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“Investimente”: dai primi risultati la classifica delle trappole emotive più diffuse

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A un anno dal suo lancio Schroders fa il bilancio dei risultati di Investimente.it: il primo Test di “psico-economia” in Italia che, attraverso una piattaforma online dedicata, traduce in azione la finanza comportamentale…..

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II Test “psico-finanziario” di Schroders ha coinvolto più di 2.000 tra consulenti e investitori

L’obiettivo è mettere i principi teorici di questa disciplina concretamente al servizio di promotori, banker e investitori finali. Il presupposto è che un servizio completo ed efficace di consulenza finanziaria non possa ormai prescindere dalla comprensione degli aspetti emotivi spesso causa di scelte d’investimento fuorvianti e non ottimali.

Il Test, realizzato da Schroders Italia in partnership scientifica con Matteo Motterlini, Direttore del CRESA (Centro di Ricerca in Epistemologia Sperimentale e Applicata – Università Vita-Salute San Raffaele), non si sostituisce ai questionari di adeguatezza e appropriatezza previsti dalla normativa MiFID, né propone soluzioni d’investimento o asset allocation.

L’“auto-diagnosi” delle proprie vulnerabilità, proposta da Schroders con Investimente.it, permette di conoscere le trappole mentali in cui si cade più frequentemente, attraverso un percorso di domande a cui l’investitore può rispondere durante l’incontro con il proprio consulente o su suo invito tramite email; il consulente può inoltre provare il test su se stesso. Nell’arco di circa un anno sono state raccolte più di 2.000 osservazioni sull’attitudine di consulenti finanziari e investitori che mettono in luce quanto stress, tratti di personalità e meccanismi cognitivi automatici condizionino il processo decisionale, minandone la razionalità.

L’analisi delle osservazioni fa emergere differenze significative tra consulenti e clienti. Tra gli intermediari finanziari si posiziona al primo posto, comprensibilmente, la trappola dell’Overconfidence (tendenza ad avere eccessiva sicurezza in se stessi), con il 62% delle risposte, che deriva probabilmente dal proprio contesto professionale. Si tratta di un tema delicato e degno di attenzione. L’Overconfidence del consulente potrebbe infatti ripercuotersi sulla relazione con i propri clienti – magari sommandosi a quella dell’investitore – e in ultima analisi sulla costruzione del portafoglio. Segue quella dell’Effetto disposizione (52%), cioè la tendenza a vendere troppo presto gli investimenti in guadagno e a tenere troppo a lungo quelli in perdita, che generalmente si accentua durante periodi di crisi e di mancanza di fiducia a livello macroeconomico. In terza posizione (48%) troviamo la tendenza a lasciarsi condizionare per le scelte future dagli eventi negativi del passato (trappola dello Snake Bite Effect), in cui di solito cadono più frequentemente le persone più sensibili e caratterizzate da una maggiore propensione al rimpianto di fronte a una perdita. L’incidenza di queste trappole potrebbe essere spiegata da una predisposizione da parte dei consulenti a farsi influenzare se non addirittura ad assecondare i bias degli investitori. In un modello evoluto di “client management”, il professionista – consapevole delle proprie vulnerabilità e di quelle dell’investitore che ha di fronte – dovrebbe al contrario aiutare i clienti a riconoscere e a gestire i propri condizionamenti emotivi.

Nella classifica delle trappole mentali più diffuse tra i clienti l’effetto “morso del serpente” si colloca al primo posto: il 51% dei rispondenti presenta infatti lo Snake Bite Effect, mentre al secondo posto di questa classifica (41%) si pone l’Effetto Disposizione e al terzo posto l’Home Bias (tendenza a investire nei titoli “familiari” perché percepiti come non rischiosi) che, pur comune a oltre il 40% del campione dei consulenti finanziari, si manifesta per il 36% tra i clienti. Questo dovrebbe rappresentare un punto di attenzione per gli investitori che intendono perseguire la strada del fai-da-te e un interessante argomento a favore della consulenza finanziaria, a condizione che il consulente sia in grado di supportare il suo cliente nella gestione di questi aspetti psicologici.

“Nella logica dell’evoluzione del modello di consulenza, basarsi sui parametri oggettivi e auto-dichiarati – obiettivi finanziari, appetito per il rischio, reddito percepito… – non basta. Per proporre soluzioni realmente rispondenti alle caratteristiche dell’investitore – e per farlo con le giuste modalità comunicative – bisogna combinare questi aspetti con elementi latenti legati alla sua emotività”, ha spiegato Luca Tenani, Country Head Italy di Schroders – Asset Management, aggiungendo che, con Investimente, “Schroders mette a disposizione una freccia in più all’arco dei consulenti finanziari, la cui forza risiede nel coinvolgimento in prima persona del cliente per facilitarne l’autoconsapevolezza”.

Matteo Motterlini, Direttore del CRESA commenta: “Com’è noto dagli studi sperimentali di finanza comportamentale, emozioni e automatismi mentali condizionano le decisioni, portando a conclusioni spesso fuorvianti. Ma c’è una buona notizia: negli ultimissimi anni, la neuroeconomia, la scienza che studia cosa avviene nel nostro cervello quando prendiamo decisioni economiche e finanziarie, ha fatto passi da gigante. E mostra ogni giorno di più come, nella maggior parte dei casi, gli errori in cui cadiamo siano sistematici e per questo prevedibili: dipendono da come si è evoluto il cervello umano. Prendere coscienza di come le emozioni influenzano il nostro comportamento economico, e imparare a comprendere l’impatto che hanno sulle nostre scelte e quindi in ultima analisi sul nostro benessere, è la nuova, importante frontiera in tema di investimento e di risparmio. Investimente.it ci permette di fare esattamente questo”.

Analizzando il campione di questa prima fase di vita di Investimente.it, il 74% delle osservazioni ha dichiarato un livello di esperienza d’investimento superiore a 10 anni mentre solo il 6,5% ha rivelato di avere un’esperienza limitata (tra zero e tre anni). A livello geografico, la Lombardia si conferma ancora una volta in prima fila rispetto a tendenze all’avanguardia, aderendo con il 69,4% del campione totale agli stimoli posti attraverso il Test.

Tra le altre trappole emotive rilevate da Investimente.it: Effetto Gregge (tendenza a conformarsi alle decisioni della maggioranza), Optimism Bias (tendenza a sovrastimare le probabilità di successo e a sottostimare i rischi), Projection Bias (tendenza a credere che il futuro somigli al presente) e Avversione alle perdite (tendenza a vivere le perdite in modo traumatico).

Fonte: AdvisorWorld.it


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