Il rincaro del petrolio non è soltanto un effetto collaterale delle tensioni in Nord Africa e Medio Oriente, ma riflette anche cambiamenti nei fondamentali. I verbali della riunione del FOMC di gennaio mostrano maggiore ottimismo sullo scenario macroeconomico, ma non modificano le prospettive della politica monetaria……
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
– La coincidenza delle tensioni sul prezzo del petrolio con le rivolte popolari che stanno scuotendo Nord Africa e Medio Oriente potrebbe suggerire un’origine esclusivamente geopolitica per i recenti rincari. In realtà c’è molto di più: ai generici timori che i disordini possano compromettere i flussi di approvvigionamento, si sommano fattori legati al bilancio di domanda e offerta, e fattori finanziari e tecnici. Cominciando da questi ultimi, si noti che il rialzo delle medie mensili da novembre è stato molto più intenso sul Brent Crude (+15 dollari) che sul Light Crude (+4 dollari): infatti, mentre il secondo è stato depresso da problemi di deflusso del greggio dal punto di consegna di Cushing, l’ICE Brent è sostenuto dal declino nella produzione nel Mare del Nord, da problemi tecnici e fermi per manutenzione. Inoltre, il Brent ha beneficiato di un incremento di flussi finanziari maggiore rispetto al Light Crude. Ma non va sottovalutato neppure il fattore domanda: oltre a un inverno rigido, l’espansione economica più robusta del previsto ha portato a revisioni al rialzo delle stime di crescita della domanda (che, per inciso, anche quest’anno arriverà quasi esclusivamente dai paesi non- OCSE), e ad aspettative di calo degli stoccaggi per compensare l’insufficiente incremento dell’offerta. Per questo motivo, non si può affermare né che le quotazioni attuali siano irragionevolmente elevate, né che i rincari siano del tutto effimeri.
– I verbali della riunione del FOMC di gennaio mostrano un modesto aumento di ottimismo sullo scenario macroeconomico, ma non modificano le prospettive della politica monetaria. Le proiezioni macroeconomiche per il PIL a fine 2011 vedono un miglioramento rispetto a novembre (intervallo centrale fra 3,4 e 3,9% da 3,0-3,6%). Nei due anni successivi, la crescita attesa è circa in linea con le proiezioni di novembre e vicina al 4%. Non ci sono variazioni di rilievo sul tasso di disoccupazione, atteso fra l’8,8% e il 9% a fine 2011, fra il 7,6% e l’8,1% nel 2012 e fra il 6,8% e il 7,2% nel 2013. Il tasso di disoccupazione di lungo termine rimane sui livelli di novembre (5-6%), in rialzo rispetto a quanto indicato fino a metà 2010. Anche l’inflazione è poco variata, con proiezioni per il deflatore core fra l’1% e l’1,3% a/a a fine 2011, fra l’1% e l’1,5% nel 2012 e fra l’1,2% e il 2% nel 2013. La maggioranza dei membri del Comitato vedono rischi bilanciati sulla crescita. Sull’inflazione c’è divergenza di opinioni sui rischi, con alcuni membri preoccupati del trasferimento dei rialzi dei prezzi delle commodities e del possibile “disancoraggio” delle aspettative di fronte alla stance super accomodante della politica monetaria. Altri invece ritengono ancora centrale l’ampio ammontare di risorse inutilizzate. Per quanto riguarda la strategia di politica monetaria, nonostante il voto unanime alla riunione, i verbali rivelano, come atteso, divergenza di opinioni sui benefici e i rischi del programma di acquisti di Treasuries. Alcuni restano incerti sugli effetti del programma, ma ritengono rischioso modificarlo ora. In generale, si ribadisce l’impegno a rivedere il programma alla luce dei dati congiunturali. Su questo punto, alcuni hanno indicato che un eventuale ulteriore miglioramento ciclico potrebbe richiedere una riconsiderazione degli acquisti, altri invece ritengono improbabili miglioramenti tali da determinare aggiustamenti del programma prima del suo completamento. In sostanza i verbali confermano la distribuzione di opinioni già emersa con i discorsi e non modificano la previsione di mantenimento della politica monetaria attuale, con la conclusione del programma di acquisti. Il dibattito si farà più acceso nella parte centrale dell’anno quando potrebbe essere ridiscussa la politica di reinvestimento dei rimborsi e delle scadenze. Per ora non ci sono indicazioni di svolta su nessuna dimensione della politica monetaria: questo scenario rimarrà invariato fino a quando il FOMC resterà concentrato sul livello del tasso di disoccupazione.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




