,4 da 56 di febbraio. Tutte le componenti sono in calo ma restano al di sopra di 50: produzione a 51,8 da 60,2, ordini a 53 da 60,2, occupazione a 55,1 da 55,7. Il calo di marzo segue due mesi in significativo rialzo dopo tutto l’autunno con l’indice appena sopra 50. L’espansione nel settore potrebbe rallentare temporaneamente in concomitanza con l’attuazione dei tagli automatici della spesa pubblica, ma il trend positivo della crescita rimane lo scenario centrale per il 2013-14.
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