Come previsto, la Banca d’Inghilterra ha mantenuto immutato il tasso di riferimento al minimo storico del 2% (anche Ian McCafferty ha modificato il suo voto da falco). Il CPM ha rivisto al ribasso le proiezioni sulla crescita, al…
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Analisi di : Swissquote
2,2% dal 2,5% per il 2016 e al 2,4% dal 2,7% per il 2017. Come previsto, il CPM ha anche tagliato le previsioni d’inflazione, allo 0,4% dallo 0,7% per il 2016 e all’1,2% dall’1,5% per il 2017, perché le pressioni sulle retribuzioni sono rimaste scarse e continuano a pesare i prezzi dell’energia. Inizialmente, sull’onda della decisione unanime di lasciare i tassi invariati, il mercato ha spinto al ribasso la sterlina. I commenti di Mark Carney, però, risultati meno accomodanti di quanto previsto dagli investitori, hanno contribuito a far rimbalzare la sterlina sui livelli precedenti all’annuncio. Nel complesso, sia i commenti sia le proiezioni riviste sono risultati in linea con le attese del mercato. A Tokyo, la coppia GBP/USD si è stabilizzata intorno a 1,4550, consolidando i guadagni, pari al 2,3%, di questa settimana.
Nelle prossime ore sarà pubblicato il tanto atteso rapporto sul lavoro negli USA. Dopo la cifra solida di dicembre (292 mila unità), si prevede che a gennaio l’economia americana abbia creato 190 mila posti di lavoro privati. Tuttavia, abbiamo la sensazione che il mercato dia sempre meno importanza ai dati sul mercato occupazionale, perché sembra che vi sia una sorta di scollamento fra le statistiche ottimiste riferite al mercato del lavoro e gli altri dati economici, che dipingono un quadro economico molto più cupo. Detto questo, siamo convinti che una ripresa solida della pressione sulle retribuzioni contribuirebbe sicuramente a spingere la domanda di USD. L’EUR/USD ha confermato la violazione della resistenza a 1,11 e al momento riprende fiato appena sotto 1,12, perché gli operatori attendono la pubblicazione del rapporto sul lavoro.
In Australia, la reazione dell’AUD agli ultimi sviluppi è stata tiepida, né il dato debole sulle vendite al dettaglio, né il comunicato aggressivo della RBA sembrano influenzare l’andamento dell’AUD/USD. Dopo essere lievitato di più del 2% da lunedì mattina, l’AUD si sta consolidando intorno a 0,7180 USD.
Per quanto riguarda il mercato azionario, in Asia i rendimenti sono stati contrastati, con il Nikkei giapponese in calo dell’1,32% e il più ampio indice Topix dell’1,43%. Nella Cina continentale, gli indici compositi di Shanghai e Shenzhen hanno limato le perdite, calando rispettivamente dello 0,63% e dell’1,15%. Le altre piazze asiatiche si sono mosse invece in territorio positivo, con l’STI di Singapore a +2,22%, l’indonesiano JCI a +2,60% e il Sensex indiano a +0,73%. In Europa, i future sui listini azionari sono grossomodo piatti.
Oggi gli operatori monitoreranno le riserve in valuta straniera in Svizzera; la produzione e gli ordini industriali in Svizzera; la produzione industriale in Norvegia; l’indice IBGE sull’inflazione in Brasile; la bilancia commerciale, il dato NFP, i tassi di disoccupazione e di partecipazione negli USA; il tasso di disoccupazione in Canada.
Fonte: BONDWorld.it
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