In Eurolandia tiene banco la contesa tra la Bundesbank e la BCE. Oggetto del contendere l’OMT (Outright Monetary Transaction), ovvero il primo storico atto di politica monetaria non convenzionale varato circa un anno e mezzo fa dalla BCE per allontanare la speculazione sui Periferici e ridare fi ato agli spread. In particolare, le divergenze di vedute tra Germania e BCE, hanno portato di fatto all’apertura di un contenzioso con la Corte Costituzionale Tedesca chiamata ad esprimersi entro ottobre prossimo sulla legittimità e soprattutto sulla portata dell’intervento…..
Il nodo è legato alla quantità massima di acquisti, dal momento che ad oggi l’OMT non prevede alcun vincolo mentre la Bundesbank ritiene che, così strutturato, il programma rappresenti un fi nanziamento diretto agli Stati, in contrasto con l’articolo 123 del Trattato. Questo spingerebbe infatti la BCE ad esporsi eccessivamente verso gli Stati e di rifl esso costringerebbe i contribuenti tedeschi a sostenere un maggior costo in caso di un’attivazione del programma di sostegno.
Di parere contrario sono sia il Presidente Draghi che il membro del direttivo Jorg Asmussen, chiamato a difendere presso la Corte Costituzionale Tedesca le decisioni della BCE, che invece dichiara legalmente ammissibile ed effi ciente il programma OMT che non rappresenta un fi nanziamento agli Stati, in quanto il salvagente targato BCE sarà azionato esclusivamente dopo un memorandum d’intenti e al rispetto di predeterminati vincoli. In un clima di attesa, che perdurava da diversi mesi sui mercati fi nanziari, la notizia dell’inizio delle consultazioni su uno degli strumenti sicuramente più importanti messi in campo dai policy maker europei, forse l’unico che è stato in grado di spegnere la speculazione sui Periferici, ha nuovamente riportato un certo nervosismo, soprattutto sul comparto dei Titoli di Stato.
Sul fronte dei rendimenti il saldo bisettimanale vede un generalizzato aumento degli yield, in misura più marcata dal lato delle curve low-yield. Tra queste non fa eccezione la curva tedesca, con il biennale che sale a quota 0,183% dai precedenti 0,012%, così come la scadenza quinquennale che cresce di 17 bp allo 0,621%. Il decennale infi ne viene rilevato all’1,588% rispetto all’1,44%. La curva italiana si mantiene invece piuttosto stabile sui livelli di due settimane fa, con i rendimenti del BTP decennale che si assestano al 3,97% (-11 bp).
Fonte: RBS
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




