J.P. Morgan AM Bond Bulletin : In Cina, lo scoppio di disordini interni ha messo in risalto le conseguenze sociali dei lockdown prolungati.
A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management
Fondamentali
Nel 2022, perseguendo tenacemente la politica “zero Covid”, la Cina è diventata un’anomalia sulla scena internazionale che ha visto il resto del mondo riaprire i battenti. Al momento, nel valutare le ripercussioni che le proteste potrebbero avere sulla riapertura della Cina, gli investitori sposano due tesi diverse. I più ottimisti ritengono che le autorità accelereranno i tempi delle riaperture per placare la popolazione, misura che potrebbe sfociare in un notevole allentamento delle restrizioni nel primo trimestre del 2023. Gli altri, invece, pensano che il calendario delle riaperture non muterà, ma che le autorità saranno molto restie ad attuare ulteriori restrizioni, riducendo di conseguenza la probabilità che i lockdown si protraggano al di là del primo semestre del nuovo anno. Alla fine, il calendario delle riaperture dipenderà dall’accelerazione della campagna vaccinale della popolazione anziana cinese. È questo il motivo principale per cui il nostro scenario di base non prevede riaperture durature se non dopo la conclusione dell’Assemblea nazionale del popolo, a marzo 2023. Dopo il Capodanno cinese dovrebbero essere apportate piccole rettifiche alle misure di lockdown, con conseguente miglioramento del clima di fiducia dei mercati prima di un’eventuale riapertura.
J.P. Morgan : Valutazioni quantitative
Le restrizioni draconiane per il Covid, il calo delle esportazioni e la flessione dei prezzi immobiliari hanno penalizzato la crescita economica cinese. Nel frattempo, le autorità di Pechino hanno tentato di stabilizzare la crescita riducendo i coefficienti di riserva obbligatoria, una misura che contrasta con gli interventi di molte altre Banche Centrali che nel 2022 hanno aumentato prontamente i tassi d’interesse. Il persistente allentamento della politica monetaria ha reso il debito sovrano cinese relativamente meno appetibile. A inizio 2021, i titoli di Stato decennali cinesi fruttavano il 3,2%, un rendimento relativamente interessante rispetto al modesto 0,9% offerto dai Treasury statunitensi con pari scadenza. Oggi, i ruoli si sono invertiti: il rendimento del titolo decennale cinese è del 2,9% a fronte del 3,7% offerto dal Treasury statunitensi a 10 anni (al 30 novembre 2022).
Fattori tecnici
Per tutto il 2022, il quadro tecnico ha deposto a sfavore dei mercati obbligazionari cinesi in quanto gli investitori hanno tentato di ridurre le proprie esposizioni basandosi su valutazioni relative e sul contesto economico poco brillante. Tuttavia, al momento sembra che la strategia di consenso propenda per un posizionamento corto negli attivi cinesi, soprattutto nello Yuan. Pertanto, eventuali segnali di riapertura potrebbero innescare una ripresa tecnica. In linea generale, è evidente che una stabilizzazione della crescita cinese nel 2023 – soprattutto quando il ciclo congiunturale rallenterà nei Mercati Sviluppati – giocherà a favore del Debito Emergente sia in termini di rendimento che di flussi. Infatti, malgrado da inizio anno siano stati registrati deflussi per USD 39 miliardi, a novembre il Debito Emergente ha ricevuto sottoscrizioni per USD 0,9 miliardi. Inoltre, abbiamo notato un notevole aumento delle richieste d’investimento per questa classe di attivo (al 30 novembre 2022).
J.P. Morgan : Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
Mentre i mercati continuino a valutare le probabilità di un’improvvisa rimozione delle misure di lockdown in Cina, privilegiamo le esposizioni che potrebbero trarre beneficio da scenari associati alle riaperture. Anche se l’ottimismo che nutrivamo nei confronti del debito interno della Cina è ormai venuto meno, la ripartenza dell’economia cinese nel 2023 farebbe verosimilmente migliorare la propensione al rischio per tutto il Debito Emergente in generale. Uno scenario del genere giocherebbe a favore non solo dei Paesi dell’Asia settentrionale e delle nazioni che dipendono dal turismo, tra cui Tailandia e Indonesia, ma anche dei Paesi a beta più elevato come il Sudafrica.
Fonte: BONDWorld.it
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