I market mover della settimana 10 – 14 gennaio

Nell’area euro l’attenzione sarà concentrata sui dati di produzione industriale: l’output dovrebbe crescere a un ritmo abbastanza sostenuto sia in Francia, che in Italia. Invece, nell’area euro la crescita della produzione industriale potrebbe essere più modesta sulla scia di una correzione dell’output in Germania dopo il balzo di ottobre. La seconda lettura dell’inflazione nell’area euro dovrebbe confermare, come da stima preliminare, un’accelerazione dell’inflazione headline. Anche il dato di ...


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CPI per la Francia delineerebbe un incremento significativo dei prezzi, a causa anche di rincari nel comparto energia. Non ci aspettiamo novità di rilievo dalla riunione della BCE.
La settimana ha molti dati importanti in uscita negli Stati Uniti. Per dicembre, il Beige Book, le vendite al dettaglio e la produzione industriale dovrebbero confermare il quadro di espansione della domanda. I prezzi (import, CPI e PPI) di dicembre dovrebbero dare indicazioni coerenti con una svolta nel processo di disinflazione in atto da inizio 2010. La bilancia commerciale di novembre dovrebbe registrare un allargamento del deficit, in presenza di aumento di export e
import.

Lunedì 10 gennaio

Area euro
-Francia. La produzione industriale dovrebbe crescere dell’1,0% m/m a novembre, dopo la contrazione di -0,8% m/m registrata a ottobre. Si tratterebbe del primo incremento significativo su base mensile negli ultimi quattro mesi. Sull’anno, l’output rallenterebbe a 4,4% da 4,7% a/a. Il recupero su base mensile dell’output sarebbe coerente con le indicazioni positive giunte dagli indici di fiducia (la componente produzione del PMI manifatturiero è ai massimi storici e l’indice INSEE ha toccato a dicembre il valore più alto degli ultimi due anni e mezzo) e con il buon incremento registrato dagli ordini all’industria a ottobre.

Mercoledì 12 gennaio

Area euro
-Italia. A novembre la produzione industriale è vista in crescita dell’1,0% m/m dopo il calo dei due mesi precedenti. Su base annua l’output accelererebbe così a 4,6% da -0,2% a/a sulla base della serie grezza e a 4,7% da 2,9% a/a se rettificato per i giorni lavorativi. Qualche rischio al ribasso deriva dagli effetti dell’alluvione in Veneto. In ogni caso, nel 4° trimestre l’output è in rotta per una contrazione per la prima volta dopo cinque trimestri consecutivi di crescita. Tuttavia, la diminuzione dovrebbe dimostrarsi soltanto temporanea e l’output dovrebbe crescere nuovamente a inizio 2011, come segnalato anche dal trend positivo degli indici di fiducia (PMI e ISAE).
-La produzione industriale nell’area euro è vista in crescita di 0,2% m/m a novembre da +0,6% m/m di ottobre. Sull’anno, la produzione corretta per i giorni lavorativi rallenterebbe a 6,0% da 6,9% a/a. A novembre l’output è cresciuto in maniera importante in Spagna (+1,7% m/m), e potrebbe aver registrato un incremento significativo anche in Italia e Francia. Viceversa, la produzione è scesa in Germania (-0,7% m/m), dopo il balzo di ottobre (+3,0% m/m).

Stati Uniti
-I prezzi all’import a dicembre dovrebbero essere aumentati di 1,4% m/m, dopo +1,3% m/m di novembre. Sui dati pesano due tendenze che si rinforzano a vicenda nel mese di dicembre, il deprezzamento del dollaro (-0,6% nelle prime tre settimane di dicembre per l’indice broad, -0,8% per le major currencies), e il rialzo delle quotazioni del petrolio (+8,7% da fine novembre) e delle commodities agricole. Indipendentemente dalla volatilità del cambio, le pressioni verso l’alto da parte delle commodities proseguiranno nei prossimi mesi.
-Il Beige Book preparato per la riunione del FOMC di fine gennaio dovrebbe riportare un quadro analogo a quello del precedente rapporto, con indicazioni di crescita del settore manifatturiero, stagnazione dell’edilizia e ripresa dei consumi. Alla luce del calo della fiducia delle famiglie, il Beige Book probabilmente riporterà ancora indicazioni di un mercato del lavoro caratterizzato da una dinamica occupazionale modesta.

Giovedì 13 gennaio

Area euro
-Non ci aspettiamo novità di rilievo dalla BCE, che lascerà invariato all’1% il tasso refi e che ha già comunicato a dicembre il rinnovo per un altro trimestre del regime di piena allocazione. Soltanto in prossimità della scadenza del periodo di riserva (verosimilmente a marzo) la BCE deciderà circa un ulteriore eventuale altro rinnovo. Non dovrebbero nemmeno cambiare i toni di Trichet circa il giudizio sul ciclo (improntato a moderato ottimismo) e circa il programma di acquisto di titoli (i cui volumi sono sensibilmente diminuiti nell’ultima settimana).
-Francia. I prezzi al consumo sulla misura nazionale sono visti in crescita di 0,5% m/m a dicembre, da 0,1% m/m di novembre. La variazione annua accelererebbe così a 1,9% da 1,6% a/a. Sulla misura armonizzata i prezzi dovrebbero crescere di 0,6% m/m da 0,1% m/m, per un’inflazione annua in accelerazione a 2,0% da 1,8% a/a. Gran parte dell’incremento dei prezzi sarebbe dovuto a rincari nel comparto energia. L’inflazione potrebbe rimanere elevata anche a inizio 2011.

Stati Uniti

– Il PPI a dicembre è atteso in aumento di 0,8% m/m, dopo +0,8% m/m di novembre. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, dopo +0,3% m/m. Il dato di novembre era stato sostenuto da un forte aumento della benzina (+4,7% m/m) e delle auto (+1,7% m/m). Per quanto riguarda le auto, l’incremento di novembre era legato alla correzione annuale per la qualità dei nuovi modelli, e non è indicazione di un trend così forte. Tuttavia, i prezzi energetici dovrebbero contribuire in misura ampia alla variazione dell’indice headline anche a dicembre. Inoltre l’indice dei beni intermedi core è in accelerazione da quattro mesi (+5,9% 3m ann.). L’indice dei prezzi dell’ISM è in aumento e le componenti prezzi pagati e ricevuti nelle indagini di dicembre sono in netto aumento rispetto ai mesi precedenti. Il trend per i prezzi alla produzione punta verso l’alto.

– Il deficit di bilancia commerciale a dicembre è previsto in allargamento a 40 miliardi di dollari, dopo 38,7 miliardi di dollari a novembre. A ottobre il deficit si era chiuso sulla scia di un forte aumento dell’export, a fronte di una contrazione delle importazioni (legata al petrolio). Nel mese di novembre sia i prezzi all’import, sia i prezzi all’export hanno registrato netti aumenti (+1,3% e +1,5% m/m, rispettivamente). La componente importazioni dell’ISM è risalita, mentre gli ordini all’export hanno rallentato dopo il forte aumento visto a ottobre.

Venerdì 14 gennaio

Area euro
-Nell’area euro l’inflazione dovrebbe essere confermata al 2,2% a/a a dicembre, da un precedente 1,9% a/a. I prezzi al consumo crescerebbero così di 0,6% m/m da un precedente +0,1% m/m. L’inflazione al netto di energia ed alimentari freschi dovrebbe rallentare a 1,1% da 1,2% a/a. Il dato è coerente con una crescita del core su base mensile di 0,4% m/m (dopo la stabilità di novembre). Nei primi mesi del 2011 l’inflazione nell’area euro dovrebbe restare di un paio di decimi al di sopra del 2%.

Stati Uniti

-Il CPI a dicembre dovrebbe aumentare di 0,4% m/m (+1,3% a/a) dopo +0,2% m/m (1,1% a/a) a novembre. Il CPI core dovrebbe registrare un incremento ancora contenuto, +0,1% m/m (0,8% a/a, come a novembre), in linea con il dato di novembre. Sul dato di dicembre dovrebbe pesare l’aumento del prezzo della benzina, che è proseguito ininterrottamente da fine settembre. La componente abitativa dovrebbe proseguire sul recente trend di variazioni modeste, ma positive per affitti e affitti figurativi. Anche l’istruzione dovrebbe vedere un nuovo aumento marcato. Per il core, i rischi sulla previsione sono verso l’alto.

-Le vendite al dettaglio di dicembre sono previste in aumento di 0,7% m/m, dopo due mesi molto forti. Le vendite al netto delle auto dovrebbero aumentare di 0,7% m/m, con un aumento delle auto di poco più sostenuto del resto delle vendite. In parte l’aumento sarà trainato dall’incremento di prezzi della benzina, ma una parte significativa (se pure meno che nei due mesi precedenti) sarà il risultato di variazioni positive in termini reali. Le vendite settimanali (che sono rilevate negli esercizi commerciali aperti da almeno un anno) hanno segnato incrementi ampi su base mensile a dicembre. Nonostante il calo della fiducia visto con i più recenti indicatori di dicembre, i consumi nel 4° trimestre dovrebbero essere in netta accelerazione rispetto a quanto visto nel 3° trimestre.

– La produzione industriale a dicembre è attesa in aumento di 0,4% m/m, con un contributo positivo sia dell’output manifatturiero, sia delle utilities. Gli indici di attività per dicembre nel settore manifatturiero sono aumentati, con indicazioni positive sulle ore lavorate. Il clima particolarmente rigido del mese dovrebbe anche determinare un incremento sostenuto per le altre componenti dell’indice di produzione. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe aumentare a 75,5% da 75,2% di novembre.

– La stima preliminare della fiducia delle famiglie rilevata a gennaio dall’Univ. of Michigan dovrebbe scendere a 73,5 da 74,5 di dicembre. L’indice del Conference Board è sceso di 2 punti a dicembre (a 52,5 da 54,3 di novembre) e l’indice di fiducia settimanale ABC è sceso nell’ultima settimana di dicembre. Il buon andamento del mercato azionario e l’approvazione del pacchetto fiscale tuttavia fanno prevedere che la fiducia non sia su un trend in calo, ma si mantenga su livelli in linea con quanto visto nella prima parte del 2010.


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