Generali Investments : I venti contrari provenienti dall’Iran si stanno scontrando con i venti favorevoli del boom dell’intelligenza artificiale – una combinazione poco favorevole per il mercato obbligazionario, come abbiamo recentemente ribadito.
A cura di Vincent Chaigneau, head of research di Generali Investments
Consideriamo il boom dell’AI come uno shock positivo dal lato dell’offerta che, nel tempo, potrebbe contribuire a contenere l’inflazione; nel breve periodo, tuttavia, si configura come uno shock di domanda che la sta alimentando, non da ultimo attraverso l’aumento dei prezzi dei chip di memoria. Questo effetto si aggiunge alle conseguenze della guerra in Iran – uno shock negativo dell’offerta che spinge al rialzo inflazione energetica, alimentare e industriale.
I rendimenti dei Treasury USA a 30 anni hanno superato la soglia del 5,0%, avvicinandosi ai massimi del 2023 e del 2025. Nel breve termine, i tassi potrebbero oscillare in funzione dell’andamento del petrolio; eventuali segnali di riapertura delle rotte nello Stretto di Hormuz contribuirebbero a stabilizzare il mercato e interrompere la dinamica negativa. Tuttavia, il Grafico 1 evidenzia come l’ultima fase del sell-off non sia attribuibile esclusivamente al petrolio. Le pressioni inflazionistiche sono infatti multi-fattoriali.
I rendimenti reali sui Treasury a 10 anni, poco sopra il 2%, iniziano a risultare interessanti, ma si collocano ancora nella fascia centrale del range degli ultimi tre anni (1,50%-2,50%). Le aspettative di inflazione di lungo termine (e i forward swap mostrati nel Grafico 2) sono aumentate di recente, ma potrebbero non riflettere pienamente i rischi inflazionistici, inclusi i crescenti timori sull’indipendenza delle banche centrali (il recente intervento di Isabel Schnabel della BCE merita attenzione).
A questi livelli, siamo orientati a neutralizzare la nostra posizione difensiva sulla duration, in particolare sull’euro, pur mantenendo una view orientata a ulteriori rialzi dei rendimenti statunitensi nel breve periodo. Sul fronte azionario, riduciamo tatticamente l’allocazione a Neutral. Continuiamo invece a vedere resilienza nel credito (sovrappeso), sostenuto dall’accelerazione degli investimenti in capitale (capex) che mantiene solida l’attività economica globale e da livelli elevati di Yield to Worst che supportano la domanda.
Fonte: InvestmentWorld.it
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