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Intesa Sanpaolo : Italia: scende ancora l’inflazione, trainata dall’energia

Intesa Sanpaolo – In Italia, l’inflazione è scesa più delle attese a 6,4% a/a da 7,6% sull’indice nazionale e a 6,7% da 8% sull’armonizzato a giugno.

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In Italia, l’inflazione è scesa più delle attese a 6,4% a/a da 7,6% sull’indice nazionale e a 6,7% da 8% sull’armonizzato a giugno. Nel mese i prezzi sono risultati stagnanti sul CPI e cresciuti di 0,1% m/m sull’indice armonizzato. L’inflazione italiana resta superiore a quella media dell’Eurozona (come accade dallo scorso ottobre) per via di un maggiore contributo della componente energia, ma la differenza tra i due indici dovrebbe continuare a ridursi nel corso dell’anno.

Il marcato rallentamento tendenziale è imputabile prevalentemente alla componente energetica (da 11,5% a 2%) che registra infatti un calo dei prezzi di -4,1% m/m. In calo sia la componente non regolamentata (da 20,3% a 8,4%; -0,9% m/m) con flessioni diffuse all’elettricità (da 40,4% a 18,7% a/a; -9% m/m) e al gas (da 50,8% a 28,8% a/a; -13,8% m/m) sul mercato libero, che dalla parte regolamentata (da -28,5% a -29,2%; -4,5% m/m). In termini prospettici l’aggiornamento da parte di Arera delle bollette sul mercato tutelato potrebbe registrare un modesto calo per i prezzi del gas a luglio a fronte di una sostanziale stabilizzazione per le tariffe trimestrali dell’elettricità. Infine, ieri il Governo ha prorogato al 3° trimestre l’IVA al 5% sul gas e gli sconti sugli oneri di sistema ancora in vigore.

In calo solo modesto la crescita annua dei prezzi alimentari (a 11% da 11,4% precedente; +0,7% m/m) in quanto il rallentamento di quelli lavorati (11,9% da 13,2%; +0,5% m/m) è in parte compensato dall’accelerazione registrata dagli alimentari freschi (9,6% da 8,8%; +1% m/m) che potrebbero aver subito l’impatto dell’alluvione in Emilia-Romagna sui listini ortofrutticoli.

Un segnale positivo è arrivato dai servizi , scesi nuovamente al 4,3% dal 4,6% di maggio: sebbene questo calo sia legato principalmente al rallentamento dei trasporti (a 3,8% da 5,6%), favorito dal calo del carburante, la correzione (seppur contenuta) dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (a 6,5% da 6,7%) potrebbe rappresentare un timido segnale di attenuazione sui servizi legati al turismo. In decelerazione anche la crescita dei prezzi dei beni industriali non energetici (4,8% da 5% a/a), tendenza attesa proseguire anche nei prossimi mesi in scia all’attenuamento delle pressioni a monte delle filiere produttive. Infine, l’inflazione al netto di energetici e alimentari freschi scende a 5,6% da 6% a/a.

Nelle nostre stime, l’inflazione potrebbe attestarsi al 2,4% (sul CPI) a fine anno, e tornare al 2% solo a dicembre 2024. La traiettoria discendente dell’indice core dovrebbe essere ancora più graduale, grazie alla tenuta dei prezzi di alimentari e servizi: l’indice al netto di alimentari freschi ed energia) è stimato al 3,4% a fine 2023 e al 2% a dicembre 2024. Al momento, i rischi sono al ribasso sull’energia e al rialzo sulle componenti meno volatili.

In conclusione, rivediamo al ribasso di due decimi, al 5,6%, la nostra previsione dell’inflazione nel complesso dell’area euro, che verrà pubblicato venerdì. Riteniamo non cambierà l’opinione prevalente nel Consiglio direttivo della BCE di rialzo dei tassi nelle prossime riunioni, dato il livello ancora elevato dell’inflazione di fondo. 

Fonte: BondWorld.it


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