Come accennato da James stamattina, la risposta dei mercati high yield europei alla vittoria elettorale di Trump è stata piuttosto modesta. Come c’era da aspettarsi, l’high yield statunitense ha reagito in maniera più decisa, ma non così drastica come quella dell’azionario europeo e dei future sull’indice S&P……
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Dovremo attendere l’apertura completa del mercato americano per vedere come si evolverà la situazione nel corso della giornata, ma vale la pena di notare che i vari sottosettori reagiranno al risultato in modo diverso. A nostro avviso, sarà opportuno tenere particolarmente d’occhio il settore della salute, in cui la vittoria di Trump è destinata a creare volatilità, sia in senso positivo che negativo.
Con una presidenza Trump e un Congresso repubblicano, di sicuro sarà rilanciata la proposta di revocare o quanto meno rimaneggiare ampiamente la legge denominata Affordable Care Act (ACA), anche nota come Obamacare. Ciò potrebbe sfociare in una pressione negativa sui gestori di strutture ospedaliere, che rappresentano una porzione significativa dell’indice high yield statunitense in senso ampio (quasi il 5% dell’indice Bank of America U.S. High Yield). In teoria, in uno scenario di questo tipo, tali società potrebbero vedere un aumento del numero di pazienti senza assicurazione. Inoltre, l’incertezza sulle sorti dell’ACA rischia di pesare sulle società americane che offrono servizi di assistenza sanitaria gestita: per quanto siano per la maggior parte di categoria investment grade, non mancano alcuni emittenti high yield che potrebbero essere coinvolti.

Per contro, si prevede che con Trump alla Casa Bianca e il Congresso a maggioranza repubblicana le pressioni sui prezzi e i costi dei farmaci tenderanno ad attenuarsi, a vantaggio in primo luogo dei produttori di terapie specialistiche nel segmento high yield. Inoltre, si prospetta un sostegno bipartisan per l’approvazione rapida di farmaci generici, di cui i principali beneficiari sarebbero le aziende specializzate in questo tipo di prodotti, anche se potenzialmente a scapito delle case farmaceutiche tradizionali.
Trump ha anche invocato trattative dirette sui prezzi dei farmaci rimborsati in base alla Parte D di Medicare e la reimportazione di farmaci, misure che potrebbero tradursi in un impatto leggermente negativo per le aziende del settore. Queste politiche non sono state al centro della campagna di Trump e non si prevede che trovino particolare seguito al Congresso.
Fonte: BONDWorld.it
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