Intesa Sanpaolo – Nell’audizione sulla politica monetaria di fronte alla commissione servizi finanziari della Camera, Powell ha sottolineato l‘aumento di incertezza causato dalla guerra Russia-Ucraina, indicando che il FOMC “monitorerà la situazione da vicino”.
A cura di Giovanna Mossetti Economista – USA e Giappone Intesa Sanpaolo
Nella valutazione dello scenario economico, Powell ha rilevato che l’espansione è proseguita a un ritmo “robusto”, ed è stata frenata solo temporaneamente e per un periodo breve dalla diffusione di Omicron. Il mercato del lavoro è definito “estremamente sotto pressione”, con il tasso di disoccupazione al 4%, livello di equilibrio di più lungo termine, e un miglioramento diffuso anche alle fasce più basse della distribuzione salariale e alle categorie più svantaggiate. Con la domanda di lavoro “molto forte” e l’offerta ancora limitata anche da un livello record di dimissioni, si registrano carenza di manodopera e aumenti salariali sui massimi da molti anni. Sul fronte dell’inflazione, la dinamica dei prezzi è in forte aumento, ben al di sopra del 2%, spinta anche dai colli di bottiglia all’offerta di durata superiore alle previsioni, ed è diffusa a un “ampio insieme di beni e servizi”. Powell ha ribadito che il controllo dell’inflazione è una condizione necessaria per la sopravvivenza della ripresa.
Con queste premesse, Powell ha ribadito il messaggio di gennaio, confermando che sarà probabilmente appropriato aumentare l’intervallo obiettivo dei fed funds alla prossima riunione, pur sottolineando che gli effetti di breve termine della guerra sull’economia americana sono “altamente incerti” e che l’economia può evolversi “in modi inaspettati”. Pertanto, la Fed dovrà essere “agile nel rispondere ai dati in arrivo e allo scenario in evoluzione”.
Rispondendo a una domanda, Powell ha detto che con ogni probabilità la Fed proseguirà con i programmi di rimozione dello stimolo monetario formulati prima dell’invasione dell’Ucraina. Questi programmi includono aumenti dei tassi possibili a tutte le riunioni e riduzione del bilancio principalmente attraverso il mancato reinvestimento dei titoli in scadenza. Secondo Powell, sarà necessario agire in modo agile e “con attenzione”. Powell si è sbilanciato riguardo al rialzo atteso a marzo, affermando che alla prossima riunione proporrà un rialzo di 25 pb e ha ribadito che il ritmo dei rialzi si adatterà all’evoluzione dei dati. La Fed prevede ora che l’inflazione tocchi il picco nei prossimi mesi e rallenti sulla scia della svolta della politica monetaria, dell’impulso negativo della politica fiscale e del miglioramento dei vincoli all’offerta. Tuttavia, se queste previsioni non si realizzeranno, secondo Powell la Fed non esiterebbe ad adeguare il sentiero dei tassi verso l’alto. Powell si allinea alla visione di gran parte del Comitato, che si riserva di rivalutare lo scenario dei tassi dopo aver visto se entro metà anno l’inflazione mensile effettivamente si porterà su un sentiero coerente con il raggiungimento dell’obiettivo sui prezzi.
In conclusione, i commenti di Powell lasciano invariata la previsione di svolta dei tassi a marzo e spostano lo scenario centrale verso un primo rialzo di 25 pb. Sottolineiamo i rischi verso l’alto per il sentiero dei tassi derivanti da possibili sorprese verso l’alto dalla dinamica salariale e dal CPI di febbraio, in uscita il 4/3 e il 10/3, rispettivamente.
Fonte: BondWorld.it
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