Intesa Sanpaolo – Green Bond Brief. Revisione strategica BCE: il cambiamento climatico nella conduzione della politica monetaria
Federica Migliardi. economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo
Gli esiti della revisione strategica, pubblicati l’8 luglio scorso, evidenziano la centralità conferita dalla BCE alla sostenibilità ambientale e l’impegno ad integrare il cambiamento climatico nel quadro di politica monetaria. L’importanza di favorire una transizione ”ordinata” verso economie ad impatto climatico zero riflette sia una priorità dell’Unione Europea sia una condizione per il raggiungimento della stabilità dei prezzi, obiettivo primario della BCE. Numerosi discorsi dei membri del consiglio direttivo negli ultimi mesi hanno infatti sottolineato che le conseguenze del surriscaldamento ambientale non possono più essere trascurate dal momento che inondazioni, alluvioni ed altri eventi climatici estremi sempre più frequenti provocano danni fisici, incidono sull’economia reale ed ostacolano la trasmissione della politica monetaria.
Il piano adottato dalla revisione strategica integra alcune misure già intraprese dalla BCE volte a favorire la sostenibilità ambientale come l’ammissibilità, a partire dal 1 gennaio 2021, di titoli aventi cedole legate alle performance rispetto a uno o più obiettivi di sostenibilità (sustainability-linked bond) a garanzia nelle operazioni di rifinanziamento con l’Eurosistema. Inoltre, a febbraio 2021, la BCE ha annunciato che è stato raggiunto un accordo a livello di Eurosistema sull’importanza della divulgazione e della comprensione dei rischi climatici e che entro due anni verranno rese pubbliche informazioni su base annuale riguardo alle emissioni gassose ed altri parametri di sostenibilità legati alle attività presenti nei portafogli di politica non monetaria denominati in euro.
Il programma di implementazione del cambiamento climatico è articolato secondo fasi e tempistiche i cui dettagli sono presenti nell’allegato al comunicato stampa (Detailed roadmap of climate change-related actions) e si articola in due aree. Da un lato, la BCE si pone l’obiettivo di adeguare gli strumenti analitici per una corretta valutazione e comprensione dei rischi climatici migliorando i modelli previsionali e macroeconomici ed introducendo indicatori statistici che quantifichino l’esposizione degli istituti finanziari ai rischi climatici ed il loro impatto ambientale (misurato in termini di emissioni gassose o altri parametri). Successivamente, gli strumenti di politica monetaria verranno adeguati in modo da incorporare il nuovo piano analitico integrato.
La BCE ha già avviato uno studio per quantificare l’impatto del cambiamento climatico sul sistema finanziario e sull’economia che include uno stress test per verificare la resilienza delle banche dell’area euro a diversi ipotesi di scenario di transizione climatica. Il primo stress test pilota sul bilancio dell’Eurosistema è pianificato per il 2022. La BCE ha inoltre pubblicato una guida sulle modalità di gestione dei rischi climatici da parte degli istituti di credito ( Guide on climate-related and environmental risks). Lagarde, in occasione di un intervento ufficiale1, ha sottolineato che solo il 20% delle banche valuta in modo sistematico i rischi climatici mentre il 90% lo effettua in maniera parziale ed incompleta o non lo effettua affatto.
I criteri di ammissibilità dei titoli a garanzia nelle operazioni di credito dell’Eurosistema e di allocazione degli acquisti CSPP verranno modificati al fine di integrare i rischi climatici e di ridurre l’attuale esposizione del bilancio della BCE verso settori ed emittenti ad alta intensità di emissioni.
La decisione di modifica dei criteri di eleggibilità sugli acquisti BCE avviene dopo un lungo dibattito tra i membri riguardo al superamento del principio di neutralità di mercato.
Diverse metodologie possono essere implementate per allineare il portafoglio di titoli corporate detenuti dalla BCE ai principi di sostenibilità ambientale, come dichiarato da Schnabel2. Un approccio prevedrebbe l’esclusione totale dagli acquisti di settori ad elevato tasso di inquinamento (criteri di screening negativo). Tuttavia, l’inconveniente di questo è che ridurrebbe l’incentivo delle aziende inquinanti a diminuire le emissioni di gas serra. Un approccio alternativo (“tilting strategy”) prevede invece un ribilanciamento graduale degli acquisti in coerenza con un progressivo allineamento ai principi di sostenibilità e che terrebbe conto dei progressi degli emittenti nel ridurre l’impatto ambientale. Questo approccio avrebbe come elemento di criticità eventuali mispricing che potrebbero derivare dagli acquisti effettuati in un contesto di bassa liquidità del mercato, ancora in via di sviluppo. La BCE pubblicherà informazioni sul portafoglio CSPP per quanto riguarda parametri di sostenibilità ambientale a partire dal 2023.
Fonte: BondWorld.it
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