Il Punto sui mercati: A tenere banco nell’ultima ottava è stata la riunione della BCE

A tenere banco nell’ultima ottava è stata la riunione della BCE, chiamata a pronunciarsi sui tassi e sulle prossime mosse di politica monetaria. L’approccio meno aggressivo del previsto del Presidente Draghi ha fornito pochi spunti operativi…

sul fronte valutario, dopo la conferma della forward guidance sui tassi, che resteranno su livelli accomodanti per il lungo periodo sospinti da un’infl  azione sotto controllo e data in graduale crescita su livelli inferiori  ma prossimi al 2%, e il venir meno di pericoli defl  attivi, perlomeno nel breve-medio termine.
In particolare, la stima per gennaio dell’infl  azione europea è stata comunicata allo 0,7% a/a, in calo dallo 0,8% di dicembre, confermando la presenza di pressioni al ribasso sui prezzi anche se, l’ultima rilevazione ha risentito del declino dei prezzi energetici. Se da un lato la FED è ormai avviata nel processo di progressiva riduzione degli stimoli quantitativi, quello che invece molti operatori si attendono da tempo dalla BCE è il varo di un nuovo LTRO, dal momento che la quota di rimborsi dei due programmi precedenti si è notevolmente accentuata nell’ultimi mesi. Nel medio termine, inoltre, la debolezza dell’economia si manterrà tale, in linea con le attuali previsioni e potrebbero essere messe al varo misure non convenzionali per incoraggiare la ripresa.
Sul fronte dei rendimenti, si è registrata una contrazione degli yields sulle curve ad alto rating, in particolare sulla parte a breve termine. Stabili invece i decennali, che segnano frazionali aumenti nell’ordine di 10-15 punti base. Sul fronte dei Periferici, si segnalano lievi cali lungo tutti i principali nodi della curva.: il decennale italico si mantiene stabilmente sotto soglia del 4%, al 3,68%, mentre il quinquennale è rilevato a quota 2,23%.
Lo spread di rendimento verso il Bund tedesco a 10 anni, risulta pari a 200 punti base, contro una precedente rilevazione di 217 bp. Le valute emergenti continuano a mantenersi molto volatili, sebbene abbiano abbandonato i massimi di periodo di qualche fi  gura, come il caso dell’Eur/Try. Stabile invece il cambio Eur/Usd, nonostante i dati macroeconomici non così confortanti giunti Oltreoceano.

Fonte: RBS

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