J.P. Morgan AM Bond Bulletin : Gli investitori stanno organizzando i portafogli per affrontare una delle recessioni più attese di sempre il cui inizio, tuttavia, resta incerto.
A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management
Fondamentali
Chiunque abbia fatto un lungo viaggio con bambini piccoli sa che alla fine la loro pazienza si esaurisce e parte la temuta domanda: “Quanto manca”? Negli ultimi mesi anche gli investitori hanno coperto lunghe distanze e, come i bambini, si chiedono con impazienza quando potrebbe avere inizio la recessione. Quella in arrivo è tra le più attese della storia. Come illustra il grafico di questa settimana, quasi il 50% degli economisti prevede una recessione nel breve termine, una delle percentuali più elevate mai registrate al di fuori di una fase recessiva. Sebbene si continuino a nutrire dubbi (a dir poco) sulla capacità mostrata in passato dagli economisti di pronosticare con precisione una recessione prima che questa avesse inizio, l’attuale consenso è comprensibile visto che le Banche Centrali hanno dato vita a uno dei cicli di inasprimento più aggressivi dagli anni Settanta del secolo scorso. Tuttavia, ancora non si sa con certezza quando la recessione tanto annunciata farà capolino. Gli indicatori di recessione tradizionali, quali le condizioni creditizie negli Stati Uniti e la forma della curva dei rendimenti, segnalano che la congiuntura negativa è dietro l’angolo. Eppure, nonostante l’inasprimento della politica monetaria, le dinamiche del mercato del lavoro sono state estremamente positive e a malapena danno segno di voler invertire rotta. Questa mancanza di consenso nei dati economici rende difficile prevedere con precisione l’inizio di una recessione. Pur convinti che la crisi economica sia quasi inevitabile, riteniamo che il suo esordio potrebbe essere rinviato a fine 2023 o inizio 2024.
Valutazioni quantitative
Mentre ci si interrogava sull’inizio della recessione e della politica di allentamento monetario che la seguirà, i rendimenti decennali statunitensi si sono mantenuti in un intervallo ristretto. Oggi (23 maggio 2023), i rendimenti sono al 3,70%, vicini quindi alla media trimestrale. Tuttavia, l’intervallo di variazione è un obiettivo mobile che tende a riassestarsi nel momento in cui uno dei due valori estremi viene superato. Troviamo ancora convincente la porzione intermedia della curva, con rendimenti quinquennali e decennali interessanti soprattutto se le Banche Centrali cominceranno ad abbassare i tassi. Inoltre, i rischi (tetto del debito e inflazione) hanno smesso per il momento di collocarsi in cima ai pensieri degli investitori. Mentre continuiamo ad attendere l’inizio di una recessione, i tassi governativi hanno reso interessanti i rendimenti di altre classi di attivo, anche se gli spread sottostanti non sono necessariamente convenienti. I rendimenti delle emissioni municipali e persino delle obbligazioni societarie di qualità superiore hanno tratto vantaggio dal rialzo dei tassi sottostanti e offrono, attualmente, un carry potenziale interessante rispetto ai valori storici.
Fattori tecnici
Il reddito fisso con duration lunga continua a essere lo strumento preferito per proteggere i portafogli in caso di recessione. Nonostante non vi sia certezza sull’inizio di una recessione, i rendimenti storicamente interessanti offerti nella parte terminale della curva indicano che gli investitori dovrebbero continuare a detenere obbligazioni a lunga scadenza. Tale orientamento è sostenuto dai dati riguardanti il posizionamento di duration che segnalano uno spostamento degli investitori verso posizioni a lungo termine.
Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
Sebbene l’inizio della congiuntura negativa rimanga incerto, gli investitori fanno bene a posizionare i propri portafogli in previsione di una recessione. In questa fase del ciclo, il passaggio a obbligazioni con duration più lunga e di migliore qualità dovrebbe consentire una notevole protezione del portafoglio. Nel frattempo, siamo cauti ad investire nel mercato delle obbligazioni societarie le cui valutazioni mediocri non giustificano ancora un’esposizione consistente.
Fonte: BONDWorld.it
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