I mercati valutari

L’esito del FOMC non dovrebbe complessivamente penalizzare il dollaro. Sostanziale assenza di spunti direzionali per l’euro (ancora range 1,30-1,35 EUR/USD). La sterlina potrebbe consolidare se i dati usciranno positivi come da attese, ma lo spazio verso l’alto è molto limitato: sui dati, infatti, pesano rischi verso il basso. Dal Tankan atteso negativo lo yen che potrebbe ricevere la spinta per scendere di un gradino, con traslazione del range in essere da 82-83 a 84-85 USD/JPY…..


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– CNY – Dati positivi dall’economia cinese e contestuale ulteriore aumento del coefficiente di riserva delle banche dovrebbero produrre effetti complessivamente favorevoli sul dollaro.
– Parte del deprezzamento subito dal biglietto verde nella seconda parte dell’anno può essere, infatti, attribuita all’incertezza sulla performance dell’economia cinese (e quindi globale) che ha tenuto banco sui mercati per qualche tempo.
– USD (cambio effettivo nominale) – L’appuntamento più importante della prossima settimana sarà il FOMC. Nonostante la Fed manterrà nelle parole e nei fatti una posizione di estrema prudenza rispetto alle prospettive della crescita USA, il dollaro non dovrebbe venirne danneggiato. Potrebbe in genere stabilizzarsi, senza scendere sotto i minimi di questa
settimana.
– Infatti, (1) il “prezzo” del QE2 è già stato abbastanza “pagato” dal biglietto verde, e (2) si è cominciato prendere la performance dell’economia USA come una sorta di indicatore dell’economia mondiale, per cui segnali non positivi dagli Stati Uniti inducono ad un atteggiamento più prudente anche le principali banche centrali, incluse quelle che in
controtendenza avevano già iniziato ad alzare i tassi.
– EUR – L’euro potrebbe cercare di rialzare la testa nei prossimi giorni, a patto che i dati area euro sorprendano in positivo. Ma dovrebbe trattarsi di un rafforzamento contenuto entro quota 1,35 EUR/USD. La configurazione di breve non è direzionale, ma sembrano ancora mancare dei temi in grado di far intraprendere un trend preciso al cambio.
– I rischi parrebbero essere ancora verso il basso, complice la questione dei periferici. All’Ecofin è stato dato via libera al piano di aiuti per l’Irlanda, ma restano ancora dei nodi da sciogliere e sui quali si tornerà a breve. A parte le preoccupazioni per Portogallo e Spagna, vi sono, infatti, ampi contrasti tra i Paesi dell’area in merito alla proposta di lanciare euro-bond di emissione sovranazionale così come a quella di aumentare il fondo comune di salvataggio dei Paesi in difficoltà. Quota 1,30 EUR/USD dovrebbe comunque fare ancora da pavimento.
– GBP – La sterlina potrebbe consolidare in prossimità dei massimi di questa settimana – area 1,58 GBP/USD – viste le aspettative complessivamente favorevoli sui dati in uscita. La configurazione tecnica porta a non escludere la possibilità di un avvicinamento a quota 1,60 GBP/USD.
– In realtà sui dati ci sono perlopiù rischi verso il basso. Quello che è incerto è se l’indebolimento della crescita inizi ad emergere dai dati già la prossima settimana o successivamente. Rialzi ulteriori della sterlina (sopra 1,60 GBP/USD e sotto 0,83 EUR/GBP) andrebbero quindi interpretati come occasioni per iniziare a prendere profitto.
– Potrebbe essere indicativo in tal senso il calo della sterlina britannica al termine dell’incontro BoE. Dal meeting non ci si attendeva alcuna novità, il bank rate e le condizioni dell’APF sono infatti rimasti invariati. Ma il mercato aveva cominciato a prezzare un rialzo dei tassi BoE a partire dal 1° trimestre 2011. Il nulla di fatto è stato così interpretato come una minor propensione della BoE ad alzare i tassi, piuttosto che come l’intenzione di aumentare lo stimolo monetario.
– JPY – Salvo sorprese, il peggioramento atteso dal Tankan la prossima settimana dovrebbe indebolire lo yen. Il cambio si è mantenuto nella parte alta del range 80-85 USD/JPY, ma non è ancora riuscito a sfondare quota 84. In questa fase è necessario che i dati mostrino inequivocabilmente un indebolimento della crescita affinché il range di oscillazione del cambio trasli da 82-83 ad almeno 84-85 USD/JPY.

10122010 a


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