Nessun dato di rilievo sarà pubblicato in Europa. L’Italia colloca 8 miliardi di BOT annuali, e carta a breve termine sarà collocata anche da Francia, Germania e Slovacchia…..
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Stati Uniti. La Fed pubblica la variazione del Labor Market Conditions Index di dicembre che dovrebbe essere positiva alla luce dei dati usciti nel mese; a novembre la variazione era stata di +2,9 punti.
I market mover della settimana
Nell’area euro, la produzione industriale è attesa ancora semi-stagnante nella media area euro e in modesto aumento in Italia. La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione in calo a dicembre di 0,4 in Germania a 0,1% e di mezzo punto nella media area euro a -0,2% a/a. La prima lettura in Francia dovrebbe mostrare i prezzi al consumo in calo a -0,1% (allo stesso livello dovrebbe essere confermata in Italia).
La settimana è densa di dati in uscita negli Stati Uniti. I dati di attività dovrebbero restare ampiamente positivi, ma l’attenzione dei mercati sarà focalizzata sull’andamento dell’inflazione. A gennaio, le prime indagini di settore (Empire e Philly Fed) dovrebbero confermare la prosecuzione della ripresa e la fiducia dei consumatori dovrebbe continuare a crescere. Per dicembre, vendite al dettaglio e produzione industriale sono previste in aumento relativamente modesto dopo il boom registrato a novembre. Per l’inflazione, a dicembre CPI, PPI e prezzi all’import sono attesi ancora una volta in ampio calo; gli indici al netto di alimentari ed energia dovrebbero però rimanere su un trend positivo. Il focus dei mercati si sposterà sulla tendenza verso il basso del CPI, che prevediamo in territorio negativo su base annua nel 1° trimestre 2015.
Venerdì sui mercati
Le indiscrezioni sul possibile programma di acquisti di titoli governativi (v. sotto) hanno creato tensione sui mercati, e spiegano in parte la divergenza fra centro e periferia nell’Eurozona: tassi in calo per Francia e Germania, in rialzo per Italia e Spagna. Hanno influito negativamente anche le notizie riguardo alla richiesta di un ulteriore rafforzamento patrimoniale di alcune banche europee soggette alla vigilanza BCE.
Rimbalza l’euro, nonostante i buoni dati occupazionali americani. Il cambio euro dollaro ha chiuso la giornata a 1,1839, e oggi risulta vicino a tali livelli. Anche yen e sterlina hanno recuperato terreno sul dollaro, rientrando rispettivamente in area 118 e 1,51.
Rimane debole il petrolio. Il primo contratto sul Brent Crude ha chiuso a $49.
Area Euro
Le agenzie di stampa hanno riportato diverse indiscrezioni anonime sulle prossime mosse della BCE. Una fonte ripresa venerdì da Bloomberg afferma che sarebbe stato suggerito dallo staff un volume complessivo di 500 miliardi di euro per il programma, ma secondo altri rimangono divergenze su molti aspetti operativi (dimensione, ripartizione dei rischi ecc.), e non sarebbe stato ancora deciso se annunciare un volume totale o un flusso mensile di acquisti. Riguardo alla condivisione dei rischi, Reuters cita un’altra fonte secondo la quale sarebbe stato proposto fra le opzioni anche un regime misto: la BCE attuerebbe direttamente una parte degli acquisti, mentre il resto sarebbe gestito dalle singole banche centrali nazionali. Hansson (governatore della banca centrale dell’Estonia) ha affermato che sarebbe problematico annunciare acquisti su larga scala di debito pubblico che includano la Grecia, considerando i rischi connessi alle elezioni politiche del 25/1; anche a prescindere da tale questione, ha giudicato l’operazione ‘dubbia’, per il rischio che rappresenti finanziamento illecito dei governi. Il governatore della Banca d’Italia Visco, ha confermato in un’intervista che la BCE sta valutando diverse opzioni, inclusi gli acquisti di obbligazioni corporate, ma che lo strumento più efficace è l’acquisto di titoli sovrani.
Italia. Nel 3° trimestre 2014 è aumentato sia il reddito disponibile delle famiglie (di 1,8% t/t e 1,4% a/a in termini nominali e di 1,9% t/t e 1,5% a/a in termini reali) che il tasso di risparmio (al 10,8%, in aumento di 1,6 punti t/t e di 0,9 punti a/a). Il miglioramento del reddito appare dovuto in buona parte al bonus Irpef (il 3° trimestre è stato il primo di piena applicazione, essendo le agevolazioni partite da fine maggio). Viceversa, sono risultati ancora in calo sia la quota di profitti (al 39%, in calo di 0,2 punti t/t e di 2,1 punti a/a) che il tasso di investimento delle società non finanziarie (al 20,5%, invariato rispetto al trimestre precedente e in calo di 0,5 punti a/a). In sintesi, il bonus Irpef è stato efficace nel sostenere il reddito (ma è stato pressoché interamente risparmiato); ancora negative le notizie sul fronte degli utili e degli investimenti delle aziende.
Grecia. SYRIZA continua a guidare i sondaggi pre-elettorali con un margine oscillante fra 2,7 e 4,1 punti su Nuova Democrazia e una percentuale variabile fra 29,6 e 34,1% del voto complessivo.
Stati Uniti
L’employment report di dicembre è ancora una volta molto positivo in termini di occupazione, ma delude sul fronte dei salari. Gli occupati non agricoli aumentano di 252 mila, e i dati dei due mesi precedenti sono rivisti complessivamente verso l’alto di +50 mila, portando la media dei nuovi posti negli ultimi 3 mesi a 289 mila. Tutti i settori registrano aumento occupazionale. Gli occupati rilevati dall’indagine presso le famiglie aumentano di 111 mila (media 3 mesi: +278 mila). Il tasso di occupazione è confermato a 59,2%. La forza lavoro cala di -273 mila unità e determina un calo del tasso di partecipazione di 2 decimi, a 62,7% da 62,9% di novembre; a inizio anno c’è sempre volatilità nel tasso di partecipazione per via delle revisioni della stima della popolazione che si applicano da gennaio. Il tasso di disoccupazione cala più di quanto atteso e scende a 5,6% da 5,8% di novembre, toccando il minimo da giugno 2008. Tutte le misure di disoccupazione allargata sono in ulteriore calo. Le ore lavorate aggregate aumentano di 0,2% m/m, ma nel settore manifatturiero si registra un calo di -0,2% m/m, che segnala un aumento solo marginale della produzione manifatturiera a dicembre. Un importante fattore deludente dell’employment report sono i salari: i salari orari calano di -0,2% m/m, e il dato di novembre è rivisto verso il basso; di conseguenza la dinamica annua dei salari orari rallenta per il secondo mese consecutivo e si porta a 1,7% a/a. I dati sui salari contrastano con le indicazioni delle indagini (le famiglie prevedono crescita salariale in accelerazione), e certamente saranno un fattore seguito molto da vicino dalla Fed. Nell’insieme l’employment report è comunque molto positivo, perché conferma la continua riduzione delle risorse inutilizzate, a ritmi rapidi: i salari seguiranno.
Evans (Chicago Fed) ha ribadito la sua posizione all’estremo delle colombe nel FOMC, riaffermando che la Fed deve essere paziente e non alzare i tassi prima del 2016. Evans mantiene una valutazione positiva dello scenario dell’economia e del mercato del lavoro, rilevando la discesa molto rapida del tasso di disoccupazione (la sua stima del tasso di equilibrio è a 5,25%). La posizione di Evans sui tassi è al di fuori del consenso nel FOMC e non modifica, a nostro avviso, l’aspettativa di una svolta sui tassi a metà 2015.
Giappone
Il Governo ha approvato un budget supplementare di 3,12 tln di yen (0,6% del PIL) con misure da attuare entro la fine dell’attuale anno fiscale (31 marzo 2015). L’intervento sarà suddiviso in 1.7 tln di yen in lavori pubblici (da attuare in aree colpite da disastri naturali) e 1,2 tln di yen in misure a favore di individui e piccole imprese colpiti dalla recessione. Secondo le stime del Governo, la manovra aggiuntiva sarà finanziata con entrate tributarie e risorse finanziarie disponibili non utilizzate.
Fonte: BONDWorld.it
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