Il recente aumento della tassazione sulle rendite finanziarie ha creato una macroscopica asimmetria fiscale tra i titoli di stato, italiani e dei paesi della White list, ed i restanti prodotti finanziari…….
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Gabriele Bellelli – Trader e Consulente Finanziario Indipendente
Infatti mentre la quasi totalità dei prodotti finanziari dal 1 luglio sarà tassata al 26%, resteranno invece tassati al 12,50% i seguenti strumenti:
– titoli di stato italiani
– titoli di stato dei paesi White list
– obbligazioni emesse da enti territoriali dei paesi White list
– obbligazioni emesse da enti sovrannazionali, ad esempio Bei o Birs.
All’elenco vanno aggiunti anche i Fondi comuni di investimento, le Sicav egli Etf ma limitatamente alla quota di sottostante investita nei prodotti appena descritti.
Dal punto di vista monetario, si tratta indubbiamente di un risparmio significativo ( 26 – 12,50 = 13,50 % ) che sta spingendo molti risparmiatori a vendere le obbligazioni societarie in portafoglio per acquistare solo titoli di stato.
Prima di compiere questa operazione però occorre pensarci bene e fare molta attenzione perché dal mio punto di vista si tratta di una reazione che rischia di procurare più danni che benefici !
In parole povere, non mi sembra una soluzione molto saggia e intelligente !
Se ci si sofferma a pesare i pro e i contro di questa operazione, il quadro che emerge è il seguente:
Benefici
– Risparmio fiscale: invece di essere tassati al 26% si è tassati al 12.50%
Difetti
– Sulle scadenze brevi, i titoli di stato offrono un rendimento “reale”, ossia al netto dell’inflazione, negativo. In pratica, il rendimento non protegge dall’inflazione. Si pensa di guadagnare mentre invece si perde potere di acquisto a causa dell’erosione dell’inflazione.
– Sulle scadenze lunghe, si corre il rischio prezzo ( rischio di ribasso dei prezzi e quindi di restare a lungo incastrati, oltretutto in obbligazioni con rendimenti bassi ) in caso di aumento dei tassi oppure di nuova tempesta sui mercati finanziari.
– Si rischia di sbilanciare il portafoglio concentrando il denaro su pochi emittenti. In pratica si viola la saggia regola che suggerisce una corretta diversificazione di portafoglio. In questo modo si aumenta il rischio di portafoglio.
– Probabilmente si sbilancia il portafoglio sull’emittente Italia, che non è certo l’emittente più solido in circolazione.
– Se il titolo di stato è in valuta estera, si corre il rischio valutario ( rischio cambio ).
– Ci si preclude l’opportunità di acquistare obbligazioni corporate con buoni rendimenti che nel medio periodo offrirebbero guadagni maggiori, nonostante una tassazione superiore.
Da questo sintetico schema riassuntivo, emerge che liquidare tutte le obbligazioni corporate, e magari anche la quota in azioni, per investire solo in titoli di stato è una soluzione che non mi convince !
A conti fatti sono maggiori i potenziali rischi dei reali benefici !
Attenzione ! Questo non significa che non sia da valutare la soluzione di incrementare in portafoglio la quota destinata ai titoli di stato ma semplicemente vorrei ricordare che non si dovrebbe mai diminuire la prudenza e violare la regola aurea della diversificazione, che è l’unico reale antidoto in grado di limitare ( ma non di eliminare completamente ) il rischio default !
Per chi volesse aumentare la quota di titoli di stato in portafoglio, ricordo che sui mercati Mot e sull’Eurotlx, oltre ai classici titoli di stato italiani ( Bot, Ctz, Cct, Btp, Btp Italia e Btpei ), sono quotati numerosi titoli di stato di altre nazioni.
Procediamo adesso sintetizzando alcune informazioni che potrebbero essere molto utili ai risparmiatori:
– quali sono i paesi della White list
– quali sono gli emittenti sovrannazionali
– quali sono le caratteristiche principali dai titoli emessi dai principali stati europei
– quali sono in questo momento i rendimenti offerti dai titoli di stato esteri
Per quanto riguarda i paesi della White list, ne fanno parte:

Per quanto riguarda gli enti sovrannazionali, i principali emittenti sono:
– Bei
– Birs
– Bers
– Efsf
– European Union
– Iabd
– Cons. of Europe
Per quanto riguarda le caratteristiche dei principali titoli di stato esteri quotati al Mot e al Eurotlx:
Francia
– Oat: titoli di stato a cedola fissa con scadenza lunga dai 7 ai 50 anni
– Btan: titoli a cedola fissa con durata da 1 a 6 anni
– Oati: titoli di stato indicizzati all’inflazione francesce
– Oat€i: titoli di stato indicizzati all’inflazione europea
Germania
– Schatze: titolo di stato a tasso fisso con scadenza breve di 2 anni
– Bobl: titolo di stato a tasso fisso con scadenza 5 anni
– Bund:titolo di stato a tasso fisso con scadenza lunga dai 10 ai 30 anni
– Bund€i: titolo di stato che corrisponde cedole fisse calcolate sul valore nominale rivalutato sulla base dell’inflazione europea. Oltre alla cedola, anche il capitale a scadenza è rivalutato in base all’andamento dell’inflazione europea.
– BOBL€i: titolo di stato che corrisponde cedole fisse calcolate sul valore nominale rivalutato sulla base dell’inflazione europea. Oltre alla cedola, anche il capitale a scadenza è rivalutato in base all’andamento dell’inflazione europea.
Spagna
– Letras del tesoro: titolo di stato zero coupon con scadenza breve
– Bonos del Estado: titoli di stato con cedola fissa con scadenza breve dai 2 ai 5 anni
– Obligaciones del Estato: titoli di stato con cedola fissa con scadenza lunga e superore ai 5 anni
America
– T-bill: titolo di stato zero coupon con scadenza breve ( massimo 12 mesi )
– T-note: titolo di stato con cedola a tasso fisso con frequenza semestrale e scadenza da 1 a 10 anni
– T-bond: titolo di stato con cedola a tasso fisso con frequenza semestrale e scadenza lunga superiore ai 10 anni
– Tipsi: titolo di stato che corrisponde cedole fisse, pagate su base semestrale, calcolate sul valore nominale rivalutato sulla base dell’inflazione americana. Oltre alla cedola, anche il capitale a scadenza è rivalutato in base all’andamento dell’inflazione americana.
Per quanto riguarda i rendimenti offerti in questo periodo dai titoli di stato esteri, come potete osservare dalla sottostante tabella, sono poche le emissioni che ( in questo momento ) offrono un rendimento “reale” positivo e che quindi proteggono dall’inflazione.
Nel creare la tabella ho volutamente tralasciato i titoli di stato italiani, spagnoli, tedeschi e francesi e mi sono limitato a schematizzare solo i titoli di stato meno conosciuti dai risparmiatori, ad esempio Messico, Sud Africa, Lituania…
Codice isin | Titolo di stato | Data scadenza | Prezzo | Rendimento |
XS0327304001 | Lituania Febbraio 2018 4,85% | 07/02/2018 | 112,76 | 1,21% |
XS0222076449 | Messico Giugno 2015 4,25% | 16/06/2015 | 104,58 | -0,49% |
XS0206170390 | Messico Febbraio 2020 5,5% | 17/02/2020 | 121,4 | 1,51% |
XS0215153296 | Ceca marzo 2020 4,125% | 18/03/2020 | 117,48 | 0,97% |
XS0750894577 | Ceca maggio 2022 3,875% | 24/05/2022 | 117,34 | 1,53% |
XS0431967230 | Croazia gennaio 2015 6,5% | 05/01/2015 | 104,86 | -2,67% |
XS0645940288 | Croazia luglio 2018 5,875 | 09/07/2018 | 111,55 | 2,80% |
XS1028953989 | Croazia maggio 2022 3,875% | 30/05/2022 | 100,75 | 3,76% |
XS0495980095 | Romania marzo 2015 5% | 18/03/2015 | 103,31 | 0,35% |
XS0638742485 | Romania giugno 2016 5,25% | 17/06/2016 | 107,9 | 1,16% |
XS0371163600 | Romania giugno 2018 6,5% | 18/06/2018 | 117,96 | 1,77% |
XS0852474336 | Romania novembre 2019 4,875% | 07/11/2019 | 113,64 | 2,15% |
SK4120008301 | Slovacchia gennaio 2017 4,625% | 19/01/2017 | 110,61 | 0,44% |
SK4120007543 | Slovacchia ottobre 2025 4,35% | 14/10/2025 | 120,49 | 2,27% |
XS0250007498 | Sudafrica aprile 2016 4,5% | 05/04/2016 | 106,16 | 0,96% |
XS0240732114 | Ungheria luglio 2016 3,5% | 18/07/2016 | 104,07 | 1,47% |
XS0284810719 | Ungheria luglio 2017 4,375% | 04/07/2017 | 107,4 | 1,83% |
XS0369470397 | Ungheria giugno 2018 5,75% | 11/06/2018 | 113,89 | 2,05% |
XS0625388136 | Ungheria gennaio 2019 6% | 11/01/2019 | 116 | 2,25% |
XS0212993678 | Ungheria febbraio 2020 3,875% | 24/02/2020 | 107,49 | 2,44% |
XS0802005289 | Bulgaria luglio 2017 4,25% | 09/07/2017 | 107,75 | 1,60% |
IE0006857530 | Irlanda aprile 2016 4,6% | 18/04/2016 | 107,8 | 0,25% |
IE00B28HXX02 | Irlanda ottobre 2018 4,5% | 18/10/2018 | 116,04 | 0,70% |
IE0034074488 | Irlanda aprile 2020 4,5% | 18/04/2020 | 118,35 | 1,20% |
IE00B60Z6194 | Irlanda ottobre 2020 5% | 18/10/2020 | 122,2 | 1,31% |
IE00B6X95T99 | Irlanda marzo 2024 3,4% | 18/03/2024 | 108,13 | 2,45% |
IE00B4TV0D44 | Irlanda marzo 2025 5,4% | 13/03/2025 | 126,88 | 2,50% |
XS0242491230 | Polonia febbraio 2016 3,625% | 01/02/2016 | 105,31 | 0,28% |
XS0498285351 | Polonia marzo 2017 3,75% | 29/03/2017 | 108,91 | 0,47% |
XS0371500611 | Polonia giugno 2018 5,625% | 20/06/2018 | 119,08 | 0,73% |
XS0210314299 | Polonia aprile 2020 4,2% | 15/04/2020 | 116,43 | 1,24% |
XS0543882095 | Polonia marzo 2021 4% | 23/03/2021 | 117,03 | 1,34% |
XS0282701514 | Polonia gennaio 2022 4,5% | 18/01/2022 | 120,13 | 1,64% |
XS0479333311 | Polonia gennaio 2025 5,25% | 20/01/2025 | 127,22 | 2,31% |
PTOTEOOE0017 | Portogallo ottobre 2014 3,6% | 15/10/2014 | 100,99 | 0,22% |
PTOTE3OE0017 | Portogallo ottobre 2015 3,35% | 15/10/2015 | 103,62 | 0,53% |
PTOTEPOE0016 | Portogallo febbraio 2016 6,4% | 15/02/2016 | 108,92 | 0,86% |
PTOTE6OE0006 | Portogallo ottobre 2016 4,2% | 15/10/2016 | 106,92 | 1,12% |
PTOTELOE0010 | Portogallo ottobre 2017 4,35% | 16/10/2017 | 108,66 | 1,63% |
PTOTENOE0018 | Portogallo giugno 2018 4,45% | 15/06/2018 | 109,2 | 2,01% |
PTOTEMOE0027 | Portogallo giugno 2019 4,75% | 14/06/2019 | 111,06 | 2,36% |
PTOTECOE0029 | Portogallo giugno 2020 4,8% | 15/06/2020 | 111,5 | 2,69% |
PTOTEYOE0007 | Portogallo aprile 2021 3,85% | 15/04/2021 | 105,21 | 2,99% |
PTOTEAOE0021 | Portogallo ottobre 2023 4,95% | 25/10/2023 | 110,99 | 3,54% |
PTOTEQOE0015 | Portogallo febbraio 2024 5,65% | 15/02/2024 | 116,84 | 3,55% |
PTOTE5OE0007 | Portogallo aprile 2037 4,10% | 15/04/2037 | 95,39 | 4,42% |
XS0605536613 | Danimarca marzo 2016 2,75 % | 16/03/2016 | 104,63 | 0,04% |
XS0506445963 | Lussemburgo maggio 2020 3,375 % | 18/05/2020 | 114,92 | 0,77% |
XS0477543721 | Canada gennaio 2020 3,5 % | 13/01/2020 | 116,2 | 0,52% |
Fonte: AdvisorWorld.it
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