L’euro è riuscito a evitare di farsi schiacciare sotto 1,4000 EUR/USD. Ma in caso di notizie negative sul fronte Grecia il rischio di discesa sotto tale livello rimane. In assenza invece di notizie sfavorevoli, il cambio si dovrebbe muovere in…
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EUR – Questa settimana l’euro è sceso temporaneamente sotto 1,4000 EUR/USD a causa delle preoccupazioni sulla crisi greca, ma si è fermato a 1,3970. Poi, da qui, è solo risalito – fino in area 1,42 inoltrata. Si tratta perlopiù di una rimonta tecnica al fallito sfondamento ribassista di 1,4000. Se nei prossimi giorni dovessero emergere novità negativa sulla Grecia, il cambio potrebbe scendere di nuovo sotto 1,40 – con downside contenuto entro 1,35. Altrimenti l’euro sarà guidato dai dati, quelli USA di maggio in particolare, employment report in primis. Complessivamente tali dati sono attesi in moderato indebolimento. In caso di dati USA negativi l’euro dovrebbe reagire rafforzandosi, con possibilità di avvicinare l’1,45.
GBP – Anche la sterlina contro dollaro si è apprezzata questa settimana, complici (1) una imprecisa lettura dei dati di PIL del 1° trimestre, di cui il mercato ha guardato solo il miglioramento delle esportazioni, non badando invece alla preoccupante contrazione dei consumi privati, e (2) un intervento di Tucker, della BoE, che ha dichiarato che all’interno della BoE vi è preoccupazione per i rischi verso l’alto sull’inflazione, aggiungendo che per quanto lui stia votando per tassi fermi, la sua decisione viene sempre presa sul filo del rasoio. La prossima settimana ci saranno dati importanti, in particolare i PMI di maggio e il credito al consumo di aprile. I rischi su tali dati sono, a nostro avviso, verso il basso. Se effettivamente dovessero deludere, la sterlina perderebbe quanto guadagnato nei giorni scorsi contro dollaro, avvicinandosi a 1,6000 GBP/USD.
JPY – Fitch ha rivisto da stabile a negativo l’outlook del Giappone. Lo yen, che in settimana si era rafforzato portando il cambio da 82 a 80 USD/JPY, è sceso un po’ sulla notizia. Ma affinché si osservi un calo consistente dello yen, con superamento verso l’alto di quota 82 USD/JPY, sarebbe necessario che i dati USA della prossima settimana fornissero segnali positivi.
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