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Invesco : Equilibri instabili, tra Hormuz, Fed e inflazione sotto tiro

Invesco : La risoluzione del conflitto in Iran si conferma un processo frammentato in cui il confronto si prolunga e fasi di escalation riemergono.

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A cura di Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco


La risoluzione del conflitto in Iran si conferma un processo frammentato in cui il confronto si prolunga e fasi di escalation riemergono. il fuoco dopo che le forze iraniano hanno attaccato navi commerciali nello Stretto di Hormuz, gli attacchi americani su centri d’interesse militare in Iran si sono succeduti mercoledì e giovedì della scorsa settimana, mentre la ritorsione iraniana è avvenuta contro basi americani in paesi del Golfo.

L’escalation delle tensioni geopolitiche genera volatilità sul prezzo del petrolio, sui mercati vediamo il riprezzarsi dei rischi di duration con il riemergere di posizioni legate al rischio inflazione come l’irripidirsi delle curve dei tassi, il rialzo dei livelli di break-even sulle obbligazioni indicizzate ed un ritorno di fiamma per il settore energetico. Lo scenario base sembra ancora uno in cui né Stati Uniti né Iran abbiano incentivo al confronto frontale, ma dove l’equilibrio in Libano, Hormuz o sul nucleare richiedono negoziazioni lunghe e complesse.

In settimana il dato sull’inflazione USA darà indicazioni tra dinamiche cicliche o più strutturali. La stima dell’indice elaborato dalla Fed di Cleveland vede i prezzi al consumo “core” stabili nel mese di giugno rispetto al mese precedente, ma chiaramente ancora al di sopra del target del 2%. La pubblicazione del verbale dell’ultima riunione Fed ha contribuito a mantenere attuale un possibile rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. Questa settimana sono molti i governatori Fed impegnati in interventi pubblici, gli investitori cercheranno di interpretare la sequenza temporale di eventuali rialzi, la Fed stessa dice che l’inflazione deve scendere “soon”, presto, ma quanto presto?

Un messaggio di forza del contesto economico potrebbe arrivare dalla pubblicazione del dato sulle vendite al dettaglio che, nonostante un mercato del lavoro stagnante, appare in grado di confermare la resilienza dei consumi in America.

Le trimestrali aziendali entrano nel vivo con i grandi gruppi bancari americani. Qualità del credito ed impulso positivo sui consumi saranno variabili da monitorare che dovrebbero essere accompagnate da condizioni favorevoli nelle operazioni di trading e sui mercati dei capitali con IPO e nuove emissioni sempre più importanti.

Il movimento di riposizionamento del mercato azionario rimane complesso e determina maggiore volatilità e dispersione. La geopolitica porta ulteriore fluidità alle dinamiche di mercato, ma appare prematuro intraprendere un posizionamento difensivo anche alla luce di un rischio di tassi nominali più alti, proprio perché attività economica e ciclo di espansione di utili ed investimenti aziendali rimangono in una posizione di forza.

Le posizioni sul fattore “momentum” del mercato si stanno ripulendo degli elementi più speculativi, l’entità dei movimenti giornalieri del titolo Samsung nei giorni successivi la pubblicazione di risultati in fortissima crescita è emblematica. Si conferma un contesto fondamentale più solido in cui gli investimenti in tecnologia sembrano sempre più strutturali e dove l’allargamento del mercato su altri settori ciclici ed industriali può continuare a svilupparsi anche in Europa ed Asia.

Fonte: InvestmentWorld.it


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