Dati USA: la prossima settimana la Fed completerà la “raccolta punti” di dati macro e si preparerà a dare il via alla riduzione degli acquisti a settembre….
– I mercati restano dominati dall’incertezza sulla politica monetaria della Fed. I verbali della riunione del FOMC di luglio non hanno dato informazioni nuove a questo riguardo: il fattore determinante per le decisioni di settembre restano gli sviluppi macroeconomici. Questa, e non altre considerazioni, resta la chiave di volta per prevedere il sentiero degli acquisti. Il punto è stato sottolineato da diversi interventi di esponenti della Fed nell’ultima settimana. In occasione del simposio di Jackson Hole, diversi rappresentanti di Banche centrali di paesi emergenti hanno sottolineato che le prospettive della politica monetaria americana stanno generando fluttuazioni pericolose su altri mercati e invitato la Fed a tenere conto delle implicazioni della politica USA sul resto dell’economia mondiale. Su questa linea si sono aggregate le voci di esponenti cinesi, del Governatore della Banca del Messico e anche di Lagarde. Al contrario, il Vice-Governatore della Banca centrale del Brasile ha indicato che una normalizzazione della politica monetaria americana, dopo un periodo di aggiustamento iniziale, sarebbe un fatto positivo che permetterebbe di ridurre finalmente i problemi di controllo degli afflussi di capitale con cui i paesi emergenti si sono scontrati negli ultimi anni.
Dalla Fed, un coro unanime di risposte ha ribadito che la politica monetaria americana deve reagire alle condizioni domestiche e non può farsi carico dei problemi di altre aree. Lockhart (Atlanta Fed), Bullard (St Louis Fed), Williamson (San Francisco Fed) hanno affermato che gli altri paesi hanno le loro politiche monetarie e che la Fed ha un mandato chiaro da parte del Congresso, determinato esclusivamente dall’interesse dell’economia americana.
– Quindi, il cerchio si chiude e si torna agli sviluppi macroeconomici americani. Quali informazioni sono arrivate dai dati congiunturali recenti? Fra le scarse informazioni emerse dal FOMC per prevedere il destino degli acquisti, la principale è che se gli sviluppi macroeconomici sono coerenti con il quadro macro delineato a giugno, gli acquisti possono essere ridotti “più tardi quest’anno” (“later this year”). Alla riunione di fine luglio, “quasi tutti i partecipanti” al FOMC condividevano il piano delineato a giugno, secondo cui gli acquisti potranno essere ridotti più tardi quest’anno e terminare quando il tasso di disoccupazione sarà “nelle vicinanze del 7%” (“in the vicinity of 7%”), più o meno a metà 2014. Pertanto, l’opinione condivisa era che i dati usciti fino a fine luglio erano in linea con le previsioni formulate il 20 giugno.
– Da fine luglio in poi i dati non hanno modificato il quadro, a nostro avviso. Il mercato del lavoro, principale focus della Fed, si mantiene sul sentiero di graduale miglioramento. A luglio la variazione degli occupati rilevata con l’indagine presso le imprese ha rallentato modestamente rispetto ai mesi precedenti (162mila rispetto a 187mila dei 3 mesi precedenti), ma la variazione media rilevata dall’indagine presso le famiglie negli ultimi 3 mesi è pari a 235mila. Il tasso di disoccupazione è sceso di 2 decimi e la disoccupazione allargata è tornata a calare dopo un temporaneo rialzo a giugno. Inoltre, l’indagine del Conference Board presso i consumatori ad agosto è coerente con un ulteriore calo del tasso di disoccupazione. Le indagini di settore restano chiaramente in territorio espansivo e di sicuro la Fed non darà
molto peso al dato debole di ordini di beni durevoli di luglio. Sul fronte crescita, la revisione del PIL del 2° trimestre ridimensiona la delusione vista con la stima advance e conferma una crescita al di sopra del 2% nel 1° semestre. Infine, per quanto riguarda il settore delle costruzioni, il rallentamento del ritmo di vendita delle case e di apertura dei cantieri rimane a nostro avviso più il risultato di lentezza nell’adeguamento dell’offerta a un forte e duraturo aumento della domanda che non un segnale di svolta negativa del settore immobiliare.
– I dati della prossima settimana saranno importanti e concluderanno la raccolta di informazioni pre-FOMC: ISM, employment report, spesa in costruzioni, vendite di autoveicoli dovrebbero essere in linea con quanto visto finora e dare conferme allo scenario di espansione moderata delineato dalla Fed. Per questo manteniamo la previsione di un annuncio dell’inizio della riduzione degli acquisti alla riunione di settembre.
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