US: Consumer Confidence in correzione al minimo da novembre

La fiducia dei consumatori US registra una correzione a maggio dopo il rimbalzo di aprile, scendendo a 60.8 da 66.0 di aprile, rivisto oggi al rialzo da 65.4 originariamente rilevato. Il dato odierno è al di sotto delle nostre attese nonostante la recente correzione nel …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


prezzo della benzina e delle commodities in generale. Hanno quindi probabilmente pesato in modo preponderante le preoccupazioni dei consumatori riguardo il livello di disoccupazione ancora particolarmente elevato (considerando anche il peggioramento avvenuto ad aprile nel tasso di disoccupazione, passato a 9% da 8.8%) e le eccezionali condizioni meteo che hanno portato alluvioni e tornado in varie zone del Sud e del Midwest del Paese. Infatti, è stata la componente delle aspettative a correggere in maniera più sostenuta, scendendo oggi a 75.2 da 83.2 di aprile, toccando il minimo da ottobre 2010. Corregge in maniera meno marcata la componente di condizioni correnti, scesa oggi a 39.3 dal rivisto 40.2 di aprile. In particolare, la correzione più consistente si è registrata nelle aspettative riguardanti il mercato del lavoro, che contano per 2.2 punti dei 5.2 punti di cali visti nella componente di aspettative nel complesso. Con il dato odierno la crescita della media mobile a tre mesi dell’indice headline peggiora a 63.5 da 67.3, minimo da gennaio, in quanto il dato di maggio va a sostituire nel computo il 72 registrato a febbraio.

Il dato non segue il rialzo riportato dal consumer sentiment rilasciato dalla Michigan University, salito con il dato finale di maggio da 69.8 del finale di aprile a 74.3, in quanto quest’ultimo risulta meno sensibile alle condizioni del mercato del lavoro rispetto alla Consumer Confidence del Conference Board.

Per quanto riguarda il dettaglio dell’indice aggregato, la componente di business conditions correnti ha visto un calo della quota di risposte che le definiscono “good”, a 14.6% da 15.5%, a cui si è unito un rialzo della percentuale di intervistati che definisce le business conditions come “bad” (a 37.1% da 35.9%). Si è assistito anche ad un modesto calo nella percentuale di coloro che definiscono come “normal” le business conditions (a 48.3% da 48.6%). In rialzo la percentuale di coloro che definiscono il lavoro come “plentiful” (a 5.6% da 5.1%), più che compensato dal rialzo nella quota di coloro che definiscono le condizioni di occupazione come “hard to get” (a 43.9% da 42.4%), facendo in tal modo peggiorare il differenziale del mercato del lavoro (“plentiful” – “hard to get”) a -38.3% da -37.3%, in territorio negativo ininterrottamente da febbraio 2008.

Per quanto riguarda il sotto-indice delle aspettative, a fronte di un calo della percentuale di chi prospetta un miglioramento delle business conditions (da 19.2% a 17.0%), vi è stato un rialzo di chi si aspetta un peggioramento (da 14.0% a 15.5%), con un rialzo anche della percentuale di coloro che si aspettano business conditions invariate (a 67.5% da 646.8%). Per quanto riguarda le aspettative per il quadro occupazionale assistiamo ad un peggioramento della dinamica: infatti, è diminuita la percentuale degli intervistati ottimisti circa le prospettive occupazionali (da 17.8% a 15.9%) ed è aumentata in modo sensibile la percentuale degli intervistati di opposto avviso (a 20.8% da 18.7%), mentre risulta in modesto calo la percentuale di coloro che si aspettano una stabilizzazione delle condizioni di occupazione (a 63.3% da 63.5%).

Appaiono in peggioramento anche le aspettative reddituali, con un calo (da 17.0% a 14.8%) degli intervistati che si attendono un incremento del proprio reddito, a fronte di un rialzo (dal 14.7% al 15.2%) di coloro che temono una contrazione del reddito e di un rialzo di coloro che si aspettano reddito invariato (a 70.0% da 68.3%).

Indicazioni miste sono emerse dalle risposte relative alle intenzioni d’acquisto per il semestre successivo. Infatti, si registra un aumento delle intenzioni di acquisto di un’automobile (a 13.8% da 12.5%), mentre rimangono stabili le intenzioni di acquisto di una casa (a 5.0%).

Sono invece in calo le intenzioni di acquisto dei principali elettrodomestici (a 47.3% da 49.0%). Per quanto riguarda le attese di inflazione a un anno da parte dei consumatori, a maggio si registra un aumento, a 6.6% da 6.3% di aprile, risentendo del prezzo della benzina ancora elevato nonostante la recente correzione e dell’accelerazione nella crescita dei prezzi del cibo. Questo rialzo nelle aspettative dovrebbe quindi rivelarsi transitorio.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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