Intesa Sanpaolo – La stima flash mostra un’accelerazione dell’inflazione ancora ben al di sopra delle attese nel mese di novembre, da 4,1% a 4,9% a/a (0,5% m/m); si tratta di un nuovo massimo storico da quando esistono dati comparabili (1997).
Sulla variazione tendenziale, la componente energetica spiega direttamente poco più della metà dell’inflazione osservata. Da sottolineare è il rialzo dell’indice core BCE al netto di alimentari freschi ed energia, cresciuto al 2,6% a/a da 2,1% precedente, anche se l’aumento riflette effetti base favorevoli legati all’indice tedesco. Nel dettaglio, accelerano le due principali componenti dell’indice sottostante: i prezzi dei servizi passano al 2,7% a/a dal 2,1% precedente, mentre è più debole l’accelerazione dei beni manufatti (a 2,4% da 2% di ottobre). In prospettiva, l’impatto della nuova variante Omicron potrebbe intensificare i colli di bottiglia all’offerta e allungare i tempi della “normalizzazione” della produzione. Di conseguenza, l’inflazione core è attesa su livelli alti anche nel prossimo anno.
Lo spaccato per Paese mostra un nuovo aumento dell’inflazione armonizzata diffuso tra le quattro maggiori economie dell’area. L’indice ha toccato il massimo storico in Germania (a 6% a/a da 4,6%); l’inflazione accelera nuovamente in Francia (a 3,4% a/a da 3,2%), in Spagna e Italia (rispettivamente a 5,6% a/a e 4% a/a), sostenuta dai rincari dei prezzi dei beni energetici.
Riteniamo che il trend a partire da dicembre sarà discendente; effetti base causeranno un ribasso a gennaio 2022 ma il ritorno sotto la soglia del 2% è previsto solamente nel trimestre finale del prossimo anno. La forte salita dei prezzi alla produzione e delle aspettative sui prezzi di vendita anticipa il persistere di pressioni inflazionistiche a monte della catena produttiva: pensiamo che le strozzature all’offerta avranno un impatto ritardato sui prezzi dei beni manufatti, che toccherà il punto di massimo nei primi mesi del 2022 e che, secondo le nostre stime, contribuirà per 0,3 pp alla crescita dell’inflazione media annua. L’aumento del prezzo del gas naturale e il conseguente effetto di trascinamento sul petrolio manterranno la crescita dei listini energetici a due cifre nel primo semestre del 2022; la discesa che seguirà dal trimestre primaverile manterrà comunque i prezzi più elevati rispetto al 2020, a causa del basso livello degli stoccaggi.
In sintesi, l’indice generale dovrebbe toccare il 2,6% (rivisto al rialzo di un decimo rispetto alle previsioni di un mese fa) in media d’anno nel 2021, per rimanere ben oltre il 2% nel 2022.
Fonte: BondWorld.it
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