Le elezioni di domenica in Catalogna potrebbero far crescere i dubbi sul processo di risanamento della Spagna, nel caso in cui gli autonomisti del CiU dovessero ottenere la maggioranza assoluta – un evento, però, che sulla base dei sondaggi recenti sembra poco probabile. Nuova riunione dell’Eurogruppo sulla Grecia: l’intenzione di arrivare a una soluzione sembra essere presente, e appare già scontata dai mercati……..
Anche per questo motivo, è importante che la decisione questa volta sia presa davvero.
Le elezioni di domenica in Catalogna sono un appuntamento importante per la Spagna: l’esito determinerà le sorti della spinta all’autodeterminazione nella regione più popolosa in Spagna. La crisi economica ha alimentato le spinte indipendentiste e portato a dimostrazioni di massa, dopo che lo scorso 11 settembre sono falliti i negoziati tra Arturo Mas e il premier Rajoy per una maggiore indipendenza fiscale. La mozione indipendentista gode di un sostegno tutt’altro che marginale: stando a un sondaggio apparso su El País lo scorso 17 novembre, il 46% dei Catalani è a favore dell’indipendenza della Regione, mentre il 42% preferirebbe rimanere legato al Governo di Madrid. I risultati dei sondaggi, però, variano se agli intervistati è prospettata un’uscita dall’Unione Europea: in tal caso le preferenze per lo status quo salgono al 50% e diventano maggioritarie. I partiti che corrono a queste elezioni presentano tre modelli di Stato differenti. Il partito in carica Convergència i Unió (CiU) è a favore di una Catalogna del tutto indipendente da Madrid, ma all’interno dell’Unione Europea. In realtà non è affatto scontato che in caso di una secessione, pacifica, la Regione possa rimanere all’interno dell’Unione Europea.
Il PSC, che ha governato la Regione tra il 2003 e il 2010, propone uno Stato federale che resti tuttavia dipendente da Madrid per la difesa. Il PP propone di mantenere lo status quo. Il rischio che la spinta indipendentista sfoci in un referendum per la secessione è legato alla dimensione della maggioranza che la CiU otterrà questa domenica, dal momento che Arturo Mas ha dichiarato che convocherebbe un referendum solo nel caso in cui i consensi dovessero superare significativamente il 51%. Su questo punto, i sondaggi sono moderatamente rassicuranti.
Secondo un’inchiesta di Metroscopia per El País, Mas non otterrà alle lezioni di domenica la maggioranza assoluta, e manterrà lo stesso numero di seggi del 2010 (62). Il PP si posizionerebbe al secondo posto con 19 seggi (13,2% delle preferenze) guadagnando 11 seggi rispetto al turno del 2010, a scapito del PSC. Nell’ipotesi che il CiU ottenga un successo di maggiori proporzioni, l’eventuale proposta di referendum potrebbe ancora arenarsi su una sentenza di incostituzionalità, come accaduto a un’analoga iniziativa dei Paesi Baschi nel 2008.
Lunedì 26 l’Eurogruppo torna a discutere del piano di sostegno alla Grecia, dopo che la riunione di lunedì 20 si è conclusa senza un accordo finale. Secondo il portavoce dell’Eurogruppo, la mancata decisione non sarebbe dovuta a divergenze politiche sostanziali, ma soltanto alla necessità di approfondire “dettagli tecnici”; i mercati ritengono che ci sia l’intenzione di evitare un disastro, e sembrano credere che una soluzione sarà trovata. La copertura del fabbisogno finanziario e la strategia per rendere il debito meno insostenibile saranno basate su un mix di interventi.
Esclusa per ora la riduzione del valore nominale dei crediti, la ricetta includerà il riutilizzo dei profitti dell’Eurosistema sul portafoglio di titoli greci, la riduzione degli interessi sul debito, un programma di buyback e un allungamento delle scadenze. Assumendo eroicamente che gli obiettivi fiscali vengano conseguiti e che l’economia vada come previsto nello scenario di riferimento, ciò abbatterebbe il debito pubblico greco al 124% nel 2020. Non va escluso che la decisione preveda misure scaglionate nel tempo, e che la strategia sia nuovamente riconsiderata dopo le elezioni tedesche del prossimo anno.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




