La Francia ha annunciato una manovra correttiva per 7 mld di euro (0,3% di PIL) sul 2012 e per 11,6 mld di euro (0,5% di PIL) sul 2013, per cercare di arginare l’effetto sui saldi della minor crescita e di riaffermare…
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la credibilità del Paese sulla solvibilità del debito sovrano. Riteniamo che lo sforzo del Governo francese sia più che benvenuto in un contesto europeo particolarmente difficile. Pensiamo che la manovra arginerà le minacce di una revisione della tripla AAA venuta da Moody’s. Tuttavia, gli sforzi potrebbero comunque risultare insufficienti per centrare sia il target 2012 ed in particolare il ritorno del deficit al 3% nel 2013. Appuntamento a dopo le elezioni di aprile 2012.
– Il Primo Ministro François Fillon ha annunciato una manovra correttiva per 18,6 mld di euro sul 2012-13 (0,8% di PIL). Le misure per il 2012 sono solo per 7 mld di euro (0,3% di PIL), ma si cumulano agli 11 mld di euro (0,5% di PIL) di fine agosto. La correzione per il 2012 è quindi, nel complesso, di 0,8% di PIL, di questi circa uno 0,5% – 0,6% sono da considerarsi un miglioramento strutturale dei saldi. Per il 2013 sono previsti 11,6 mld di euro (0,5% di PIL).
– Il Governo ha dichiarato, inoltre, che saranno necessari risparmi per 65 mld di euro entro il 2016 per riportare il bilancio in pareggio per quella data. Ma la correzione è ragionevolmente lasciata al dopo elezioni Presidenziali.
– La manovra risponde alla necessità di controbilanciare l’effetto sui saldi di finanza pubblica del rallentamento congiunturale. I dati reali e le indagini di fiducia segnalano che l’economia francese potrebbe essere già entrata in una fase di stagnazione e i rischi di una contrazione del PIL a cavallo del nuovo anno non sono trascurabili. Il Progetto di Legge Finanziaria (PLF) per il 2012 di settembre scorso era stato varato ipotizzando una crescita dell’1,75%, poi rivista al ribasso all’1,0% il 26 ottobre scorso.
– Una mini manovra correttiva per il 2012 era attesa, dato il peggioramento del quadro macro ed i rischi derivanti dalla propagazione della crisi sul debito sovrano al sistema bancario (si veda Francia: Andante Moderato in Scenario Macroeconomico del 14/10/2011).
– L’andamento dei saldi di cassa del settore statale suggerisce che l’obiettivo 2011 di calo del deficit al 5,7% del PIL dovrebbe essere centrato a meno di significativi sforamenti dell’ONDAM (spesa sanitaria). Uno sforzo addizionale per 0,3% di PIL sul 2012, cumulato allo 0,5% di fine estate, potrebbe essere tuttavia insufficiente al raggiungimento dell’obiettivo del 4,6% il prossimo anno dal momento che le stime di crescita del Governo risultano ancora troppo ottimistiche. La nostra previsione è di una crescita reale al meglio di 0,6% e la manovra correttiva introduce rischi di una performance anche più deludente. Riteniamo, quindi, che il deficit 2012 possa chiudere al meglio al 4,8% ed i rischi sono verso l’alto.
– Ad oggi sembra improbabile un ritorno al 3,0% nel 2013 a meno di una correzione aggiuntiva nel dopo elezioni. Il target del 3,0% era stato formulato nel PS 2011-14 in base ad una crescita del 2,5%: stimiamo che al meglio la Francia possa crescere dell’1,1%-1,3%. Con una crescita più debole di circa un punto e mezzo ed un effetto di trascinamento dal 2012 di circa uno 0,2% sarebbe necessaria una correzione di almeno uno 1,1% di PIL, a fronte dello 0,5% previsto dalla manovra del 7 novembre. Va comunque apprezzato lo sforzo di assicurare una parziale correzione dei saldi anche per il dopo elezioni.
– La manovra si concentra sulle entrate per 5,2 mld di euro e prevede solo interventi minori dal lato delle uscite (-1,7 mld di euro). In maggior dettaglio la manovra prevede:
1. Un innalzamento dell’aliquota IVA dal 5,5% al 7% per tutti i beni e servizi (soggetti a regime ridotto) con l’eccezione dei beni di prima necessità per i quali l’imposta resta al 5,5%. I ricavi addizionali dovrebbero essere di poco meno di 2 mld.
2. Ulteriore abbattimento delle agevolazioni fiscali fino al 15% (a fine estate si era avuta una riduzione del 10%). Il credito d’imposta per l’acquisto di durevoli nel caso di ristrutturazioni residenziali verrà tagliato del 20%. I prestiti a tasso zero per l’acquisto della prima casa verranno limitati alle nuove case. Il “dispositivo Schiller” (credito d’imposta per ristrutturazione di immobili in locazione) verrà soppresso del tutto dal 2013. L’impatto sul 2012 dovrebbe essere circa 0 mentre sul 2013 dovrebbe essere di circa di 1 mld di euro.
3. Gli scaglioni per l’imposta sul reddito, sulla ricchezza e sulle successioni non saranno più indicizzati all’inflazione nel 2012 e 2013. L’extra reddito dovrebbe essere di 1,7 mld di euro nel 2012 e 3,4 mld di euro nel 2013.
4. Verrà ridotto lo scarto tra aliquota sui redditi da lavoro e redditi da capitale con l’innalzamento dell’aliquota su rendite finanziarie (interessi e dividendi) al 24%, dal 19% con un gettito addizionale di circa 0,6 mld di euro nel 2012 e 2013.
5. L’imposta sui redditi delle società (con fatturato superiore ai 250 mln di euro) salirà del 5% fino a quando il deficit non scenderà al 3%. La misura dovrebbe rendere circa un miliardo nel 2012 e 2013.
6. Lo Stato farà risparmi supplementari per 500 mln di euro, portando così il risparmio complessivo a 1,5 mld di euro. In particolare gli stipendi dei Ministri e del Presidente saranno congelati fino al pareggio di bilancio. L’aumento di alcune spese (fatto salvo le pensioni e i minimi per invalidità) sarà solo dell’1,0% nel 2012.
7. La crescita della spesa sanitaria sarà limitata al 2,5%, dal 2,8% indicato nel Progetto di Budget 2012. La misura consentirà un risparmio di 700 mln di euro.
8. L’innalzamento dell’età pensionabile a 62 anni è anticipato al 2017, dal 2018. Ciò dovrebbe consentire risparmi di cassa per 4,4 mld di euro tra il 2012 e il 2016.
– Commenti: La manovra integrativa del PLF 2012 deve essere approvata in Parlamento. La Sinistra ha ottenuto una maggioranza schiacciante in Senato lo scorso 25 settembre, sebbene questo risultato non deponga bene per le chance della destra e di Sarkozy alle prossime elezioni presidenziali (con il primo round il 22 aprile 2012), è difficile che possa ostacolare l’approvazione del progetto di legge. Riteniamo che lo sforzo del Governo francese sia più che benvenuto in un contesto europeo particolarmente difficile e dati i rischi di ripercussioni della crisi sul debito sovrano al sistema bancario. Pensiamo che la manovra arginerà le minacce di una revisione della tripla AAA venuta da Moody’s lo scorso 18 ottobre, data la reazione piuttosto rapida.
– Rischi: le misure addizionali potrebbero rivelarsi comunque insufficienti a centrare l’obiettivo 2012 e soprattutto ad assicurare un deficit in calo al 3% nel 2013. La crescita potrebbe deludere rispetto all’1,0% ipotizzato dal Governo nel 2012 e rimanere piuttosto fiacca anche nel 2013, a fronte di stime originarie del Governo che la davano oltre il 2%. E’ quindi possibile che dopo le elezioni presidenziali di aprile 2012, si renderanno necessari ulteriori interventi per garantire il ritorno del deficit francese al 3%, se non nel 2013, almeno nel 2014. Il Paese rimane credibile sulla solvibilità del debito sovrano, anche se i problemi del sistema bancario gettano qualche ombra sull’alto merito di credito. Gli accordi per ricapitalizzare il sistema bancario arginano solo in parte le preoccupazioni. La Francia risulta anche più esposta della Germania al debito dei Paesi periferici. Finora non ci sono state ripercussioni della crisi e delle pressioni sul sistema bancario sull’erogazione di credito, ma le banche nell’indagine di settembre dichiaravano di aver stretto le condizioni al credito in particolare per le imprese, anche se il quadro è decisamente meno allarmante di quanto non lo fosse nel 2008.


Fonte: Intesa San Paolo Spa
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