Il Punto: La stima del CBO degli effetti dell’accordo della settimana scorsa per il budget 2011 mostra tagli irrisori rispetto allo scenario base

Ora si aprono i giochi per la questione relativa al limite legale del debito. Il limite dovrebbe essere raggiunto entro il 16 maggio……..


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Il CBO ha pubblicato una stima degli effetti sul deficit dell’accordo siglato la settimana scorsa per il budget dell’anno fiscale 2011. Si potrebbe intitolare “Molto rumore per nulla”. Infatti, nelle stime del CBO i 38,5 miliardi di tagli pubblicizzati dall’accordo diventano in realtà una riduzione di spesa di solo 352 milioni di dollari. Aggiungendo poi gli interventi per la spesa militare di emergenza in Afghanistan e Iraq, 8 miliardi di dollari, la spesa per l’anno fiscale sarebbe effettivamente più elevata di 3,3 miliardi di dollari rispetto ai livelli correnti. Il motivo per cui gran parte dei tagli annunciati non avrebbero effetti di cassa è che prima di tutto si applicano solo su 6 mesi anziché su tutto l’anno fiscale, inoltre riguardano voci che non possono essere tagliate immediatamente, ma solo gradualmente. Una parte dei tagli negoziati avrebbe effetti nel medio termine.

La prima implicazione delle stime del CBO è che l’effetto restrittivo delle misure sulla crescita dei prossimi trimestri sarebbe marginale. La seconda è che l’ala conservatrice del Partito Repubblicano è contraria all’accordo: 28 rappresentanti repubblicani alla Camera hanno votato contro l’accordo. Aumenterà così la pressione per una posizione intransigente nei negoziati che inizieranno a breve per affrontare il problema del limite legale del debito. Lo scontro sarà anche più aspro di quello relativo al budget 2011. In una lettera al Congresso il 4 aprile il segretario del Tesoro Geithner ha detto che entro il 16 maggio il debito federale raggiungerà il limite legale di 14,29 trilioni di dollari. La proiezione è basata su stime delle imposte sul reddito che verranno pagate entro il 18 aprile, oltre che sugli altri flussi di cassa. Il Tesoro, una volta raggiunto il limite legale, non potrà più emettere debito, ma almeno temporaneamente potrà continuare a far fronte ai pagamenti dovuti attraverso misure straordinarie che erano già state adottate nella crisi del debito del 1995 . Il Tesoro stima che tali misure possano mantenere solvibile il governo federale al massimo per 8 settimane, al più tardi fino all’8 luglio.

Il 5 aprile, P. Ryan, Presidente della Commissione Bilancio della Camera, ha presentato la proposta repubblicana per il budget 2012 che include un programma di tagli di spesa draconiani per il prossimo decennio. Nel 2012, il deficit verrebbe ridotto a 995 miliardi di dollari (dall’attuale stima di 1,4 trilioni). Nel decennio la spesa verrebbe ridotta di 6 trilioni di dollari, attraverso una trasformazione del programma Medicare in un sistema di assicurazione sanitaria privato con sussidi finanziati dal Governo; una riforma del programma Medicaid. Dal lato delle entrate, l’aliquota massima delle imposte sul reddito di individui e imprese verrebbe ridotte al 25%.

Il 13 aprile, il presidente Obama ha proposto un piano di rientro del deficit federale entro 12 anni per circa 4 trilioni di dollari, includendo un mix di riduzione della spesa e di aumento delle imposte. Anche il piano del Presidente, come quello dei Repubblicani, include una riforma tributaria che eliminerebbe molte deduzioni e semplificherebbe la tassazione, tuttavia una parte dell’aumento di gettito previsto proverrebbe anche da incrementi di aliquote sui redditi alti. Su 4 trilioni di correzione attesa, circa mille miliardi verrebbero dal lato delle entrate. I restanti 3 mila miliardi sarebbero ottenuti attraverso tagli della spesa, ma non modificherebbero i programmi previdenziali (invariati anche nel programma repubblicano) e sanitari (rivoluzionati invece nel piano presentato da Ryan). Il Presidente ha esortato Repubblicani e Democratici a iniziare i negoziati con la mediazione del vice-presidente Biden a inizio maggio. La proposta Obama è la base di partenza dei Democratici per affrontare il conflitto sull’aumento del limite legale del debito. I Repubblicani mantengono la posizione intransigente annunciata con il piano di rientro del deficit: per risolvere le differenze, non dovranno esserci rialzi di imposte. Le stime “deludenti” degli effetti dell’accordo per il budget 2011 aumentano la probabilità di una battaglia prolungata sul limite legale del debito.


Fonte: Intesa San Paolo Spa


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