Torna alta la tensione sul comparto obbligazionario europeo, in scia al generalizzato rialzo dei rendimenti che ha interessato le principali curve internazionali dopo che la FED ha annunciato per il 2014 lo stop al Quantitative Easing, alleggerendo progressivamente il piano di riacquisto dei Treasury. Se da un lato tali effetti strutturali hanno indebolito i…
prezzi dei Titoli di Stato, in Eurolandia il saldo è stato ancor più marcato. I timori di un nuovo default “ordinato” per la Grecia hanno nuovamente riacceso i fari sull’intero comparto dei Periferici. Indiscrezioni, infatti, hanno rilevato che il FMI sarebbe pronto a non versare la prossima tranche di aiuti al Paese ellenico. Tale decisione sarebbe stata presa dal momento che le banche centrali dell’Eurozona avrebbero rifiutato il rinnovo dei titoli greci che avevano in portafoglio. Pertanto non appare più così impensabile un nuovo default che potrebbe concretizzarsi sotto forma di una nuova ristrutturazione (haircut) oppure per tramite di un vero e proprio salvataggio. Guardando ai numeri, il saldo bisettimanale vede un marcato aumento dei rendimenti in seguito ad un generalizzato repricing del rischio. Lo spread BTP-Bund è salito fino a quota 292 punti base, con il rendimento del decennale italiano che è salito al 4,74% e quello del decennale tedesco che aggiorna i massimi di periodo a quota 1,824%.
Sul fronte tassi, come anticipato nelle settimane scorse, torna a muoversi al rialzo l’Euribor. Le attese di crescita del tasso di riferimento dell’interbancario, continuano a stimare un aumento più marcato nel tempo. Ne traggono così beneficio le obbligazioni a tasso variabile, che iniziano ad esprimere rendimenti potenziali maggiormente interessanti.
Sul fronte valutario, l’immediato apprezzamento del dollaro americano contro tutte le principali valute, ha contribuito ad aumentare considerevolmente la volatilità su un comparto già di per sé in fermento, soprattutto sul fronte delle divise emergenti. L’Eur/Usd si attesta a quota 1,3097, con il cambio Eur/GBP a quota 0,85. Volano i cross valutari delle high yield.
Fonte: RBS
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