La querelle a Karlsruhe, durata ben due giorni, conferma che la Bundesbank, isolata in consiglio, non ha ancora rinunciato a boicottare le “scelte indipendenti” della BCE. L’Alta Corte tedesca si pronuncerà a settembre, ma difetta di competenza. I dati di produzione industriale area euro di aprile suggeriscono una stabilizzazione del PIL nel 3° trimestre 2013, dopo sei trimestri di contrazione. Tuttavia, gli indici di fiducia a maggio indicavano ancora un calo del PIL. Si attendono nuove indicazioni questa settimana con lo ZEW e i PMI. BoJ: aggiustamenti operativi e flessibilità, prima di introdurre nuove misure….
Il parossismo è di casa in Germania di questi tempi e il dibattito durato ben 17 ore a Karlsruhe sulle scelte di politica monetaria della BCE ne è chiara manifestazione. Il Presidente della Bundesbank Weidmann che, com’è noto, ha votato contro l’annuncio delle OMTs a settembre scorso, ha ora chiesto che le azioni della BCE vengano limitate, in quanto rischierebbero di compromettere la stabilità della Banca centrale e violerebbero il Trattato di Maastricht. È evidente che il capo d’accusa non sussiste perché gli acquisti, strumento di politica monetaria, se mai saranno attivati, saranno effettuati sul mercato secondario, su un tratto limitato della curva e saranno soggetti a stretta condizionalità. Il dibattito conferma il persistente dissenso della Bundesbank, un dissenso che in questa circostanza sta assumendo i contorni di un attacco donchisciottesco ai mulini a vento. La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi entro la fine di settembre, ragionevolmente dopo le elezioni del 22 giugno. Ma la competenza del tribunale tedesco è difficile da sostenere: soltanto la Corte Europea di Giustizia potrebbe valutare se la BCE ha superato i limiti dello Statuto. Pensiamo che la querelle possa ledere più la credibilità della Bundesbank e del suo presidente che non quella della BCE.
La produzione industriale nell’area euro ad aprile è cresciuta per il 3° mese consecutivo lasciando la dinamica trimestrale in rotta per un +1,0% a giugno dopo +0,1%t/t a marzo. L’industria offrirà un contributo positivo alla crescita del PIL nell’area euro nei mesi primaverili di 0,3%. Tuttavia, per il momento, manteniamo una previsione di stagnazione del PIL nell’area euro in primavera, dopo il calo di 0,2% t/t di inizio anno. Gli indici di fiducia e, in particolare il PMI composito, rimangono su livelli coerenti ancora con un calo del PIL nel 2° trimestre, in parte dato l’usuale ritardo nei servizi.
Va inoltre notato che non può escludersi che il forte recupero di produzione tra marzo e aprile, confinato al comparto dei beni capitali francesi e tedeschi, sia legato a una inusuale concentrazione di ordinativi di grosso valore unitario, più che ad una genuina e diffusa ripresa in tutta l’area euro.
Si attendono conferme della svolta del manifatturiero questa settimana con gli indici PMI di giugno.
La riunione della BoJ si è conclusa senza novità. La Banca centrale ha deluso le aspettative di modifica della durata delle operazioni di rifinanziamento e ha mantenuto invariate le misure di stimolo: 1) base monetaria in aumento di 60-70 tln di yen all’anno, 2) acquisti di JGB per circa 50 tln di yen all’anno con scadenza media di 7 anni, 3) acquisti di ETF e di J-REITs per incrementi di 1 tln e 30 mld di yen all’anno, rispettivamente, 4) acquisti di carta commerciale e corporate bonds in modo da detenere 2,2 tln e 3,3 tln di yen rispettivamente a fine 2013, con l’obiettivo di mantenere stabile tale livello successivamente. La valutazione dell’economia migliora. Per quanto riguarda lo scenario, la Banca centrale prevede una ripresa moderata, pur in presenza di ampia incertezza; sull’inflazione, la previsione è di graduale ritorno in territorio positivo. I verbali della riunione di maggio mostrano un consenso sul fatto che il massiccio programma di acquisti contribuisca a contenere il rialzo dei rendimenti dei JGB. All’interno del Board è condivisa anche l’opinione secondo cui il rialzo dei rendimenti è in parte dovuto al rialzo del mercato azionario e all’indebolimento dello yen, oltre che alla svolta sui rendimenti in altri paesi. In termini operativi, molti ritengono appropriato condurre le operazioni in modo flessibile. I verbali, riportando un ampio dibattito sulle cause della volatilità recente, non danno però dettagli sulla strategia della Banca centrale per limitare le fluttuazioni, a parte il riferimento alla “flessibilità” delle operazioni.
Come si è visto alla riunione dell’11 giugno, per ora la Banca centrale intende provare a calibrare gli acquisti (maggiore frequenza, maggiore distribuzione su tutti i tratti della curva) prima di introdurre eventuali nuove misure.
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