Il Punto: la BCE non ritiene superata la fase di emergenza

Le dichiarazioni di Trichet alla conferenza stampa di giovedì 10 evidenziano che la BCE non ritiene superata la fase di emergenza e che si è rassegnata a sospendere la rimozione delle misure straordinarie intrapresa a….


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dicembre scorso.

La BCE ha annunciato altre tre operazioni di rifinanziamento a tre mesi ad assegnazione piena e a tasso fisso (il 28 luglio, il 25 agosto e il 29 settembre), che di fatto ritarda a fine anno la data in cui la BCE potrebbe riappropriarsi della gestione della liquidità. Si noti che in questo modo la BCE sta garantendo al sistema un approvvigionamento illimitato di fondi non solo sulle scadenze settimanali e mensili, ma anche su quelle trimestrali. Si ricorda che nel comunicato di marzo scorso la BCE aveva garantito la persistenza della piena allocazione soltanto fino a metà ottobre. Trichet ha giustificato le scelte della BCE sulle aste ed ancora una volta sull’acquisto di titoli governativi come cruciali per garantire la corretta trasmissione dell’impulso di politica monetaria su tutte le scadenze. Più volte interrogato sul Securities Market Program, Trichet si è rifiutato di specificare il perché il sentiero di acquisti ha rallentato nelle ultime due settimane. Riguardo alle operazioni di sterilizzazione, Trichet ha dichiarato che, al momento, la BCE non pensa di emettere certificati di deposito a tre mesi.

A sostegno del fatto che la gestione ampiamente accomodante della liquidità non è in contrasto con l’obiettivo di stabilità dei prezzi, la BCE ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il biennio in corso e solo marginalmente al rialzo le stime d’inflazione. Le ipotesi di fondo sono un petrolio a 80 dollari e un cambio a 1,30 nel 2010 ed in calo all’1,26 nel 2011. Il netto miglioramento della domanda mondiale giustifica un ritocco verso l’alto alla crescita 2010, e in particolare alla stima per i mesi primaverili. Il punto centrale della stima intervallare per l’incremento del PIL nel 2010 sale all’1,0%, dallo 0,8% di marzo. L’elevato grado d’incertezza che continua a permeare la dinamica dei mercati suggerisce cautela alla BCE: la stima 2011 è stata difatti rivista verso il basso all’1,2% da un precedente 1,5%. Sulla previsione incide la restrizione fiscale che controbilancia l’impatto del cambio.

Le stime d’inflazione sono state riviste al rialzo all’1,3% da un precedente 1,2% nel 2010 e all’1,6 da un precedente 1,5% nel 2011. La revisione sconta maggiori pressioni dai prezzi in euro delle commodities, ma pressioni domestiche ancora contenute. Il solo rischio per la dinamica sottostante dei prezzi al consumo nel medio termine deriva da rialzi dei prezzi amministrati e della tassazione indiretta, data la stretta di politica fiscale prevista nel 2011.

L’enfasi su questo punto e sull’assenza di pressioni dal canale monetario suggeriscono che il quadro d’inflazione non rappresenta a oggi un elemento di ostacolo al proseguimento di una politica monetaria più che accomodante anche il prossimo anno.

In linea di principio la BCE, pur sospendendo l’uscita dalle misure straordinarie, ha mantenuto in essere un impianto che consentirebbe di riprendere il controllo della gestione della liquidità già da fine anno, ma è evidente che il corso della politica monetaria rimane fortemente condizionato dai tempi di stabilizzazione del mercato dei titoli di stato e dal livello di stress dei mercati interbancari. Nello scenario centrale di lenta normalizzazione, le misure straordinarie sarebbero sospese nei primi mesi del 2011 e i tassi ufficiali potrebbero salire dal 2° trimestre del 2011; tuttavia, non è ragionevole escludere che la BCE possa trovarsi costretta a mantenere la piena allocazione anche oltre fine anno.


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