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Intesa Sanpaolo : Italia: fiducia delle imprese in rialzo a gennaio

Intesa Sanpaolo – A gennaio l’indice composito IESI di fiducia delle imprese è cresciuto per il terzo mese attestandosi a 109,1 da un precedente 107,9, ritornando sui massimi dallo scorso agosto.

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Il miglioramento risulta diffuso a manifattura, servizi e costruzioni mentre è calato nel commercio al dettaglio. Tra i consumatori invece il morale è sceso a 100,9 da 102,5 di dicembre ma rimane al di sopra dei livelli medi del 2° semestre dello scorso anno.

Il calo della fiducia dei nuclei famigliari è superiore alle nostre attese (già più pessimiste rispetto al consenso) ma non è particolarmente sorprendente dopo che l’indice era salito molto a dicembre. Inoltre, il dato probabilmente riflette la reintroduzione delle accise sui carburanti nonché gli aumenti per tabacchi e trasporti come sembrano suggerire anche le opinioni delle famiglie sui prezzi correnti che salgono sui massimi dai primi anni ’80. Tuttavia, le aspettative d’inflazione confermano la tendenza al ribasso dei mesi scorsi, in territorio negativo per il secondo mese e sui minimi da marzo 2021. In peggioramento anche le valutazioni sulla situazione personale e nazionale anche se gli indici restano superiori ai livelli dello scorso novembre mentre calano per il terzo mese le preoccupazioni circa la disoccupazione (su un minimo da dicembre 2021) confermando la tenuta, almeno per il momento, del mercato del lavoro.

La fiducia manifatturiera è invece tornata a salire dopo l’inatteso calo registrato a fine 2022 portandosi a 102,7 da 101,5, un massimo dallo scorso agosto. Sono stati ordini e produzione a guidare i progressi, tuttavia gli indici relativi restano in territorio negativo confermando come l’industria sia ancora in contrazione. In miglioramento anche le prospettive per l’economia mentre sono calate per il quarto mese le intenzioni sui prezzi di vendita. In crescita anche il morale nei servizi (104,2 da 102,4) e nelle costruzioni (158,8 da 156,6) mentre è calato nel commercio al dettaglio (110,3 da 112,4).

Dopo aver toccato un minimo in ottobre le indagini sembrano essere entrate in una fase di recupero ma restano su livelli coerenti con un’attività economica ancora debole a inizio 2023. Il PIL dovrebbe aver subito una contrazione complessivamente contenuta nel 4° trimestre del 2022 mentre i rischi al ribasso sul 1° trimestre del 2023 si stanno ridimensionando grazie anche al calo dei prezzi energetici. La recessione attesa a cavallo d’anno potrebbe quindi risultare più lieve del previsto ma continuano a sussistere dei fattori di rischio per l’economia nei trimestri successivi.

Ci aspettiamo che l’inflazione rallenti nei prossimi mesi ma prezzi elevati dovrebbero comunque continuare a pesare sulla domanda interna, la restrizione monetaria contribuirà a frenare l’attività economica mentre il tema della sicurezza energetica rappresenterà ancora una rilevante fonte d’incertezza.

Dopo la robusta ripresa registrata nel biennio 2021-22 prevediamo un rallentamento della crescita del PIL nel 2023 allo 0,6%.

Fonte: BondWorld.it


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