ISM manifatturiero ai minimi da settembre 2009

L’ISM manifatturiero mette a segno oggi la terza correzione consecutiva, scendendo a 53.5 da 60.4 di aprile, registrando così un valore ben al di sotto delle nostre attese già riviste al ribasso ieri dopo il dato del Chicago PMI. Ciò significa che il settore manifatturiero ha …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


continuato a crescere a maggio 2011, ma ha rallentato il proprio ritmo di crescita rispetto ai mesi precedenti. Il settore manifatturiero risulta quindi in crescita per il ventiduesimo mese consecutivo e l’economia nel suo complesso cresce ininterrottamente da ventiquattro mesi, con la survey al di sopra della soglia di 42.5. L’aspetto più preoccupante del report odierno è il calo di quasi 11 punti registrato nei nuovi ordini. Infatti, ci aspettavamo un rallentamento in questa componente a causa dell’impatto del rincaro delle materie prime, delle mancate forniture dal Giappone (sia pure, con mia sorpresa, questo fattore non sia citato fra le risposte), delle condizioni meteo avverse nel mese ed, in generale, di un rallentamento del comparto manifatturiero con la maturazione della ripresa. Ma bisogna riconoscere che il calo odierno è sensibilmente più consistente di quanto implicato da questi fattori e potrebbe quindi non essere solamente temporaneo e diventare davvero preoccupante se questo valore risulterà confermato nei prossimi mesi.
In rallentamento marcato anche la componente Produzione e i Nuovi Ordini dall’estero, mentre la componente Occupazione si mantiene su buoni livelli nonostante la correzione odierna. Da registrare anche l’allentamento delle pressioni inflazionistiche, che però restano sostenute. I commenti raccolti dall’ISM indicano preoccupazioni per le pressioni al rialzo sui prezzi delle materie prime: ad esempio, nel comparto dei Prodotti Chimici viene segnalato il continuo rialzo dei prezzi delle materie prime che inizia a far sentire i proprio effetti, soprattutto nei costi di trasporto. Nel settore dei metalli fabbricati i direttori degli acquisti segnalano come il livello di attività resti forte, migliore del 2010, ma ancora inferiore rispetto ai livelli del 2008 e di inizio 2009. Importante come per la prima volta venga segnalata la consapevolezza di un possibile rallentamento nei prossimi mesi (segnalato dal comparto Macchinari).

Complessivamente, 14 dei 18 settori coperti dalla survey registrano crescita a maggio: “Nonmetallic Mineral Products; Petroleum & Coal Products; Machinery; Transportation Equipment; Computer & Electronic Products; Textile Mills; Electrical Equipment, Appliances & Components; Primary Metals; Miscellaneous Manufacturing; Paper Products; Chemical Products; Plastics & Rubber Products; Apparel, Leather & Allied Products; and Fabricated Metal Products.”
La media dei dati da gennaio a maggio dell’ISM manifatturiero (59.5) corrisponde ad una crescita del GDP reale del 5.9%. Invece, il livello di maggio annualizzato dell’ISM manifatturiero corrisponde ad una crescita del GDP reale del 3.8% qoqa, ancora superiore rispetto alle nostre attese di crescita, sia per Q2 (al momento fra 2.5% e 3.0% qoqa) che per il 2011 nel complesso (2.6%).

Produzione
L’indice della produzione ha registrato un calo di quasi dieci punti oggi, a 54.0 da 63.8, restando sopra quota 50 per il ventiquattresimo mese consecutivo. Si tratta del valore minimo dalla fine della recessione (giugno 2009). Il fattore di stagionalità è stato restrittivo, 1.075 ed ha abbassato il risultato aggiustato di 4 punti rispetto al dato nsa. Dei settori coperti dalla survey, dodici hanno segnalato espansione della produzione a maggio: “Plastics & Rubber Products; Nonmetallic Mineral Products; Petroleum & Coal Products; Paper Products; Electrical Equipment, Appliances & Components; Apparel, Leather & Allied Products; Machinery; Primary Metals; Miscellaneous Manufacturing; Fabricated Metal Products; Transportation Equipment; and Computer & Electronic Products.”

Nuovi Ordini
L’indice dei nuovi ordini ha registrato oggi un calo di 10.7 punti, scendendo a 51.0 da 61.7 di aprile e segnando il minimo da giugno 2009. Si tratta del ventitreesimo mese consecutivo di un valore al di sopra della soglia dei 50 punti. Il fattore di stagionalità è stato accomodante, 1.118, abbassando di sei punti il risultato rispetto al dato nsa. Dei settori coperti dalla survey, undici hanno segnalato espansione dei nuovi ordini a maggio: “Mineral Products; Petroleum & Coal Products; Paper Products; Transportation Equipment; Apparel, Leather & Allied Products; Electrical Equipment, Appliances & Components; Primary Metals; Miscellaneous Manufacturing; Chemical Products; Machinery; and Fabricated Metal Products”.

Occupazione
L’indice relativo all’occupazione è quello che oggi ha tenuto complessivamente meglio, scendendo “solamente” di 4.5 punti dal 62.7 di aprile a 58.2 di maggio, registrando il minimo da ottobre 2010 e restando sopra quota 50 per il ventesimo mese consecutivo. Il fatto che l’indice il mercato del lavoro sia un indicatore ritardato ci induce ad aspettarci cali in questa voce nei prossimi mesi. In particolare, la nostra previsione per i payrolls del settore manifatturiero di venerdì è di +25K. Il fattore di stagionalità è stato anche qui restrittivo, 1.049. Per l’occupazione, undici settori hanno segnalato espansione a dicembre: “Textile Mills; Nonmetallic Mineral Products; Computer & Electronic Products; Transportation Equipment; Machinery; Primary Metals; Plastics & Rubber Products; Food, Beverage & Tobacco Products; Miscellaneous Manufacturing; Chemical Products; and Fabricated Metal Products”.

Scorte
L’indice relativo alle inventories è sceso oggi a 48.7 da 53.6 di aprile. Ciò significa che le scorte vengono de cumulate, probabilmente perché utilizzate per far fronte alla domanda rimpiazzando la produzione che non è stata effettuata nel mese. Il fattore di stagionalità è stato moderatamente accomodante, 0.996. I tre settori che hanno segnalato espansione delle scorte a maggio sono stati: “Computer & Electronic Products; Miscellaneous Manufacturing; and Machinery.”

Prezzi

La componente dei prezzi pagati ha registrato un rallentamento significativo, scendendo oggi di nove punti a 76.5 da 85.5, minimo da inizio anno, grazie alla correzione nei prezzi delle materie prime. È la prima volta che l’indice scende sotto 80 da dicembre 2010 e si tratta del ventitreesimo mese consecutivo di un risultato superiore a 50. I quindici settori che riportano crescita dei prezzi a maggio sono: “Nonmetallic Mineral Products; Chemical Products; Paper Products; Machinery; Apparel, Leather & Allied Products; Furniture & Related Products; Miscellaneous Manufacturing; Food, Beverage & Tobacco Products; Computer & Electronic Products; Textile Mills; Plastics & Rubber Products; Transportation Equipment; Petroleum & Coal Products; Fabricated Metal Products; and Electrical Equipment, Appliances & Components”.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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