L’inaspettato quanto deludente dato sul numero dei nuovi assunti negli Stati Uniti durante il mese di Dicembre, uscito pari a 74 mila contro circa 200 mila attesi e pubblicato lo scorso venerdì 10 gennaio, ha provocato un apprezzabile movimento del mercato obbligazionario….
americano, in particolare sulle scadenze superiori ai 5 anni. Le quotazioni dei titoli di stato statunitensi sono infatti risalite a fronte di un calo medio dei rendimenti di circa 15 centesimi.
Come si può anche visionare nel grafico sottostante, dall’inizio dell’anno il differenziale di rendimento tra i titoli a breve e quelli a lunga si è ridotto e la curva si risulta leggermente più piatta grazie al ribasso dei tassi delle scadenze più lunghe.
Fonte:Bloomberg. Curva dei tassi americana per le scadenze comprese tra i 2 e i 10 anni alla data del 31 dicembre 2013 e del 14 gennaio 2014.
La linea rosa mostra questo lieve abbassamento e appiattimento (in inglese flattening) della forma della curva, rispetto a quella più ripida dell’ultimo giorno dell’anno scorso.
In particolare il rendimento del ten year è passato da un massimo di 3,05%, agli attuali 2,84% con un movimento per lo più concentratosi in un unico momento, quello successivo appunto alla pubblicazione del dato sui non-farm payrolls di venerdì.
Fonte:Bloomberg. Rendimento del decennale americano negli ultimi 12 mesi
Dal grafico è evidente che il rendimento pari a 275/285 punti base rappresenta un livello piuttosto significativo per il mercato, visto anche il passaggio di due medie mobili, quella a 50 e quella a 100 periodi, proprio in quell’area che funge in questo momento da supporto al movimento di calo in essere.
Qualora però si verificasse una flessione al di sotto di questi livelli, sarebbe lecito e plausibile attendersi un proseguimento del calo con obiettivi significativi bene al di sotto dei valori attuali, addirittura in direzione dell’area 250, già visto lo scorso mese di ottobre.
Riteniamo quindi di particolare importanza la tenuta dell’area di supporto a 275 ai fini della possibile ripresa del trend rialzista dei tassi temporaneamente in pausa.
La reazione contrariata alla debolezza dei jobless claims vista sui mercati esplicita che dati così fragili non solo non sono messi in conto dagli operatori, ma che potrebbero cambiare le aspettative dei prossimi mesi in merito al contesto di mercato che potrebbe anche abortire le ipotesi di discreta crescita dell’economia e dei tassi.
Come accennavamo sopra, in conseguenza della flessione del tasso si è verificato un flattening di curva poiché ad un rapido calo dello yield del decennale non è corrisposto un altrettanto rapido movimento del titolo a breve.
L’ultimo grafico qui sotto evidenzia la riduzione del differenziale di rendimento 10-2 anni, per ora a dire la verità alquanto modesta, ma che comunque si è ridotta da un massimo di 266 punti base a 246.
In parallelo a quanto abbiamo segnalato per l’andamento del tasso decennale anche per lo spread possiamo individuare livelli al di sotto dei quali l’attuale irripidimento della curva potrebbe interrompersi. In ottica di medio periodo riteniamo che qualora si verificasse una riduzione del differenziale al di sotto dei 220 punti base, questa sarebbe un chiaro segnale in favore di un netto ulteriore calo dei rendimenti del decennale Usa, vista la sostanziale stabilità del titolo a due anni, ancorato con forza al ribasso dalla politica monetaria della Federal Reserve.
Fonte:Bloomberg. Elaborazione JCI trading. Differenziale di rendimento della curva americana tra il decennale e il due anni.
Suggeriamo dunque di monitorare i livelli sopra segnalati ai fini di cogliere tempestivamente l’eventuale cambio di scenario dei tassi a lunga americani, che del resto sono anche strettamente correlati con i rendimenti degli altri paesi core ( Germania e Uk in testa).
Fonte : JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management
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